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Animali e coronavirus: “Panico e disinformazione possono causare inutili e crudeli abbandoni”

Il Ministero della Salute: “Si ipotizza che i primi casi umani in Cina siano derivati da una fonte animale, ma al momento non vi è alcuna evidenza scientifica che gli animali da compagnia, come cani e gatti, abbiano contratto l’infezione o possano diffonderla”

Di Tiziano Grottolo - 25 febbraio 2020 - 19:10

TRENTO. “Purtroppo, nel caos delle informazioni parziali e inesatte che sono state diffuse fino ad oggi, molte persone si sono convinte che il virus possa essere trasportato e veicolato dai nostri animali domestici e questo potrebbe portare a un elevato numero di abbandoni o rinunce di proprietà sulla scia del panico e dell’isteria collettiva che rischia di diffondersi”, così la Lega nazionale per la difesa del cane prende posizione su una questione che per il momento è passata sotto traccia ma che potrebbe rappresentare un problema per il futuro come quella dell’abbandono degli animali.

 

D’altra parte il Ministero della Salute ha sottolineato come le evidenze scientifiche abbiano dimostrato che in Cina nel 2002, il Sars-CoV venne trasmesso dagli zibetti agli esseri umani. Caso analogo a quanto scoperto nel 2012 in Arabia Saudita per il Mers-CoV, passato dai dromedari agli esseri umani. Numerosi coronavirus noti circolano in animali che non hanno ancora infettato esseri umani. “Man mano che la sorveglianza migliora in tutto il mondo, è probabile che vengano identificati più Coronavirus, anche se la fonte animale del nuovo Coronavirus non è stata ancora identificata”, puntualizza il Ministero che ipotizza che anche i primi casi umani in Cina siano derivati da una fonte animale.

 

Dunque, le persone possono contrarre l'infezione da nuovo Coronavirus dagli animali ma sono opportuni dei distinguo: infatti al momento non vi è alcuna evidenza scientifica che gli animali da compagnia, quali cani e gatti, abbiano contratto l’infezione o possano diffonderla, ergo mette in guardia la Lndc: “Panico e disinformazione possono causare inutili e crudeli abbandoni”.

 

Ad ogni modo il Ministero raccomanda di lavare le mani frequentemente con acqua e sapone o usando soluzioni alcoliche dopo il contatto con gli animali. Per quanto riguarda l’importazione di animali o di prodotti di origine animale dalla Cina, a causa della presenza di alcune malattie contagiose, solo pochi animali vivi e prodotti animali non trasformati sono autorizzati per l'importazione nell'Unione europea dalla Cina.

 

È bene tener presente che attualmente non vi è alcuna prova che uno qualsiasi degli animali, o dei prodotti di origine animale, autorizzati all'entrata nell'Unione europea rappresenti un rischio per la salute dei cittadini dell'Ue a causa della presenza di Sars-CoV-2 in Cina. La Lndc quindi lancia un appello a tutti i proprietari di animali affinché “non si lascino prendere dal panico o da paure irrazionali che non hanno alcun fondamento scientifico. I nostri familiari a 4 zampe – concludono gli attivisti – sono e restano sempre i nostri migliori amici”.

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