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Coronavirus, da tavoli e sedie distanti un metro ai ricambi di sola aria naturale. La Pat (senza Inps e Inail) dà il via libera ai protocolli per riaprire bar, ristoranti e negozi

Assenti anche i sindacati: "Non possiamo che stigmatizzare ancora una volta l'inaffidabilità e le scorrettezze di questa Giunta". I protocolli sono stati definiti dal comitato di coordinamento in materia di salute e sicurezza sul lavoro guidati dagli assessori Spinelli e Segnana. Ora, però, dovranno essere fatti conoscere agli addetti ai lavori che dovranno adottarli. Per i negozi deve essere garantito il distanziamento non solo tra i clienti, ma anche tra cliente e commessi. Possibile l'uso di occhiali o schermi facciali

Pubblicato il - 10 maggio 2020 - 11:36

TRENTO. Senza Inail e senza Inps il comitato provinciale in materia di salute e sicurezza sul lavoro della Provincia autonoma di Trento, ha elaborato nelle ultime ore due protocolli che dovranno essere usati da bar, ristoranti e attività commerciali al momento della riaprtura.

I protocolli sono stati sottoscritti dal presidente del Comitato, l'assessore Stefania Segnana, e dovranno ora essere ufficialmente fatti conoscere alle categorie che in precedenza hanno portato al comitato le proprie osservazioni, in maniera che lavoratori e imprese interessate possano utilizzarli per gestire idoneamente il rischio Covid-19 in previsione e preparazione delle prossime aperture.

 

I due istituti, Inail e Inps, si erano sfilati dal tavolo nei giorni scorsi visto che le future linee guida su cui sta lavorando la provincia di Trento su salute e sicurezza per turismo e commercio non saranno validate al momento da nessun organo nazionale (QUI L'ARTICOLO). Critiche erano arrivate anche dai sindacati che proprio ieri hanno definito "preoccupante" il comportamento della Provincia di andare comunque avanti. 

 

Per quanto riguarda il protocollo della ristorazione, ci si concentra sulla formazione degli operatori, sulla sanificazione degli ambienti e delle superfici a maggior contatto, sul lavaggio frequente delle mani, sulla necessaria di riorganizzazione degli spazi e del lavoro.

 

Tra le regole, nelle sale da pranzo, nei ristoranti e nei bar, i tavoli dovranno essere posizionati in modo che la distanza tra il dorso di una sedia e il dorso dell'altra sedia sia maggiore di 1 metro e che i clienti che sono rivolti l'uno verso l'altro siano distanziati da almeno 1 metro, anche lateralmente.

 

Opportuno sarà anche utilizzare posti a sedere sfalsati. Il distanziamento allo stesso tavolo non è necessario se i clienti sono conviventi. Sarà quindi ridefinita la capacità massima di clienti negli spazi ed è per questo che l'invito arrivato dal comitato è quello di organizzare più turni.

 

Per ora nessuna precisazione di numero massimo di persone per superficie, si è ritenuto infatti lasciare che i titolari possano valutare la capienza secondo la reale forma dei locali e degli arredi, garantendo i requisiti del distanziamento.

 

Per quanto riguarda il commercio, ci si concentra sull'aerazione degli ambienti, disattivando rigorosamente le funzioni di ricircolo, garantendo i ricambi d'aria naturale, segnalando gli spazi e definendo il distanziamento anche tramite strisce a terra, cartelli o transenne, con la precisazione che deve essere garantito il distanziamento non solo tra i clienti, ma anche tra cliente e commessi.

 

Nei casi dove tutto non sia possibile, oltre a mascherine e guanti, si dovranno utilizzare anche occhiali o schermi facciali, oppure pareti distanziatrici come quelle in plexiglas. Il Dpcm del 26 aprile scorso limita la presenza di un cliente e massimo due lavoratori per i piccoli esercizi commerciali fino a 40 metri quadri.

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