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Igienizzanti al posto dell’acquasanta, no al segno della pace e la comunione solo con i guanti. La Task force: “Favorite le messe in streaming”

Mascherine obbligatorie, accessi contingentati, distanze di sicurezza, e niente acquasanta, sì all’organista ma no al coro. Ecco le regole per accedere ai luoghi di culto e tornare per una graduale ripresa delle celebrazioni liturgiche

Di Tiziano Grottolo - 19 May 2020 - 12:45

TRENTO. Dallo scorso 18 maggio è tornato possibile frequentare i luoghi di culto anche per partecipare alle celebrazioni, con delle linee guida e un protocollo però, che sono stati sottoscritti dal cardinal Gualtiero Bassetti presidente della Cei, il primo ministro Giuseppe Conte e la ministra dell’interno Luciana Lamorgese. Si tratta delle “necessarie misure di sicurezza, cui ottemperare con cura, nel rispetto della normativa sanitaria e delle misure di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Sars-CoV2”.

 

Imperativo assoluto evitare ogni assembramento all’interno degli edifici di culto, tenendo conto della capienza massima e delle relative distanze di sicurezza: almeno 1 metro in ogni direzione. Gli accessi resteranno comunque contingentati e dovranno essere regolati da volontari o collaboratori muniti dei dispositivi di protezione individuale. Se si pensa che la partecipazione dei fedeli superi la capienza dello spazio il protocollo consiglia di aumentare il numero delle celebrazioni liturgiche. Le mascherine sono ovviamente obbligatorie per i fedeli, fermo restando che non si potrà accedere qualora si riscontrassero sintomi influenzali e/o respiratori o in presenza di temperatura corporea pari o superiore ai 37,5 gradi. Vietato entrare anche se si è venuti in contatto con persone positive al coronavirus. Dopodiché, agli ingressi devono essere messi a disposizione liquidi igienizzanti.

 

Luoghi di culto, comprese le sagrestie, che dovranno essere igienizzati regolarmente al termine di ogni celebrazione, mediante pulizia delle superfici con idonei detergenti ad azione antisettica. Al termine di ogni celebrazione, i vasi sacri, le ampolline e altri oggetti utilizzati, così come gli stessi microfoni, andranno disinfettati accuratamente. Dovranno restare vuote anche le acquasantiere.

 

Particolari anche gli accorgimenti da osservare nelle celebrazioni liturgiche, cercando di ridurre al minimo la presenza di concelebranti e ministri, potrà altresì essere prevista la presenza di un organista, ma senza il coro. Per quanto riguarda i riti preparatori alla comunione bandito, momentaneamente, lo scambio del segno della pace. “La distribuzione della comunione – si legge nel protocollo – avvenga dopo che il celebrante e l’eventuale ministro straordinario avranno curato l’igiene delle loro mani e indossato guanti monouso – e ancora – indossando la mascherina, avendo massima attenzione a coprirsi naso e bocca e mantenendo un’adeguata distanza di sicurezza, offrendo l’ostia senza venire a contatto con le mani dei fedeli”.

 

Per ragioni igienico-sanitarie, non è opportuno che nei luoghi destinati ai fedeli siano presenti sussidi per i canti o di altro tipo. Le eventuali offerte non dovranno essere raccolte durante la celebrazione, ma attraverso appositi contenitori. Per ovvie ragioni queste disposizioni dovranno essere osservate anche durante la celebrazione di battesimi, matrimoni, unzioni degli infermi ed esequie. Pure le cosiddette confessioni dovranno essere amministrate in luoghi ampi e areati (indossando sempre le mascherine), che consentano a loro volta il pieno rispetto delle misure di distanziamento e la riservatezza richiesta dal sacramento stesso. Rinviata la celebrazione del sacramento della confermazione, meglio nota come cresima.  Qualora i luoghi di culto non dovessero essere idonei al rispetto di queste regole la task force consiglia di valutare la possibilità di celebrare all’aperto o, in alternativa, anche in modalità streaming.

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