Schiacciate impossibili, palla che rotea sul naso e divertimento, la magia degli Harlem Globetrotters contagia Trento
Alla Blm Group Arena per il Festival dello sport coach Sweet Lou Dunbar e tre funamboli della squadra di basket più pazza del mondo, gli Harlem Globetrotters, squadra-spettacolo degli afroamericani, nata nel lontano 1927, prima dell’Nba (1946) e protagonista di gare e esibizioni in oltre 120 Paesi del mondo

TRENTO. Gli Harlem Globetrotters hanno entusiasmato oltre 1.500 spettatori alla Blm Group Arena nella terza giornata del Festival dello Sport. Un antipasto dell’esibizione che terranno a Trento il 7 aprile 2020. Coinvolgenti, dissacranti, spettacolari, hanno dimostrato come lo sport sia allegria e il basket un gioco contagioso.
Questa volta il palco è stato allestito al centro del palazzetto. E ci sono saliti coach Sweet Lou Dunbar e tre funamboli della squadra di basket più pazza del mondo, gli Harlem Globetrotters, squadra-spettacolo degli afroamericani, nata nel lontano 1927, prima dell’Nba (1946) e protagonista di gare e esibizioni in oltre 120 Paesi del mondo.
Al Festival dello Sport sono stati accolti e presentati da "The Coach" Dan Peterson, che ha raccontato la storia, grazie ad alcuni video. Introdotti dall’intervista dei giornalisti della Gazzetta, Davide Chinellato e Simone Sandri, si sono poi esibiti in palleggi al limite delle leggi della fisica, sottomano, acrobazie con il pallone sulle dita, sulla testa. Veri giocolieri della palla a spicchi, che in un secolo di storia sono riusciti a introdurre i loro numeri anche nel basket agonistico, come l’alley oop.
Capaci di coinvolgere bambini e adulti nelle loro gag, gestite con doti teatrali di sicuro effetto. E lo hanno dimostrato anche a Trento. Dopo aver posato il microfono e fatto parlare la palla a spicchi. Doti atletiche, affiatamento, coordinazione, abilità, ma anche la grande umanità espressa nelle spassose gag, basate su improvvisi cambi di mano, palleggi da sdraiati e in movimento sulla schiena, ma anche in ginocchio, senza mai perdere il controllo della palla e scherzando insieme al pubblico.
Scooter Christensen detiene un record: far roteare la palla sul naso per quasi 8 secondi. "Mi sono allenato tanto – ha confidato al pubblico – e mi sono persino ustionato il naso perdendo sangue". Mentre Handles Franklin ha raccontato di essersi innamorato degli Harlem guardando un cartone animato, quindi è riuscito a coronare il suo sogno di giocarvi. Tanto che il pubblico ha tributato un vero e proprio abbraccio, oltre al meritato applauso. Coach Dunbar ha spiegato che gli Harlem hanno una squadra di scout che girano il mondo per reclutare i migliori giocatori afroamericani. Carisma, personalità, abilità, a servizio dell’allegria e della gioia dello sport.












