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| 30 nov 2019 | 16:04

Reinhold Messner incanta il pubblico di Vezzano, ''Mese Montagna'' chiude così in grande stile

Il re degli ottomila non ha bisogno di ricorrere ad effetti speciali per sedurre la platea. Gli sono bastate 140 fotografie di grande qualità, alcune create digitalmente utilizzando immagini satellitari, per costruire la spina dorsale di un racconto che ha ripercorso la storia dell’alpinismo, dal 1780 ai giorni nostri. Non solo montagna: spazio anche alla solidarietà con Admo Trentino

Reinhold Messner incanta il pubblico di Vezzano, Mese Montagna'' chiude così in grande stile
Foto Marco Miori
di Redazione

VEZZANO. Un teatro tutto esaurito già da una settimana ha abbracciato ieri sera, a Vezzano, Reinhold Messner. Il re degli ottomila ha chiuso con il botto la quattordicesima edizione di "Mese Montagna", che nel corso di quattro settimane ha portato in Valle dei Laghi grandi nomi dell’alpinismo e dell’esplorazione. Per fare fronte alle richieste gli organizzatori hanno persino predisposto un maxi-schermo in galleria, aumentando così la capienza dell'elegante struttura, da poco restituita alla comunità, di un centinaio di posti. Avevano visto giusto, quelli che si sono garantiti un biglietto, perché la serata ha tenuto tutto il pubblico con il fiato sospeso per un’ora e mezza.

 

Il re degli ottomila non ha bisogno di ricorrere ad effetti speciali per sedurre la platea. Gli sono bastate 140 fotografie di grande qualità, alcune create digitalmente utilizzando immagini satellitari, per costruire la spina dorsale di un racconto che ha ripercorso la storia dell’alpinismo, dal 1780 ai giorni nostri.

 

"La missione di ogni nuova generazione, in questa disciplina, è sempre stata quella di rendere possibile ciò che quella precedente aveva etichettato come impossibile", ha affermato a più riprese, mostrando al pubblico come e quando i limiti sono stati spostati, con tempi di attesa più o meno lunghi a seconda delle montagne, verso l’alto. Ogni riposizionamento dell’asticella ha comportato fallimenti, ripensamenti, talvolta lutti, sempre atti di coraggio.

 

Una dopo l’altra, iniziando il viaggio dall’inviolato e sacro Kailash, in Tibet, Messner ha dedicato spazio al Monte Bianco, al Cervino, all’Ushba, al Denali, all’Aconcagua, al Nanda Devi, all’Annapurna, all’Everest, al Nanga Parbat, al K2, al Dunagiri e al Masherbrum, citando le imprese riuscite ai grandi dell’alpinismo, ma anche le spedizioni finite male o quelle compiute da piccoli eroi rimasti nell’oblio.

 

Tuttavia, a ben vedere, i veri protagonisti di questa storia raccontata all’incantato pubblico di "Mese Montagna", più che i singoli personaggi e le singole vette, sono l’uomo e la montagna, l’eterna sfida del primo alla seconda, che ha senso chiamare alpinismo, citando il protagonista della serata di ieri, "solo se contempla il rischio di perdere la vita". Una valutazione, si badi bene, del tutto tecnica e “laica”, scollegata da ogni considerazione morale, perché Messner non si permette di stilare pagelle o di giudicare le scelte di chi, come lui, ha messo a repentaglio la propria esistenza innumerevoli volte per coronare grandi sogni.

 

L’alpinista altoatesino ha poi venduto e autografato, per centinaia di appassionati, la propria ultima opera, una fiaba per bambini intitolata "Layla", prima del brindisi finale offerto a tutti dai vignaioli della Valle dei Laghi. Si è chiusa così una settimana che era cominciata, mercoledì, con un altro interessante incontro: protagonisti i climber Marco Furlani e Alessandro Gogna, nome citato anche da Messner nel suo racconto, che hanno ripercorso la storia dell’arrampicata in quella che nella loro guida chiamano la Valle della Luce, adagiata dal Garda trentino a Sarche, in una perfetta alternanza fra locale e universale proposta ormai da qualche tempo dal format di successo di questo festival, organizzato dall'Apt Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi con il Comune di Vallelaghi in collaborazione con la Comunità della Valle dei Laghi, il Bim Sarca Mincio Garda, la Sat della Valle dei Laghi e il Gs Fraveggio, e con il supporto della Cassa Rurale Alto Garda, delle Casse Rurali Trentine e de La Sportiva.

 

"Va in archivio un'altra edizione di successo di questa manifestazione, - ha affermato la direttrice del'Apt del capoluogo, Elda Verones - che conserva il proprio forte appeal presso gli appassionati di montagna trentini, ma anche delle province limitrofe. Il format è senza dubbio vincente". "Per la nostra amministrazione - ha chiosato il sindaco di Valle Laghi, Gianni Bressan - è motivo di grande soddisfazione accogliere ogni anno personaggi di questa caratura e i tanti amici che vengono a teatro per ascoltarli durante tutto il mese di novembre. Un ringraziamento va alla Comunità di Valle per essere stata in grado di restituirci il teatro in tempo per questa edizione".

 

Non solo montagna: spazio anche alla solidarietà. Nell’atrio del teatro, infatti, prima e dopo l’evento, c'è stato anche lo stand di Admo Trentino, dove è stato possibile informarsi sulla donazione di midollo osseo e prendere, in cambio di un’offerta, un dolce natalizio della campagna di raccolta fondi "Un panettone per la Vita" (QUI ARTICOLO). I fondi raccolti attraverso questa campagna, la più importante dell’anno per l'associazione donatori di midollo osseo, hanno permesso da molti anni di sostenere l’Azienda sanitaria incrementando il numero di aspiranti donatori di midollo osseoultima speranza di vita per malati di leucemie e malattie del sangue.

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