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Stato di agitazione per i giornalisti dell'Adige per i tagli annunciati. Marini: ''Monopolio rischia di voler dire anche un'unica linea editoriale''

Il comitato di redazione del quotidiano di via Missioni Africane si dice preoccupato per i tagli, l'assenza di un piano editoriale e di un piano industriale a lungo termine. L'M5S: ''Nel caso del Gruppo Ebner come minimo ritengo la politica debba ottenere garanzie ferree che il pluralismo e l'esistenza di una molteplicità di testate giornalistiche verranno garantite''

Di Luca Pianesi - 13 aprile 2019 - 20:39

TRENTO. Stato di agitazione dei giornalisti del quotidiano l'Adige proclamato ieri pomeriggio al termine di un'accesa assemblea. La nuova proprietà, infatti, sarebbe intenzionata a ridurre di oltre il 20% il costo del lavoro nell'azienda Sie e c'è già chi parla di un taglio di 8-10 giornalisti per far quadrare i conti. Il comitato di redazione ha comunicato le ''preoccupazioni'' riguardanti ''l'entità della manovra di contenimento dei costi; l'assoluta mancanza di chiarezza circa le ragioni per cui si chiedono questi sacrifici senza specificare se e quanto corrispondano a effettive esigenze di bilancio; l'assenza di un piano editoriale che spieghi come si possa assorbire questa riduzione dei costi senza incidere sulla qualità del giornale; ma soprattutto l'assenza di un piano industriale pluriennale che offra una visione di prospettiva dove ci sia spazio anche per gli investimenti''.

 

Come è noto anche il quotidiano di via Missioni Africane è stato acquistato dal gruppo sudtirolese Athesia dopo che nelle mani della famiglia Ebner erano già finiti gli altri principali quotidiani cartacei della regione, il Trentino e l'Alto Adige. Tutti sotto un unico gruppo assieme, solo per ricordarne alcuni, alla Dolomiten, a Radio Dolomiti e poi Südtirol 1, Radio Tirol, Tele Radio Vinschgau e ancora Brennercom, Alpina Tourdolomit e Tour Aveo, l'Hotel Therme Merano, acquisito con un consorzio, e la maggioranza delle azioni della Schnalstaler Gletscherbahn, la funivia più alta dell'Alto Adige. Una famiglia che da sempre ha ricoperto anche incarichi politici (compreso il proprietario Mich che è stato parlamentare per tre legislature) nelle file dell'Svp e istituzionali.

 

Una famiglia che, come spiega anche il consigliere provinciale dell'M5S Alex Marini ''in Trentino Alto Adige controlla la quasi totalità della stampa''. ''Di per sé - prosegue Marini - questa è una notevole dimostrazione di capacità imprenditoriale, e di solidità aziendale e di ciò bisogna senz'altro dare atto al Gruppo Ebner. Questo tendenza al monopolio dell'informazione non è però scevra di problemi. Se il padrone delle stamperie è unico allora è anche probabile per non dire ovvio ci sia anche un'unica linea editoriale. In Itali sopra una certa dimensione in genere le aziende tendono a tessere legami con la politica. Questo è doppiamente vero per il mercato dell'informazione che ha un ovvia correlazione con le vicende elettorali, la formazione e il mantenimento del consenso. A prescindere dai meriti imprenditoriali non è mai dunque un bene che il mercato dell'informazione diventi un monopolio''.

 

''In Italia la legge contrasta i monopoli dell'informazione - aggiunge il consigliere M5S - ma lo fa su base nazionale. L'Italia è però un Paese dove il governo locale conta molto. È mia opinione che sia necessario intervenire per impedire lo sviluppo di monopoli editoriali non solo a livello nazionale ma anche a livello regionale. Nel caso del Gruppo Ebner come minimo ritengo la politica debba ottenere garanzie ferree che il pluralismo e l'esistenza di una molteplicità di testate giornalistiche verranno garantite. Questo sia per ragioni di tutela dell'occupazione ma anche come garanzia di pluralismo e democrazia''.

 

A complicare le cose, poi, sono arrivate le ultime scelte in materia di direttori. Chiusa l'esperienza Giovanetti, all'Adige è arrivato Faustini che prima dirigeva Trentino e Alto Adige con suo vice Mantovan. A Mantovan è stato dato il Trentino mentre Faustini ha mantenuto la direzione dell'Alto Adige ed è diventato il numero uno anche dell'Adige creando una certa confusione sul piano di ''chi è cosa'' (si pensi per esempio che i due siti internet di Trentino e Alto Adige, due testate tecnicamente divise con direttori diversi, si muovono praticamente specularmente e si rimandano le notizie con tanto di link in homepage ''Vai sul sito Trentino'' sul quotidiano di Bolzano e ''Vai sul sito Alto Adige'' su quello di Trento). 

 

 

E ora all'Adige vengono annunciati anche dei tagli. ''I giornalisti del quotidiano L'Adige hanno proclamato lo stato di agitazione nei confronti della loro azienda - prosegue al riguardo Marini -. Temono per i tagli che a quanto pare la nuova proprietà del giornale intende effettuare e per le possibili ricadute che questi avranno sul loro lavoro, oltre a lamentare la totale mancanza di spiegazioni sulle ragioni che starebbero dietro gli annunciati tagli. Esprimo loro la mia solidarietà. Ritengo inoltre sia necessario quanto prima aprire una discussione seria sullo stato dell'editoria nella nostra Regione''. 

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