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Tutti in piazza in solidarietà al popolo curdo. Da Bisesti (Lega) a Conzatti (Italia Viva) dal Pd ai sindacati e poi Acli e Anpi: la condanna unanime per l'invasione

Mentre Erdogan minaccia l'Ue che manderà 3,6 milioni di profughi se non sarà sostenuto nella sua operazione militare contro i curdi nel nord della Siria il Rojava Solidarity Committee Europe porta in piazza più persone possibili. L'impegno va preso da parte di tutti i cittadini europei. Le donne delle Acli: ''L'Europa non può voltarsi dall'altra parte''

Di Luca Pianesi - 11 October 2019 - 12:53

TRENTO. Bisogna reagire, scendere in piazza, manifestare, mostrare che l'Europa, gli europei, non ci stano in attesa che i governi nazionali si mettano d'accordo e prendano una posizione chiara e netta. Il ricatto di Erdogan è chiaro: state dalla nostra parte o siamo pronti a spedirvi 3,6 milioni di profughi. Da un lato le bombe contro un popolo, contro persone che hanno combattuto fieramente contro l'Isis, ma in quanto curde ritenute terroriste dallo stato turco; dall'altro le persone usate come ''bomba'' per destabilizzare un continente, per spaventarci proprio con i metodi utilizzati dai nostri stessi politici durante le campagne elettorali in tutta Europa.

 

Ovviamente il ricatto non può essere accettato né ora né mai ed è finalmente giunto il momento che l'Europa batta un colpo inviando forze di pace, se ce ne sarà bisogno, imponendo dazi e blocchi a una Turchia sempre più lontana dall'Europa (e che errori sono stati fatti in passato a non farli entrare nella Ue durante il loro processo di occidentalizzazione: oggi, probabilmente, avremmo a che fare con una nazione molto più simile a noi, vicina ai nostri valori, con molto da perdere e quindi, anche per questo, più controllabile mentre si è preferito tenerli ai margini, usarli come cani da guardia verso i migranti in quel settore di mondo, isolarli, lasciarli in mano a un Erdogan sempre più satrapo orientale, dopo essere scampato anche al tentativo di golpe del 2016). 

 

Intanto quel che si può fare è protestare. Come cittadini scendere in piazza in tutte le piazze europee sarebbe un'importante prova di forza. Il Rojava Solidarity Committee Europe ha indetto una giornata mondiale di protesta, per domani, sabato 12 ottobre, contro ''l’invasione turca e la pulizia etnica dei curdi nel nord della Siria''. Perché questo si attende: uno sterminio delle genti. Anche il premier israeliano Netanyahu con Tweet ha scritto: ''Israele condanna fermamente l'invasione turca delle zone curde in Siria e mette in guardia contro la pulizia etnica dei curdi da parte della Turchia e dei suoi delegati. Israele è pronto ad estendere l'assistenza umanitaria al popolo curdo''.

 

In molte città europee cortei e sit-in contro la guerra sono stati convocati proprio per la giornata di sabato e anche a Bolzano si svolgerà un sit in in Piazza del Grano dalle 15.30 alle 18.30. Anpi invita tutte e tutti a manifestare e rilancia i contenuti dell'appello sottoscritto insieme ad Arci, Cgil e Lega Ambiente, Anpi, Arci, Cgil e Legambiente alle Istituzioni europee: "Si avvii in Siria una forte e decisa azione diplomatica". 

 

Ed anche il Coordinamento donne delle Acli Trentine esprime vicinanza alle giovani donne soldato curde che in questi terribili anni hanno combattuto contro lo Stato Islamico. ''L'Europa - scrivono - non può voltarsi dall'altra parte e deve essere riconoscente a queste donne soldato che non hanno permesso ai fondamentalisti d'imporre la propria legge. Legge che imporrebbe alla bambina di essere pronta per il matrimonio appena terminata la scuola primaria; di smettere di studiare a 15 anni e di passare la vita preferibilmente in casa o sempre accompagnata se fuori casa. Cose intollerabili nel 2020. Purtroppo l'invasione turca e l'abbandono al proprio destino da parte americana non fa ben sperare ma il coordinamento donne chiede alla Provincia e allo Stato Italiano di adottare tutte le modalità politiche e nonviolente affinché cessi il conflitto unilaterale verso il popolo curdo''. 

 

Importanti le prese di posizione di tutti gli schieramenti politici. Da Mirko Bisesti, segretario della Lega, alla senatrice di Italia Viva Donatella Conzatti passando per il Partito democratico trentino (che cita il proverbio curdo “Non abbiamo amici, se non le montagne”): tutti concordi nel condannare l'azione turca e nel solidarizzare con il popolo curdo. L'appello, anche ai politici, è a non fermarsi ai post su Facebook o ai comunicati stampa ma mostrarsi in strada e in piazza e utilizzare i loro canali per chiamare a raccolta i cittadini. 

 

Queste le richieste di chi manifesterà domani con il Rojava Solidarity Committee Europe.

 

Che si avvii immediatamente una forte e decisa azione diplomatica perché:
cessino immediatamente le ostilità e si fermino le manovre di invasione del territorio curdo;
• si dia mandato senza esitazioni a una delegazione internazionale che garantisca in loco la fine delle ostilità, il rispetto dei confini, il diritto internazionale;
• si provveda all'invio di soccorsi per eventuali feriti;
• si apra una sessione di discussione dedicata, tanto nel Parlamento europeo quanto in quello italiano;
• si chieda che il caso sia messo con urgenza all'ordine del giorno del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

 

 

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