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Scuola dell'infanzia, i sindacati: ''Il progresso della Lega è tornare indietro di decenni. Mobilitazione e non raccoglieremo iscrizioni''

Amarezza e delusione dei sindacati sul provvedimento preso dalla Provincia. La Uil: "Non sono nemmeno riusciti a scendere in piazza per incontrarci: chiusi nelle stanze del palazzo hanno firmato il provvedimento", Cgil: "Indisponibilità totale di piazza Dante", Cisl: "Sviliti lavoro, scuola e istituzione"

Di Luca Andreazza - 15 maggio 2021 - 06:01

TRENTO. "Noi andiamo avanti, questo è stato solo l'inizio della mobilitazione. La Provincia dovrà fare i conti con il personale del settore". Queste le parole di Marcella Tomasi, segretaria della Uil Fpl. "Non sono nemmeno riusciti a scendere in piazza per incontrarci: chiusi nelle stanze del palazzo hanno firmato il provvedimento per organizzare l'apertura a luglio". "Il progresso della Lega è quello di tornare indietro di decenni" dice Stefania Galli (Cisl scuola), mentre Cinzia Mazzacca (Flc Cgil) aggiunge: "Impossibile avere un confronto per trovare le migliori soluzioni per i bimbi".

 

Il tema è quello della forzatura dell'amministrazione leghista per tenere aperte le scuole dell'infanzia a luglio. A fronte della manifestazione di venerdì mattina (Qui articolo), il pomeriggio è stato caratterizzato da un'altra accelerazione della Pat sul provvedimento. Una scelta fortemente contestata dell’intero sistema educativo, come testimoniato anche dal flashmob degli insegnanti organizzato a Trento a maggio (Qui articolo). Sono molte le lettere inviate alla Provincia (Qui articolo) e il personale scolastico ha chiesto inoltre alla sovrintendente di prendere una posizione (Qui articolo).

 

Intanto, però, c'è il provvedimento della Pat per disporre il via libera. L’ulteriore apertura della scuola dell’infanzia è prevista nel mese di luglio per le scuole a calendario ordinario, nel mese di giugno per le scuole a calendario turistico e da metà luglio a metà agosto per le scuole a calendario speciale (Qui articolo).

 

"Questo è stato un primo segnale a chiusura delle assemblee. Un'azione conclusa a fatica in quanto le scuole provinciali sono state escluse. Abbiamo proclamato lo stato di agitazione e quindi andiamo avanti nelle nostre azioni. Nei prossimi giorni - continua Tomasi - abbiamo un incontro con il Commissariato di governo, mentre aspettiamo di fissare un appuntamento con la Provincia e l'assessore Mirko Bisesti ma in quest'ultimo caso ci aspettiamo davvero poco. Le insegnanti e il personale non vengono considerati, ma piazza Dante dovrà fare i conti con questi professionisti".

 

Amarezza e delusione anche in casa Cgil. "Dispiace che non ci sia stato nessuna possibilità di poter ragionare - dice Mazzacca - noi siamo sempre stati disponibili a confrontarci per trovare le migliori soluzioni per i bimbi. Adesso c'è questo provvedimento per organizzare il servizio in forte ritardo e senza considerare le insegnanti e le coordinatrici pedagogiche. C'è stata un'indisponibilità totale: la Pat ha tirato dritto senza coinvolgere le professionalità impegnate in questo settore molto delicato".

 

Anche la Cisl promette battaglia. "Nelle prossime ore - continua Galli - invieremo le lettere a tutti i datori di lavoro: nessun straordinario, nessuna raccolta delle iscrizioni, nessuna attività extra. E se non ci sono risorse, si riduce l'apporto in generale a quanto previsto dagli accordi. Sono tante le mansioni portate avanti dai professionisti dietro le quinte, senza riconoscimenti e senza proclami per rispetto verso le scuole, le famiglie e i più piccoli".

 

Nel mirino anche l’attivazione del servizio avviene con un minimo di 5 bambini iscritti per le scuole monosezionali e 7 per le altre scuole. "La Provincia si è impuntata - conclude Galli - ma un servizio organizzato in questo modo può essere svolto da altre figure professionali altrettanto competenti, motivate e valorizzate. Non servirebbe aprire le strutture per attività pianificate così malamente che prevede un'adesione ancora più bassa rispetto ai nidi. Vengono sviliti il lavoro, la scuola e l'istituzione. E' un passo indietro di decenni".

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