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Cgil inaugura una mostra sulle leggi razziali. "Perché gli orrori non si ripetano, combattiamo l'indifferenza"

Visitabile nella galleria di via Muredei 8, l'esposizione è stata inaugurata oggi alla presenza della segretaria della Cgil Trentino Manuela Faggioni e del segretario dello Spi Paolo Burli. "Mai indifferenti" mette in mostra le politiche discriminatorie del regime fascista che portarono gradualmente alle leggi razziali del 1938

Di Melissa Bertagnolli, Emily Manica, Emanuele Sassudelli e Elsa Franzoni (Liceo Prati) - 18 febbraio 2020 - 16:45

TRENTO. In un panorama caratterizzato da episodi di razzismo, minacce, insulti ed indifferenza è sempre più importante non dimenticare ciò che è stato. Sono passati ormai 75 anni dalla caduta del fascismo, ma sembra che la storia non abbia insegnato nulla. Per questo la CGIL ha deciso di ospitare la mostra “Mai Indifferenti” dedicata alle leggi razziali fasciste, aperta al pubblico nella sede di via Muredei 8 fino al 17 marzo.

 

La decisione di esporre la mostra in un luogo aperto non è casuale: ciò permette infatti a tutti i cittadini che lo desiderano di fermarsi a leggere le storie scritte sui 40 pannelli. Storie di individui e storie di discriminazione, dagli slavi al confine orientali alle popolazioni delle colonie, dagli oppositori politici alle varie minoranze invise al regime. 

 

Era il 18 settembre 1938 quando Benito Mussolini, con un discorso agli italiani, fece il primo passo verso le leggi razziali. Con queste norme si sanciva la discriminazione nei confronti degli italiani di religione ebraica, imponendo loro forti limitazioni nella vita di tutti i giorni. Nonostante venga spesso dimenticato, gli ebrei non furono gli unici ad essere colpiti, ma il “Duce” prese provvedimenti discriminatori prima contro la popolazione delle colonie poi contro altre minoranze, quali omosessuali, zingari, testimoni di Geova.

 

Una realtà che sembra a noi lontana, di cui ci siamo quasi dimenticati, ma che appartiene ancora alla nostra società; e infatti uno degli obiettivi di questa esposizione è proprio quello di “non mostrare più indifferenza, ma di restare umani”. Parole forti quelle della segretaria del CGIL Trentino Manuela Faggiani, che vuole così porre l’attenzione sul messaggio di Liliana Segre: “Mai indifferenti, anche per rispetto verso coloro che sono morti, impegnandoci adesso a fare ciò che altri in passato non hanno fatto”.

 

La CGIL, e in particolare il segretario dello SPI Trentino Paolo Burli, hanno sottolineato come Cgil si impegni direttamente a prendere una posizione contro ogni tipo di diseguaglianza, sia di genere che di razza, di censo o di religione, attraverso una contrattazione inclusiva nelle dinamiche lavorative.

 

In conclusione, è stato ricordato come da un recente sondaggio di Eurispes emerga che più del 15% degli italiani nega che la Shoah sia mai esistita e più del 25% creda che gli ebrei controllino banche e stampa. Questi numeri sono un chiaro segno della pericolosità della dilagante ignoranza dovuta alla paura e ai messaggi propagandistici diffusi da alcune forze politiche. La segretaria della CGIL Trentino ha ricordato infine l’importanza di non restare indifferenti per contrastare il razzismo in aumento in Italia, concludendo il suo discorso con una frase della senatrice Liliana Segre: "L'indifferenza è ciò che non ci possiamo permettere. L'errore più grosso sarebbe dimenticare". 

 

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