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Coronavirus, i sindacati alla Pat: ''In due settimane positivi quintuplicati. Si riattivi la collaborazione con il Cibio per fare più tamponi''

I sindacati Cgil, Cisl e Uil chiedono all'amministrazione provinciale di cambiare passo: "E' come se il Trentino avesse deciso di restare alla finestra invece che giocare d’anticipo. In questa fase epidemiologica non è sufficiente affidarsi solo ai protocolli, che sono fondamentali ma non eliminano il rischio"

Pubblicato il - 03 novembre 2020 - 16:49

TRENTO. "Non è proprio tutto sotto controllo sul fronte dell'emergenza Covid-19", commentano Andrea Grosselli (Cgil), Michele Bezzi (Cisl) e Walter Alotti (Uil), che aggiungono: "In 15 giorni il numero medio settimanale di nuovi positivi in Trentino ogni centomila abitanti è passato da 66 a 286. In sostanza si è quintuplicato tra il 18 ottobre e il primo novembre se si guardano i dati elaborati dalla Fondazione Kessler".

 

E in un solo giorno i ricoverati per Covid sono saliti da 161 a 189 pazienti. Intanto l’Alto Adige è ormai "zona rossa" con misure restrittive molto importanti, decise prese per arrestare l’impennata dei contagi. “In questo quadro - aggiungono Cgil, Cisl e Uil - è come se il Trentino avesse deciso di restare alla finestra invece che giocare d’anticipo. In questa fase epidemiologica non è sufficiente affidarsi solo ai protocolli, che sono fondamentali ma non eliminano il rischio".

 

Il coronavirus è rientrato anche in alcune case di riposo. A questo si aggiunge che il tracciamento ormai è in affanno. In linea generale c'è un peggioramento dei dati. "Non basta dire che ci sono i protocolli e allora siamo tranquilli. Si deve arginare la situazione - proseguono Grosselli, Bezzi e Alotti - servono decisioni coraggiose e equilibrate per tutelare soprattutto scuola e lavoro. E' un discorso che riguarda la salute dei nostri concittadini e di tanti operatori sanitari che anche oggi lavorano in situazioni spesso ai limiti".

 

I sindacati chiedono alla Provincia un cambio di passo per fronteggiare un quadro sempre più preoccupante. "Il contagio si diffonde con il movimento delle persone. Non sono più rinviabili scelte che riducano i contatti sociali in maniera ordinata. Dobbiamo evitare in ogni modo possibile un lockdown generalizzato. La Giunta non attenda passivamente indicazioni da Roma, ma si muova autonomamente. Non possiamo aspettare che le terapie intensive siano nuovamente sull’orlo del collasso. Già il trend dei ricoveri è in preoccupante salita".

 

C'è la necessità di aumentare il numero dei tamponi. "E' necessario riallacciare la collaborazione con il Cibio. L'obiettivo dovrebbe essere quello di arrivare il prima possibile oltre la soglia di 5 mila test. Non si deve in nessun modo rinunciare a cercare gli asintomatici se veramente vogliamo bloccare il virus. Parallelamente si deve potenziare la Centrale Covid per avere un tracciamento efficiente. La Provincia prenda in considerazione la proposta lanciata dal presidente dell’Ordine dei Medici di usare il personale sanitario in pensione".

 

Infine è indispensabile potenziare la presa in carico dei positivi, anche riaprendo le strutture residenziali Covid sul territorio per favorire l’isolamento. "Se la sanità trentina dovesse rischiare il collasso, un nuovo lockdown sarebbe inevitabile e le conseguenze pesantissime sul piano sociale e economico. Il Trentino non può permettersi altre chiusure totali", concludono Grosselli, Bezzi e Alotti.

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