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Piano accostamento linguistico 0/6 anni, la petizione di un gruppo di insegnanti per far cambiare idea alla Provincia già oltre 2 mila firme

Dopo aver inferto un duro colpo al Clil, la Lega di governo di appresta a smantellare un altro progetto avviato nel corso della Giunta Rossi: un piano didattico di trilinguismo partito nell'anno scolastico 2016/17 e che potrebbe chiudere definitivamente il 31 dicembre alla scadenza dei contratti di affidamento e incarico ai gestori di questo servizio

Di Luca Andreazza - 05 novembre 2020 - 21:49

TRENTO. La Provincia non ha rinnovato il bando europeo e così nel nuovo anno le lezioni di inglese e tedesco potrebbero seriamente sparire in tantissime classi tra asili e scuole dell'infanzia in Trentino. Il piano di accostamento linguistico 0/6 anni, infatti, traballa e questo mette anche a rischio 75 posti di lavoro. E dopo il botta e risposta tra l'assessore Mirko Bisesti e Simone Zuccatti, portavoce di un gruppo di insegnanti, c'è anche una petizione per provare a cercare di far cambiare direzione a piazza Dante, una raccolta che ha già abbondantemente superato la barriera delle 2 mila firme (Qui link). 

 

Dopo aver inferto un duro colpo al Clil, la Lega di governo di appresta a smantellare un altro progetto avviato nel corso della Giunta Rossi: un piano didattico di trilinguismo partito nell'anno scolastico 2016/17 e che potrebbe chiudere definitivamente il 31 dicembre alla scadenza dei contratti di affidamento e incarico ai gestori di questo servizio (Qui articolo).

 

"L'attuale Giunta provinciale - prosegue Zuccatti - non è capace di riconoscere la bontà di questo piano e d'intuire le enormi potenzialità del trilinguismo. Nonostante il forte desiderio di continuità delle famiglie, il rischio altissimo è quello di disperdere un'esperienza riuscita e importante per la crescita dei nostri giovani. Il tempo stringe e i margini di manovra sono ogni giorno sempre più bassi per riuscire a salvare questo progetto". 

 

Le indagini mostrano un livello di gradimento delle famiglie quasi totale: un punteggio di valutazione medio annuale ben oltre i 4 su 5 punti da parte di coordinatori e maestre, educatrici, collaboratori e genitori. E poi c'è anche la diffusione sempre più capillare sul territorio di questo servizio: oltre 200 sezioni e 108 scuole raggiunte in 4 anni d'attività

 

"L’accostamento linguistico in inglese e tedesco nella  fascia  d’istruzione  0-6 anni  è  una  risorsa fondamentale - dice il portavoce di un gruppo di insegnanti - perché  non  insegna  solamente  una  'lingua  altra':  insegna  ai  nostri  bimbi  a comunicare in modi alternativi, creativi, differenti. Promuove apertura mentale, favorisce i processi logici, facilita l'apprendimento in futuro di nuove lingue, contribuisce alla positiva relazione tra culture. Un approccio che invita al rispetto e all'accettazione delle diversità. In una parola, si parla di inclusione".

 

E' poi evidente che se si interviene sulla fascia più fertile e ben disposta all'apprendimento, il plurilinguismo diventa più semplice e più incisivo. "In questo modo educhiamo - dice Zuccatti - le persone a essere tolleranti e aperte con maggiori capacità intellettive e comunicative. Così si può avere una generazione di veri 'cittadini del mondo' in  grado di entrare in relazione con chiunque e ovunque: il Trentino diventa più aperto e competitivo alle  sfide economiche e culturali".

 

Il momento è complicato per la diffusione del coronavirus e la relativa emergenza, ma proprio per questo serve un'attenta pianificazione. "Inoltre nel nostro Paese - conclude Zuccatti - stiamo già togliendo tanto a queste generazioni sul piano della  socialità e delle relazioni. Un  approccio alla diversità e all’inclusione come quello offerto dal progetto Gil potrebbe in qualche modo bilanciare queste gravi lacune e dare più opportunità e speranze per il futuro ai  nostri figli in questi tempi governati dalla paura".

 

Questo quanto si rischia di disperdere. "Circa 75 persone - conclude Zuccatti - perderanno il lavoro; più di 100 strutture tra asili e scuole dell'infanzia non avranno più l'accostamento linguistico con esperti qualificati e formati; 50 coordinatori pedagogici non potranno proporre le lingue nelle loro scuole e sezioni; oltre 5 mila bambini e bambine perderanno un'opportunità fondamentale per la loro crescita e oltre 10 mila genitori non  avranno risposte al loro desiderio legittimo di veder proseguire un progetto ormai conosciuto, condiviso e molto apprezzato". 

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