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| 12 dic 2020 | 15:57

Coronavirus, Alto Adige ancora in zona arancione. Trend in peggioramento per il Trentino e classificazione ''rischio alto''

Questa settimana la Lombardia e il Piemonte, la Calabria e la Basilicata sono diventate zona gialla, mentre nulla da fare per l'Alto Adige, che resta ancora arancione. L'Rt nazionale si attesta a 0,82 con il Trentino, sempre in zona gialla, che è sopra la media a 0,91

di Redazione

TRENTO. Un trend settimanale in peggioramento per casi e focolai in Trentino. La classificazione complessiva del rischio è calcolata in "alta". Ci sono anche alcune allerte per le ospedalizzazioni e i tamponi molecolari positivi. Questi alcuni dati contenuti nel report della cabina di regia per il periodo 30 novembre-6 dicembre e che monitora l'evoluzione dell'epidemia Covid-19. 

 

Questa settimana la Lombardia e il Piemonte, la Calabria e la Basilicata sono diventate zona gialla, mentre nulla da fare per l'Alto Adige, che resta ancora arancione. L'Rt nazionale si attesta a 0,82 con il Trentino, sempre in zona gialla, che è sopra la media a 0,91. Più alti ci sono Friuli Venezia Giulia (0,97), Molise (1,47) e Veneto (0,91). Non ci sono più zone rosse in Italia, ma 5 Regioni sono arancioni: valle d'Aosta, Toscana, Abruzzo e Campania, oltre alla Provincia di Bolzano.

 

 

Il report segnala che l'incidenza delle diagnosi di Covid-19 è solo leggermente in diminuzione a livello nazionale, ancora elevata e molto lontana da livelli che permettano il ripristino della fase di contenimento e soprattutto con una forte variabilità tra le regioni/PPAA.

 

"Si osserva - si legge - una lieve diminuzione nelle ospedalizzazioni in area medica e in terapia intensiva ma ancora con un forte impatto sui servizi ospedalieri. Questo quadro nazionale sottende un quadro diversificato a livello Regionale e sub-regionale, dove a volte ci sono segnali di instabilità, se non di una ulteriore crescita del numero dei casi". 

 

Le restrizioni adottate funzionano per arginare la diffusione dell'epidemia, ma la curva scende lentamente e per questo non bisogna abbassare la guardia in quanto gli ospedali sono ancora sotto pressione. "L’elevata incidenza e l’attuale forte impatto sui servizi sanitari richiedono di attendere una riduzione significativa prima di considerare un rilassamento delle misure di mitigazione, comprese quelle della mobilità, oltre alla necessità di mantenere elevata l’attenzione nei comportamenti"

 

 

Il quadro è ancora complesso. "La situazione epidemiologica dell’epidemia rimane grave e si raccomanda che, in base all’impatto sui servizi sanitari e territoriali, una modulazione delle misure di mitigazione nelle Regioni/PA eviti di rilassare le misure stesse e il livello di attenzione della popolazione al punto da determinare una rapida inversione della tendenza documentata con una ripresa del contagio in un contesto di incidenza ancora molto elevata che avrebbe conseguenze molto gravi per il Paese".

 

Intanto la situazione del Trentino è balzata a livello nazionale, Il Messaggero ha proposto un'analisi della contabilità trentina dei dati dell'emergenza: "Covid, l'epidemia nascosta di Trento: tamponi fantasma e dati fasulli'', il titolo dell'articolo dedicato alla gestione con "trucchetto" dell'emergenza (Qui articolo). 

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