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Il Piano linguistico 0/6 anni rischia di saltare, la Pat: ''Aspettiamo fondi europei''. La replica: ''Non avete partecipato al bando. Il 60% dei bimbi perderà questa esperienza''

La presa di posizione arriva dopo le precisazioni della Provincia fornita negli scorsi giorni. Il Patt interviene nella partita per chiedere chiarimenti alla Pat sui piani futuri e le tempistiche. A rischio anche 75 posti di lavoro

Di L.A. - 03 novembre 2020 - 19:33

TRENTO. "La Provincia non deve attendere fondi europei, piazza Dante stessa non ha rinnovato il bando l'anno scorso". Così Simone Zuccatti, portavoce di un gruppo di insegnanti, per quanto riguarda il Piano di accostamento linguistico per la fascia di età 0/6. 

 

La presa di posizione arriva dopo le precisazioni della Provincia fornita negli scorsi giorni. "L’amministrazione - spiega l'assessore Mirko Bisesti attraverso una nota - conferma la volontà di proseguire con il progetto nel suo complesso e, in attesa delle nuove assegnazioni dei fondi europei che riguarderanno il settennato 2021-2027, sta lavorando per definire metodi e risorse per non disperdere quanto è stato fatto finora".

 

La Pat intende garantire la prosecuzione del progetto attraverso il ricorso a insegnanti con competenza linguistica collocati su 158 posti di sezione tra scuole dell’infanzia provinciali e scuole dell’infanzia equiparate; prosecuzione della formazione linguistica e metodologica per il personale insegnante, inserita nel piano annuale di formazione del personale; messa a disposizione delle scuole di personale qualificato esterno.

 

"Preme sottolineare che nella riprogettazione del progetto di affiancamento - prosegue Bisesti - in considerazione del delicato momento che il Paese vive per la diffusione pandemica, si cercando soluzioni consone alla salvaguardia della salute dei bambini, limitando al minimo le occasioni di contatto con personale esterno al sistema scolastico".

 

A fine anno si esaurisce il finanziamento del fondo sociale europeo. "Si conclude in effetti il contratto di collaborazione con le ditte Cieffe e Isit che riguarda la messa a disposizione di personale qualificato esterno, in affiancamento agli insegnanti di sezione con competenza linguistica, per permettere agli stessi di completare la formazione linguistico-metodologica per l’entrata a regime del Piano stesso. Vero è che tutte le scuole dell’infanzia e nidi assicurano un accostamento linguistico di qualità, considerato l’alto livello di professionalità e specializzazione raggiunto da insegnanti ed educatori".

 

La Provincia aggiunge che "il progetto di accostamento alle lingue è costantemente presidiato e monitorato dall’Ufficio pedagogico-didattico provinciale, in collaborazione con l’Università di Parma e che per il personale interno è stato messo a punto un impianto di formazione specifico (linguistico e metodologico), con l’intento di offrire interventi di qualità e con l’obiettivo di giungere alla gestione autonoma. Nei giorni scorsi, a conclusione del primo quinquennio, con la collaborazione di UniPr e UniMiBicocca, ha preso il via l’azione di monitoraggio della ricaduta del Progetto nelle strutture con l’intento di ri-programmare le modalità formative".

 

Una formazione linguistica di matrice provinciale che in 5 anni avrebbe portato all'aumento di sole 39 sezioni con un livello principalmente B1, mentre la performance del piano che rischia di sparire è riuscito a raggiungere in 4 anni oltre 100 istituti. A stretto giro arriva la replica di un gruppo di insegnanti di accostamento linguistico.

 

"La Pat - dice Zuccatti - non deve attendere i fondi europei perché non ha rinnovato il bando. Il progetto trilinguismo provinciale nella fascia 0/6 esiste da almeno 15 anni, ma è presente in sole 158 sezioni (con livello linguistico prevalentemente B1); il progetto Gil, che termina il 31 dicembre, è stato presente negli ultimi 4 anni in 108 scuole, quindi ben più di 200 sezioni (in aggiunta a quelle sopra citate, ndr), con la maggioranza degli incaricati per l'accostamento di livello C1".

 

Il risultato del procedere di piazza Dante? "Dal primo gennaio 2021 più del 60% dei bambini trentini dovrà rinunciare a questa bellissima e fondamentale esperienza formativa e 75 persone perderanno il lavoro. Inoltre - evidenzia il gruppo di insegnanti - il numero di insegnanti/educatrici con certificazione non riuscirà a coprire il numero di sezioni che abbiamo gestito. Un vuoto che necessita di anni per essere colmato".

 

Nella partita interviene anche il Patt. "Dopo aver progressivamente demolito il trilinguismo nella scuola trentina - commentano Ugo Rossi, Michele Dallapiccola e Paola Demagri - arriva un altro 'capolavoro' della Lega. Iniziato nel 2016, negli ultimi cinque anni ha introdotto inglese e tedesco in circa un centinaio di asili nido e scuole dell'infanzia. Un piano che è riuscito a coinvolgere circa 5000 bambini. Non si comprende se il mancato rinnovo del bando sia una volontà precisa o una dimenticanza: un'azione che però conclude il contratto per la messa a disposizione del personale qualificato". Le Stelle alpine chiedono così maggiori chiarimento alla Provincia sui piani futuri, così come se le famiglie e le persone coinvolte siano state interessate.

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