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Riaprono i negozi, Fugatti: “I protocolli Inail troppo rigidi, dobbiamo garantire la sostenibilità delle attività economiche”

Via libera a centri commerciali, negozi al dettaglio e mercati, Fugatti: “Abbiamo il nostro protocollo che abbiamo disciplinato noi e quello va seguito”. Governo e Pat in rotta di collisione anche sul taglio dell’Irap voluto dal Governo: “Chiederemo che ci venga riconosciuto questo mancato incasso” ha fatto sapere il Presidente

Di Tiziano Grottolo - 14 maggio 2020 - 20:00

TRENTO. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 38 nuovi positivi, solo 3 quelli negli ultimi 5 giorni (QUI articolo), numeri confortanti che hanno spinto la Giunta a dare il definitivo via libera alla riapertura del commercio al dettaglio: “Da domani – ha specificato il presidente della Pat Maurizio Fugatti possono aprire centri commerciali, negozi al dettaglio e mercati”. Pronta dunque la delibera ufficiale che garantisce la riapertura di questi esercizi commerciali.

 

Riaperture che dovranno seguire prescrizioni di sicurezza importanti, ha avvertito Fugati che poi ha aggiunto: “Serve patto tra istituzioni, categorie e cittadini”. Ad ogni modo gli esercenti che domani, 15 maggio, riapriranno seguendo i protocolli disciplinati dalla Pat “Abbiamo il nostro” ha tagliato corto Fugatti su una domanda specifica. Sempre per affrontare il tema delle aperture Fugatti incontrerà il ministro per gli affari regionali e le autonomie Francesco Boccia. Sul tavolo di confronto anche i protocolli Inail giudicati “eccessivamente rigidi”. A proposito della vicenda Fugatti ha dichiarato: “Abbiamo preso atto che lo Stato si è ritirato dai nostri tavoli, il governo nazionale non ha voluto continuare la collaborazione”.

 

Il presidente della Pat ha fatto sapere inoltre che, pur confermando l’applicazione dei protocolli Inail, si dovrà comunque garantire la sostenibilità delle attività economiche “permettendo ai settori di mantenere una loro continuità economica” ha aggiunto Fugatti.

 

Per quanto riguarda l’accordo sugli spostamenti raggiunto con il Veneto anticipato da Zaia, si è entrati più nel dettaglio: “Ci stiamo lavorando – ha detto Fugatti – dovrebbe essere perfezionato entro la settimana prossima”. L’accordo riguarderà le province confinanti con il Trentino (Verona, Belluno e Vicenza), se l’abboccamento dovesse ottenere il via libera da Roma i trentini potrebbero far visita ai parenti che risiedono in una di queste tre province venete. Per il momento da parte della Lombardia non c’è un’apertura su un accordo di questo tipo.

 

Se la stabilizzazione del contagio dovesse continuare si procederà con la riapertura dei punti nascita ma anche di asili e centri estivi, “non c’è ancora una data – ha ricordato il presidente della Pat – ma è un problema che vogliamo cominciare ad affrontare”. Sul turismo invece si frena: “La ripartenza del settore è legata alla  possibilità del movimento fra regioni italiane mentre la possibilità di muoversi fra paesi europei non si pone”. Fugatti non ha escluso la possibilità che “se tutto va bene” si possa arrivare a togliere l’autocertificazione “per determinati spostamenti”.

 

In questi giorni però, fra Roma e Trento, potrebbe esserci un nuovo motivo di scontro: il Governo nazionale infatti è intervenuto cancellando la prossima rata Irap​: “Ciò comporterà un’assenza di risorse all’interno del bilancio della Pat – ha sottolineato Fugatti – chiederemo allo Stato che ci venga riconosciuto questo mancato incasso”. Per riaprire le scuole invece andranno riorganizzati gli spazi: “Non nascondo che i n alcune realtà si potrebbe pensare di riaprire qualche scuola chiusa da poco” ha concluso Fugatti.

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