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Influenza, il Trentino tra le zone d'Italia più colpite. Nelle prossime settimane è prevista l'epidemia nella popolazione adulta

Secondo i dati riportati dal sistema Influnet in Trentino, assieme a Marche e Campania, l'incidenza dei casi simil-influenzali è maggiore che nel resto d'Italia. Ferro (Apss): "Fino ad oggi colpiti soprattutto i bambini ma nelle prossime settimane prevediamo che l'epidemia coinvolga la fascia di popolazione adulta"

Di Giuseppe Fin - 06 gennaio 2020 - 12:40

TRENTO. L'influenza ha rallentato durante le vacanze ma è pronta a tornare nei prossimi giorni con una ripresa dell'epidemia che coinvolgerà un'ampia fetta della popolazione. Sono già tantissime le persone, soprattutto bambini,  che in queste ultime settimane sono state costrette a rimanere a letto da febbre alta, nausea, tosse, dolori muscolari e malessere generale.

 

A confermare il numero dei casi e i tassi d’incidenza della sindrome influenzale è il sistema Influnet, il rapporto che presenta i risultati nazionali e regionali relativi alla sorveglianza epidemiologica delle sindromi influenzali, elaborati dal dottor Antonino Bella, Dipartimento malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità, responsabile della Sorveglianza epidemiologica InfluNet.

 

Se da un lato gli ultimi dati riferiti all'analisi fatta nella cinquantaduesima settimana del 2019 si registra un lieve calo del numero di casi di sindrome simil-influenzale dovuto alla chiusura delle scuole durante le festività natalizie, dall'altro la provincia di Trento, assieme alle regioni Marche e Campania, è tra le zone maggiormente colpite.

 

In Italia l’incidenza totale è pari a 3,7 casi per mille assistiti. Dal rapporto di influnet, che analizza la settimana che va dal 23 al 29 dicembre 2019, in Trentino sono stati rilevati 5,62 casi per mille assistiti. Un dato, questo, che può essere considerato fino ad un certo punto perché la rilevazione è stata fatta nel periodo di chiusura delle scuole.

Secondo i dati che arrivano dall'Azienda sanitaria, infatti, qualche settimana fa l'incidenza era arrivata anche a quasi 10 casi per mille assistiti. Colpiti dalla sindrome influenzale sono stati in prevalenza i bambini che proprio per alcune loro abitudini e la frequentazione di scuole e zone affollate, diventano i primi ad essere colpiti dall'influenza.

 

“I dati che vengono riportati dal rapporto Influnet – ha spiegato il direttore del Dipartimento prevenzione dell'Apss Antonio Ferro – dipendono molto dalla rete dei medici sentinella che ci sono sul territorio. Noi abbiamo un'ottima rete con un numero medici, soprattutto pediatri, superiore a quello che ci chiederebbe l'Istituto Superiore di Sanità. Nella settimana precedente la chiusura delle scuole, l'incidenza delle persone colpite era arrivata ad oltre i 10 casi per mille assistiti. Ben al di sopra, quindi, della soglia epidemica”.

 

I casi di influenza in Trentino hanno riguardato, fino ad oggi, perlopiù bambini al di sotto dei cinque anni. I sintomi sono quelli classici e non si registrano situazioni particolari. “Ci aspettiamo – ha spiegato Ferro – che con la riapertura delle scuole riparta l'epidemia ed entro fine gennaio ci dovrebbe essere la diffusione anche nel resto della popolazione. La fascia di persone più a rischio è quella che va dai 14 ai 55 – 60 anni”.

 

Nel corso di quest'anno, occorre però precisare, il numero di persone che hanno deciso di vaccinarsi è aumentato. “L'incremento è stato notevole – spiega il direttore del Dipartimento di Prevenzione dell'Apss – e noi abbiamo acquistato 15 mila dosi in più. Ovviamente per avere i dati precisi occorrerà attendere metà febbraio ma credo che l'aumento possa aggirarsi attorno al 10%”.

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