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Sfiorati ancora i -50 gradi e il record italiano di minima sulle Pale di San Martino

I dati raccolti dall'Associazione Meteotriveneto sono una collaborazione con Meteotrentino, il Cnr/Isac e il Parco naturale Paneveggio e Pale di San Martino. MeteoTriveneto: "Oltre alle minime, degni di nota i repentini aumenti di temperatura, cioè 18,3 gradi in soli 15 minuti e 28,7 gradi in soli 60 minuti, per non parlare poi dell’escursione termica giornaliera pari a ben 42,6 gradi"

Pubblicato il - 26 febbraio 2019 - 20:34

TRENTO. La "frost hollow", sito freddo, delle Pale di San Martino ha sfiorato il record italiano di temperatura minima assoluta. I dati si sono avvicinati ai -50 gradi, ma non abbastanza per battere il primato registrato nel febbraio del 2013 di -49,6 gradi a Busa Fradusta.

 

"Purtroppo - spiegano Giampaolo RizzonelliStefano Zamperin di MeteoTriveneto - la nevicata di inizio febbraio ha ricoperto di neve alcune installazioni, come quella di Busa di Manna 1 e quella di Busa del Miel: i dati rilevati di febbraio non sono validabili a causa della copertura nevosa o della troppa vicinanza al suolo del sensore. Nonostante un autunno e un inverno non particolarmente nevosi, l’altezza della neve in alcuni siti ha superato i 3 metri di spessore".

La temperatura più bassa di -48,3 gradi è stata rilevata a Busa del Miel il 5 febbraio alle 5.10 di mattina, mentre nel vicino sito di Busa Fradusta la minima si è fermata a -48 gradi nella stessa giornata. Questi dati raccolti dall'Associazione Meteotriveneto sono una collaborazione con Meteotrentino, il Cnr/Isac e il Parco naturale Paneveggio e Pale di San Martino.

 

"L'andamento della temperatura - aggiunge MeteoTriveneto - nel sito di Busa Fradusta tra il 3 febbraio e la mezzanotte del 5 febbraio (giorno della minima a -48 grado) è molto interessante. Oltre alle minime, degni di nota i repentini aumenti di temperatura, cioè 18,3 gradi in soli 15 minuti e 28,7 gradi in soli 60 minuti, per non parlare poi dell’escursione termica giornaliera pari a ben 42,6 gradi".  

Il cielo sereno, la scarsa umidità, il poco vento e il terreno innevato, sono stati gli elementi favorevoli a ottenere questa eccezionale inversione termica. Secondo l’esperienza acquisita negli anni di monitoraggio (dal 2008), le potenzialità morfologiche dei sito freddi di Busa di Manna e di Busa Fradusta, sono tra le migliori per un ottimo "sky view factor", che si potrebbe tradurre con il termine "porzione di cielo visibile".

 

Il sito, infatti, ha la possibilità di cedere calore verso la libera atmosfera, non essendoci nelle immediate vicinanze cime molto elevate, che potrebbero ostacolare il raffreddamento dell'aria. "Va detto - concludono Rizzonelli e Zamperin - che i piccoli rilievi posti intorno al sito fungono da recipiente per l'aria fredda che si accumula sul fondo del sito, che a tutti gli effetti diventa un vero e proprio catino di aria fredda".

 

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