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Riaprono negozi e centri commerciali. Tutte le regole: dal consiglio di ''non provare indumenti dalla testa'' al numero massimo di accessi per metro quadro

Sono stati pubblicati i protocolli della Pat per i negozianti e per i clienti. La prova di capi di abbigliamento sarà possibile previa igienizzazione delle mani; gli esercizi dovranno disporre di dispenser. Nei centri commerciali attenzione all'areazione dei locali e ''per negozi con superfici fino a 40 metri quadrati potranno essere presenti solo 3 persone (compresi i venditori)''

Di Luca Pianesi - 14 maggio 2020 - 20:16

TRENTO. La prova di capi di abbigliamento sarà possibile previa igienizzazione delle mani; gli esercizi dovranno disporre di dispenser con apposita soluzione igienizzante. Si sconsiglia la prova di maglie e altri capi che debbano passare dalla testa (eventualmente va tenuta la mascherina); sarà incentivato l’uso di mezzi per il pagamento elettronico in luogo del contante. Deve, poi, essere mantenuta una distanza fra le persone di almeno 1 metro e la valutazione spetta al negoziante, in base alla grandezza dell’esercizio. Spetterà a lui a fissare un numero massimo di persone da ammettere contemporaneamente, superati il quale gli accessi verranno contingentati. 

 

All’interno dell’esercizio, poi, dovrà prevedere dei percorsi, aree di stazionamento e quant’altro aiuti il distanziamento sociale. Queste alcune delle regole che dovranno essere rispettate a partire da domani all'interno dei negozi che tornano aperti in Trentino per un weekend di anticipo rispetto agli altri territori italiani. Comportamenti che sono stati descritti all'interno del Protocollo per la gestione del rischio nel settore commercio all'ingrosso e al dettaglio stilato dalla Provincia. In particolare è specificato che ''all'ingresso del negozio devono essere esposte le informazioni alla clientela relative ai comportamenti da mantenere nel periodo di permanenza all'interno del medesimo''.

 

Tra queste c'è che ''deve essere mantenuto il distanziamento sociale di almeno 1 metro'' e si ricorda che ''ai sensi del dpcm 26.4.2020 per i locali fino a 40 metri quadri può accedere una persona alla volta oltre ad un massimo di due operatori''. Inoltre ''è opportuno che almeno nei punti di vendita di maggiori dimensioni e nelle fasce orarie di maggior afflusso sia incaricata una persona alla verifica del rispetto delle regole'' o contingentato il numero di accessi con la chiusura delle porte. Se c'è impianto audio vanno diffusi messaggi mirati che contengano le raccomandazioni a rispettare le distanze.

 

'Riaprono, però, domani anche i centri commerciali dove vigono altre regole, un altro Protocollo specifico dove si sottolinea, per esempio, che diventa strategica la regolamentazione dei flussi tra gli spazi comuni e gli spazi dedicati dai singoli negozi. ''Qualora la presenza di persone negli spazi comuni non garantisca la distanza prevista di almeno 1 metro - scrive la Pat - e quindi ci si stia avvicinando alla saturazione degli spazi, gli ingressi andranno chiusi.  Se non potrà essere garantita una sorveglianza continua sugli spazi comuni, dovrà essere introdotto un controllo sul numero degli ingressi che dovranno essere contingentati in base al numero delle persone ammissibili''.

 

E' esplicitato che ''nel calcolo dei clienti nel singolo negozio per area di vendita si considerano i 10 metri quadrati. Per negozi con superfici fino a 40 metri quadrati potranno essere presenti solo 3 persone (compresi i venditori) come da Dpcm 26 aprile. L'applicazione di questa regola è posta in capo ai singoli operatori commerciali con assunzione di responsabilità in caso di controlli''.  Inoltre si richiede ''l'esposizione all'ingresso di ciascun negozio del numero di persone autorizzate ad entrare''. E ancora: ''Andranno tolte o inibite all’uso le panchine o comunque rese utilizzabili come monosedute. Le aree giochi andranno interdette all’utilizzo. Non potrà essere lasciato materiale informativo cartaceo in libera consultazione. Il distanziamento dovrà valere anche su scale mobili e rampe di accesso''.

 

Protocollo per la gestione del rischio nel settore commercio all’ingrosso e al dettaglio in sintesi e file completo

Come detto, domani - venerdì 15 maggio 2020- riapre l’esercizio sul territorio provinciale di tutte le attività commerciali al dettaglio di cui al Codice ATECO 47 (“Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati”, comprensivo di tutti i gruppi, classi , categorie e sottocategorie), anche nell’ambito dei mercati, comprese quelle attività fino ad oggi sospese da disposizioni nazionali per l’emergenza Covid-19. Il relativo Protocollo per la salute e la sicurezza si articola in 9 punti: valutazione del rischio da Covid19; formazione e identificazione del referente Covid; areazione degli ambienti; rapporti fra le persone (clienti, clienti e personale, personale, fornitori, prestatori di servizio e manutentori); pulizia e igienizzazione; sorveglianza, gestione dei casi di Covid-19 tra il personale; disponibilità di materiali e protezione fra il personale; gestione rifiuti.

 

La parte centrale e più consistente del Protocollo riguarda i rapporti fra le persone e quindi il cosiddetto distanziamento sociale. Fra le altre previsioni (in parte già note ed utilizzate negli esercizi commerciali che non sono stati sottoposti a chiusura) l’uso obbligatorio della mascherina per i clienti e anche dei guanti per chi accede ad esercizi atti alla vendita di alimentari (negli altri esercizi l’uso dei guanti è solo raccomandato). Obbligatoria da parte degli esercenti l’igienizzazione di carrelli, cesti e trolley. Deve essere mantenuta una distanza fra le persone di almeno 1 metro.

 

E’ opportuno che ogni negoziante valuti, in base alla grandezza dell’esercizio, il numero massimo di persone da ammettere contemporaneamente, superati il quale gli accessi verranno contingentati, e preveda all’interno dell’esercizio percorsi, aree di stazionamento e quant’altro aiuti il distanziamento sociale. Anche il personale attivo nei punti vendita dovrà essere dotato dall’azienda di dispositivi per ridurre il rischio del contagio. La prova di capi di abbigliamento sarà possibile previa igienizzazione delle mani; gli esercizi dovranno disporre di dispenser con apposita soluzione igienizzante. Si sconsiglia la prova di maglie e altri capi che debbano passare dalla testa (eventualmente va tenuta la mascherina). Sarà incentivato l’uso di mezzi per il pagamento elettronico in luogo del contante.

 

 

 

Protocollo per i centri commerciali in sintesi e file completo

 

La delibera di oggi contiene anche un Protocollo riguardante espressamente la prevenzione e gestione del rischio Covid nei centri commerciali. Vediamo alcune delle previsioni: innanzitutto l’ingresso nel centro commerciale dovrà avvenire sempre indossando la mascherina chirurgica e nei varchi devono essere collocati dispenser con soluzione disinfettante. Ove possibile vanno differenziati i varchi per gli ingressi e per le uscite, che andranno segnalati anche nei parcheggi. Particolare attenzione verrà data alla gestione dei parcheggi interrati prevedendo appositi percorsi sicuri.

Gli addetti che per raggiungere il luogo di lavoro accedono alle parti comuni del centro commerciale, dovranno adottare le medesime misure imposte ai clienti (mascherina, igienizzazione delle mani e distanziamento di almeno 1 metro). Bisognerà stabilire il numero di clienti che posso accedere per singolo negozio (considerando anche il numero di lavoratori). Nel calcolo dei clienti nel singolo negozio per area di vendita, si considereranno 10 mq a persona. Per i negozi con superfici fino a 40 mq potranno essere presenti solo 3 persone (compresi i venditori) come previsto anche dal DPCM del premier Conte del 26 aprile 2020. L’applicazione di questa regola è posta in capo ai singoli operatori commerciali con assunzione di responsabilità in caso di controlli.

Nei centri commerciali diventa strategico la regolamentazione dei flussi tra gli spazi comuni e gli spazi dedicati dai singoli negozi. Qualora la presenza di persone negli spazi comuni non garantisca la distanza prevista di almeno 1 metro, e quindi ci si stia avvicinando alla saturazione degli spazi, gli ingressi andranno chiusi.  Se non potrà essere garantita una sorveglianza continua sugli spazi comuni, dovrà essere introdotto un controllo sul numero degli ingressi che dovranno essere contingentati in base al numero delle persone ammissibili.

 

In questa fase non sarà possibile l’occupazione delle aree comuni per esposizioni temporanee. Andranno tolte o inibite all’uso le panchine o comunque rese utilizzabili come monosedute. Le aree giochi andranno interdette all’utilizzo. Non potrà essere lasciato materiale informativo cartaceo in libera consultazione. Il distanziamento dovrà valere anche su scale mobili e rampe di accesso

 

 

 
 

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