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Schiacciate impossibili, palla che rotea sul naso e divertimento, la magia degli Harlem Globetrotters contagia Trento

Alla Blm Group Arena per il Festival dello sport coach Sweet Lou Dunbar e tre funamboli della squadra di basket più pazza del mondo, gli Harlem Globetrotters, squadra-spettacolo degli afroamericani, nata nel lontano 1927, prima dell’Nba (1946) e protagonista di gare e esibizioni in oltre 120 Paesi del mondo

Pubblicato il - 12 ottobre 2019 - 21:09

TRENTO. Gli Harlem Globetrotters hanno entusiasmato oltre 1.500 spettatori alla Blm Group Arena nella terza giornata del Festival dello Sport. Un antipasto dell’esibizione che terranno a Trento il 7 aprile 2020. Coinvolgenti, dissacranti, spettacolari, hanno dimostrato come lo sport sia allegria e il basket un gioco contagioso.

 

Questa volta il palco è stato allestito al centro del palazzetto. E ci sono saliti coach Sweet Lou Dunbar e tre funamboli della squadra di basket più pazza del mondo, gli Harlem Globetrotters, squadra-spettacolo degli afroamericani, nata nel lontano 1927, prima dell’Nba (1946) e protagonista di gare e esibizioni in oltre 120 Paesi del mondo.

 

Al Festival dello Sport sono stati accolti e presentati da "The Coach" Dan Peterson, che ha raccontato la storia, grazie ad alcuni video. Introdotti dall’intervista dei giornalisti della Gazzetta, Davide Chinellato e Simone Sandri, si sono poi esibiti in palleggi al limite delle leggi della fisica, sottomano, acrobazie con il pallone sulle dita, sulla testa. Veri giocolieri della palla a spicchi, che in un secolo di storia sono riusciti a introdurre i loro numeri anche nel basket agonistico, come l’alley oop.

 

Capaci di coinvolgere bambini e adulti nelle loro gag, gestite con doti teatrali di sicuro effetto. E lo hanno dimostrato anche a Trento. Dopo aver posato il microfono e fatto parlare la palla a spicchi. Doti atletiche, affiatamento, coordinazione, abilità, ma anche la grande umanità espressa nelle spassose gag, basate su improvvisi cambi di mano, palleggi da sdraiati e in movimento sulla schiena, ma anche in ginocchio, senza mai perdere il controllo della palla e scherzando insieme al pubblico.

 

Scooter Christensen detiene un record: far roteare la palla sul naso per quasi 8 secondi. "Mi sono allenato tanto – ha confidato al pubblico – e mi sono persino ustionato il naso perdendo sangue". Mentre Handles Franklin ha raccontato di essersi innamorato degli Harlem guardando un cartone animato, quindi è riuscito a coronare il suo sogno di giocarvi. Tanto che il pubblico ha tributato un vero e proprio abbraccio, oltre al meritato applauso. Coach Dunbar ha spiegato che gli Harlem hanno una squadra di scout che girano il mondo per reclutare i migliori giocatori afroamericani.  Carisma, personalità, abilità, a servizio dell’allegria e della gioia dello sport.


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