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Due gattini di 3 giorni trovati tra i rifiuti: "Non è un caso isolato. Per ogni gatto di casa non sterilizzato che si sposta, ce ne sono 30 sparsi chissà dove"

I due gattini sono stati trovati dentro il container degli pneumatici, e ora sono seguiti da un volontario dell'associazione "Amici degli animali Val di Fiemme". La presidente: "Solo perché siamo in Trentino, si pensa che questa sia un'isola felice senza randagi. Sterilizzate i vostri gatti"

Di Lucia Brunello - 22 agosto 2020 - 11:30

CASTELLO DI FIEMME. Fa impressione per la crudeltà che potrebbe esserci dietro questo gesto, ma la realtà è che non si tratta di un caso isolato. Stiamo parlando dei due gattini di tre giorni di vita trovati ieri, venerdì 21 agosto, nel Centro di raccolta materiali di Medoina, in Val di Fiemme.

 

Il ritrovo è stato fatto da due operai che lavorano nel centro, che si sono accorti di due piccole creature dentro al container degli pneumatici. Che sia stata opera di un padrone indecente o di una gatta randagia che ha trovato dentro al centro la tranquillità necessaria per partorire, il problema alla radice rimane la cattiva gestione dell'uomo dei propri animali. "Solo perché siamo in Val di Fiemme ed in Trentino, si pensa che questa sia un'isola felice senza randagi. Certo, la situazione non è grave come quella in meridione, ma i problemi di randagismo, specialmente felino, sono molto importanti sul nostro territorio", spiega a ilDolomiti.it Marzia Comini, presidente dell'associazione senza scopo di lucro "Amici degli Animali Valle di Fiemme" che ora si è fatta carico delle due creaturine.

 

Tre anni fa, infatti, una cucciolata di tre gattini venne trovata in una campana di vetro a Castello di Fiemme, due dei quali morirono subito dopo. Due anni fa l'agghiacciante scena ripresa dalle telecamere di due cuccioli gettati fuori dalla macchina nella galleria di fondovalle. E ieri questo fatto. "I due cuccioli trovati erano visibilmente appena nati, ancora con il cordone ombelicale attaccato e gli occhi chiusi. Non ce la sentiamo di dire con certezza che sia stato qualcuno a compiere il gesto, visto che ci sarebbe modi molto più sbrigativi di liberarsene, ma purtroppo il dubbio rimane".

"Molto probabilmente - continua la presidente - al centro di raccolta c'è una mamma gatta non sterilizzata figlia di gatti padronali che hanno proliferato, che a sua volta ha iniziato a fare gattini in un luogo che loro percepise come tranquillo, e dove si riesce a cacciare qualche topolino. Proprio per questo è probabile che ce ne siano altri, e per questo stiamo continuando a cercare".

 

Al centro di Bedoina la situazione di randagismo felino perdura già da qualche anno, situazione contro cui l'associazione si batte quotidianamente: "Ciò che è certo, è che questo problema è causato dai privati che lasciano i loro gatti andare in giro senza essere sterilizzati. Nel tempo abbiamo preso alcuni di questi gatti randagi che erano nel centro materiali, ma il lavoro da fare è ancora tanto".

 

"La questione delle gatte padronali che vanno in giro a partorire gattini è un problema serio. Si tratta di creature che crescono selvatiche e che non si riescono a recuperare e controllare, che a loro volta figliano generando una colonia felina di difficile gestione e che spesso presenta problemi sanitari, trattandosi di animali lasciati a loro stessi in cui le malattie proliferano".

 

Ora i due piccoli sono nelle mani di un volontario dell'associazione, Christian, che se ne prenderà cura in questi primi e delicati giorni; poi si procederà con la ricerca di una tata (o tato) umana o felina (anche se più difficile, visto che le mamme gatte tendono a non accettare dei cuccioli se non solo loro figli). "Ci hanno chiesto se la balia umana deve dare il proprio latte al gattino ma no, non serve una donna in allattamento, basta anche un uomo con il biberon", ci racconta simpaticamente la presidente.

 

La normalità con cui Marzia e tutti i volontari combattono tutti i giorni è proprio quella dei padroni che non sterilizzano i propri gatti, spesso per non spendere soldi, nonostante l'associazione si sia più volte fatta avanti offrendosi di poterli sterilizzare a loro spese. "C'è una grande incapacità di vedere oltre al gattino carino che è un piacere avere in casa. Per uno di questi, infatti, ce ne sono altri 30 sparsi chissà dove. In questo caso nel centro di raccolta materiali".

 

L'associazione è composta da circa 30 volontari, e da 3 anni ha in gestione il gattile di Valle L'Erica. Un ringraziamento speciale a nome di tutta l'associazione va a tutti gli operatori di Fiemme Servizi, che si occupa della gestione rifiuti in valle, che in questi giorni si sono prodigati per mettere in sicurezza i due piccolini e rintracciare la mamma randagia.

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