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Rosario Sala, oltre 22mila chilometri (VIDEO) superando confini e barriere linguistiche per portare l’acqua a un villaggio in Congo

Il centauro sta scrivendo un libro per raccontare le sue esperienze vissute durante il viaggio ma già pensa alla prossima meta: “I proventi del libro serviranno per finanziare un nuovo progetto solidale, sto cercando un’associazione trentina da coinvolgere nei miei viaggi”

Di Tiziano Grottolo - 01 marzo 2020 - 21:31

TRENTO. Un viaggio di oltre 22mila chilometri su strade spesso sterrate e fangose, attraversando 25 paesi: Sudafrica, Botswana, Namibia, Angola, Repubblica Democratica del Congo, Congo, Gabon, Camerun, Nigeria, Benin, Togo, Ghana, Costa d’Avorio, Mali Guinea, Senegal, Gambia, Mauritania, Marocco, Spagna, Francia e Italia.

 

Questi i dati in pillole del viaggio che ha visto protagonista il 57enne trentino Rosario Sala che ha percorso i chilometri che separano Città del Capo da Trento in sella alla sua fedele moto, una Honda Africa Twin Adventure Sport. Dietro questo viaggio però c’è ben altro da un alto l’avventura ma dall’altro anche l’impegno per gli altri.

 

La partenza di Rosario aveva conquistato molti (QUI articolo) ora è possibile raccontare il meraviglioso viaggio che lo ha visto protagonista. Il percorso è stato tutt’altro che comodo e come anticipato Rosario è partito in novembre da Città del Capo: “Avevo messo in conto che sarebbe stato impegnativo – ci racconta – ma ho dovuto affrontare delle sfide tanto sul piano fisico quanto su quello emotivo”.

 

 

Fra i momenti di maggior tensione quando ha dovuto deviare il suo itinerario dal momento che i collegamenti marittimi fra Camerun e Nigeria erano stati temporaneamente sospesi: “Avrei dovuto prendere il traghetto ma solo qualche mese prima era avvenuto un grave incidente e un traghetto era affondato e i collegamenti erano ancora sospesi”. Per questo motivo il centauro ha dovuto compiere una deviazione attraversando però territori pericolosi dove sono attivi gruppi ribelli: “A una settimana dal mio ritorno ho saputo che proprio dove ero passato era stato fatto un attentato, personalmente non ho avuto particolari problemi ma in Africa va così un giorno va tutto bene il successivo accade un disastro”.

 

D’altronde il continente è sicuramente pieno di contraddizioni e la fortuna è sempre stata dalla parte di Rosario: “In Camerun per una parte del percorso sono stato scortato dalla polizia per il rischio di rapimenti. Mi è anche stato consigliato di smontare la moto – continua Rosario – caricarla su un aereo e spedirla in un posto più tranquillo ma non ho voluto, in Africa ho incontrato quasi sempre brava gente e soprattutto tanta solidarietà”. Una cosa ha potuto constatare Sala, che peraltro al confine con il Congo ha subito il furto dello zaino: “Là non si ruba per avidità ma per necessità, molta gente non ha i soldi per mangiare e vive di espedienti”.

 

Ad ogni modo, nonostante lo spiacevole episodio, le difficoltà più grandi sono state le strade africane, molte delle quali sterrate e dissestate: “Mi è capitato di cadere, bucare più volte le gomme e trovarmi su strade dove bisognava attendere delle ore per veder passare qualcuno, trovarsi nel fango fino alle ginocchia con la moto a terra non è il massimo”, scherza Rosario. L’importante però è non scoraggiarsi e non farsi sopraffare dalle difficoltà: “Nonostante i miei anni il mio fisico regge ancora abbastanza bene – ride – la differenza però la fa la preparazione psicologica, in certe situazioni puoi contare solo su te stesso, più volte mi sono ritrovato a viaggiare di notte senza visibilità solo per poter raggiungere un luogo dove trovare ristoro e benzina per la moto”.

 

Fra le cose che più impressionano c’è l’ospitalità che stupisce per la sua spontaneità: “Non credevo che sarei stato accolto così bene, in particolare in Nigeria dove ho attraversato alcune zone di montagna mi aspettavo più distacco ma al contrario sono stati tutti molto ospitali e solidali. Quando ho bucato subito ho trovato dei ragazzi che mi hanno aiutato o che chiedevano se avevo bisogno, nonostante non parli il francese in qualche maniere si riesce sempre ad intendersi quando c’è la buona volontà”. Nel suo viaggio Rosario ha trascorso anche alcune notti in tenda oppure ospite di alcune missioni religiose: “Queste congreghe fanno un grandissimo lavoro, spesso sostituendosi allo stato per quanto riguarda l’assistenza alle persone”. Come anticipato però, Rosario non si trovava in Africa per una scampagnata ma si è recato sul luogo dove alcune associazioni trentine stanno avviando dei progetti per migliorare la vita dei locali.

 

È il caos di Acav onlus che si è occupata di raccogliere fondi, e in questo Rosario è stato di grande aiuto, per la costruzione di un pozzo comune di Drisso, nella Chefferie des Kakwa (Repubblica Democratica del Congo), nel villaggio di Itukaliri dove è sito un centro di salute. Per la realizzazione della struttura sono serviti circa 7000 euro, costi che sono serviti a coprire le spese per la perforazione del un nuovo pozzo, che comprendono: le analisi idrogeologiche, il carburante per la trivella, il compressore, ed i mezzi di supporto, i materiali, le prove di portata, e l’analisi dell’acqua, il personale locale che realizza l’opera, nonché la sensibilizzazione delle comunità.

 

 

“Durante le molte serate organizzate con Sat e Cai abbiamo raccolto fondi per la costruzione del pozzo – spiega Sala – in più mi sono attivato per sostenere i progetti dell’associazione Stella Bianca di Cembra che in un villaggio del Togo, Kube, ha realizzato la rete elettrica, un ospedale per malati di Aids e un centro per togliere i bambini dalla strada”.

 

Al momento il centauro-scrittore sta lavorando al suo prossimo libro che raccoglierà le esperienze vissute durante questo viaggio: “Si intitolerà 'L’Africa secondo me' e vorrei descrivere le sensazioni che ho provato viaggiando e ciò che mi hanno trasmesso le persone che ho incontrato, riflettendo su ciò che ho visto e quello che mi porto a casa”.

 

La testa però è proiettata già al prossimo viaggio e ai progetti futuri “sto già programmando il prossimo viaggio e cerco un’associazione, possibilmente trentina, che sia impegnata a sostegno delle popolazioni in difficoltà, infatti una volta stampato vorrei utilizzare i proventi delle vendite del io libro per finanziare un nuovo progetto”. Ormai si è capito che Rosario Sala non si fermerà nemmeno questa volta e con la sua inseparabile Honda già si immagina di percorrere nuove strade unendo avventura e volontariato.

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