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Attraverso il Sud America in sella alla sua bicicletta per salvare l'ambiente. La sfida di Lorenzo: "Vedo solo il bello della natura e delle culture che incontro"

A inizio ottobre Lorenzo Franceschini è partito da Trento per sostenere il progetto EartHigianelli, supportato dall'Istituto Pavoniano Artigianelli di Trento: "L’obiettivo è semplice: promuovere un metodo scolastico innovativo che si proponga come alternativa ai percorsi formativi tradizionali, in cui i temi di sostenibilità ed ecologia, assieme ad altri, possano entrare nel quotidiano degli studenti"

Foto di Lorenzo Franceschini
Di Arianna Viesi - 06 febbraio 2020 - 12:23

TRENTO. "È difficile raccontare una storia, se la storia è quello che sta già succedendo attorno a noi. Il ruolo dello scrittore che da un concetto-oggetto semplice riesce a scrivere un libro intero non fa per me. La storia di questi primi tre mesi di viaggio è tutt’altro che semplice: la linearità della frase 'dall’equatore alla fine del mondo' viene stravolta dalla realtà, complessa e ricca delle culture e dei paesaggi incontrati", parla così Lorenzo Franceschini dal suo viaggio attraverso il Sud America.

 

Franceschini,  originario di Martignano, nella vita fa l'architetto. Dopo una laurea triennale al Politecnico di Milano, ha girato letteralmente il mondo. Ad inizio ottobre, però, era partito per una nuova avventura: percorrere 10.000 chilometri attraverso il Sud Amercia per proporre e sostenere un nuovo modello di scuola. EartHigianelli, questo il nome del progetto, è supportato dall'Istituto Pavoniano Artigianelli di Treno.

 

"Qualche mese fa sono entrato in contatto con il dirigente dell'Istituto - aveva raccontato Franceschini a Il Dolomiti prima di partire -. Mi ha detto che, circa dieci anni fa, grazie anche alla collaborazione con Università di Trento, Fondazione Bruno Kessler e Provincia, hanno iniziato a mettere in piedi un sistema scolastico innovativo in cui gli studenti lavorano e collaborano con aziende reali per progetti reali. Un'introduzione al mondo del lavoro interessante, insomma. È nata così, quindi, l'idea di dare visibilità a questo progetto durante il mio viaggio ma, soprattutto, quella di inserire i problemi ambientali nel loro programma formativo che, speriamo, possa diventare un modello per tante realtà" (QUI ARTICOLO).

 

 

Lorenzo Franceschini voleva che il proprio viaggio avesse al centro un progetto di beneficenza e, in particolare, un progetto di beneficenza che tenesse conto dei problemi climatici e ambientali. Franceschini sta quindi cercando di diffondere il metodo artigianelli e creare una rete di istituzioni universitarie e scolastiche, sia italiane che estere, e una rete di aziende che prendano a cuore la questione ambientale e la leghino ai propri progetti formativi. Il sogno, insomma, è questo: far sì che i ragazzi si formino in un contesto in cui i temi ambientali siano trattati nel giusto modo e, soprattutto, possano garantire loro un lavoro. 

 

Ora Lorenzo Franceschini si trova in Cile, ha già percorso 6000 chilometri e sta portando avanti il suo sogno. "Gli obbiettivi iniziali sono sempre bene in vista - racconta Franceschini dal Sud America -  ma la vita quotidiana in bicicletta, o le vite quotidiane che si intrecciano giorno dopo giorno, rendono il percorso sinuoso e indimenticabile".

 

"Sono partito dall’Ecuador a metà Ottobre - continua - ho attraversato Perù, Bolivia, Argentina e sono appena entrato in Cile. L’obiettivo è semplice: promuovere un metodo scolastico innovativo che si proponga come alternativa ai percorsi formativi tradizionali, in cui i temi di sostenibilità ed ecologia, assieme ad altri, possano entrare nel quotidiano degli studenti. La raccolta fondi associata al viaggio è interamente devoluta all’Istituto Artigianelli, promotore del sopracitato nuovo metodo formativo".

 

 

Dopo quasi 6000 chilometri in sella alla scoperta di tradizioni, culture, paesaggi e persone, Franceschini è sempre più convinto della necessità di portare avanti prese di posizione convinte e, soprattutto, azioni concrete. "La conoscenza, intesa come l’educazione e il sapere in sé - spiega - è a mio avviso un concetto imprescindibile per dare la possibilità alle generazioni future di affrontare una lista di problematiche ambientali che va allungandosi settimanalmente. La non-connessione tra scuola/educazione e ambiente è chiaramente visibile: la condizione attuale è dovuta al fatto che nonostante i ripetuti e molteplici avvertimenti del mondo scientifico sin dagli anni ‘70, non sono state trasmesse le nozioni rilevanti alle generazioni di allora e quelle successive, cosicché solo un limitato numero di persone fosse (e tuttora è) capace di capire le reali implicazioni di quello che sta succedendo".

 

Durante il suo lungo viaggio, Lorenzo Franceschini ha attraversato paesi, culture, strade diverse. E, soprattutto, ha conosciuto tante tante persone. "Sempre la conoscenza, in questo caso delle realtà che ho incontrato finora, mi ha dato la possibilità di arricchirmi di quelle sfumature della vita quotidiana presenti in altri paesi, riuscendo a sviluppare sempre più un senso critico, importante personalmente ma anche importante da trasmettere ad altri".

 

 

"Recentemente il colosso Hpe, ad esempio - continua Franceschini - ha ultimato le procedure per certificare l’Istituto Artigianelli nel proprio sistema di istituzioni legate al loro processo di donazioni, così che i dipendenti possano dare un sostegno economico al Progetto, grazie alle ore maturate con le attività benefiche che la società promuove, chiamato Hpe Gives (attività come CoderDojo, Abc Digital, Safe2Web, Raise Against Hunger e molti altri). Questo è un ottimo segnale che la sensibilizzazione ai temi ambientali e la dedizione al trasmettere valori sostenibili può venire da tutti".

 

Lorenzo pubblica anche una serie di racconti periodici sulla sua "pedalata verso la fine del mondo"  sulla pagina dedicata del sito Artigianelli (QUI PAGINA) e suo profili social. La campagna di raccolta fondi, invece, è attiva sulla piattaforma GoFundMe (QUI). 

 

"Di notizie tristi e disarmanti ne vediamo ogni giorno - conclude Lorenzo - forse è per questo che proprio non riesco a documentare altro che il bello della natura e delle culture che incontro. Da qualche anno ormai è inevitabile pensare di far parte di quel crescente gruppo di persone che alzandosi la mattina proprio non riesce a far correre gli eventi e continuare come se niente fosse ma tentano in ogni modo di cambiare le cose. Questa è chiaramente una mia presunzione, sta agli altri giudicare. Dal mio punto di vista sono contento con il concetto 'almeno ho provato'”.

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