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Insegnare la matematica a distanza. Un professore trentino regala i suoi video (anche) alla scuola di Codogno. "Non fermiamo la didattica"

L'insegnante trentino Giacomo Cestari possiede un canale youtube in cui carica le lezioni di matematica per gli studenti che necessitano un ripasso o non possono andare a scuola. Il suo servizio, però, è diventato utilissimo dopo la sospensione delle scuole a causa dell'emergenza Coronavirus 

Di Davide Leveghi - 10 marzo 2020 - 12:43

TRENTO. Potenze, percentuali ed equazioni possono risultare ostiche per gli studenti. Per questo un insegnante delle scuole medie Sacro Cuore di Trento ha pensato di “fabbricare” una serie di video e di caricarli su youtube, venendo incontro alle esigenze di chi era impossibilitato a frequentare le lezioni per le più svariate ragioni o semplicemente aveva mostrato qualche difficoltà di “digestione” della matematica.

 

Giacomo Cestari, questo il nome del giovane insegnante autore delle videolezioni (qui il link del canale yotube), puntava a concludere tutti i temi del programma prima di proporre agli istituti comprensivi di tutta Italia e agli uffici scolastici il suo servizio. Non pensava certo che una situazione d'emergenza come quella che stiamo vivendo nel Paese, con le scuole chiuse e l'attività scolastica sospesa fino al 3 aprile, potesse rendere i suoi video uno strumento ancora più utile per non fermare la didattica e l'apprendimento dei ragazzi.

 

Nato come un servizio gratuito, “utile, fruibile, snello e veloce” - come lo definisce Cestari – il suo canale youtube si è trasformato in un efficace strumento di supporto alla didattica, oltre che in un apprezzabile regalo alla comunità, decisamente sconvolta nella sua quotidiana normalità. Proposto alle scuole e utilizzato con i suoi studenti, si è convertito da integrazione e ripasso in oggetto stesso delle videolezioni tenute dall'istituto secondario di primo grado trentino.

 

“L'idea è nata un paio d'anni fa – racconta – dai bisogni di alcuni studenti che per vari problemi non avevano la possibilità di frequentare le lezioni e non potevano venire a scuola. Da queste necessità ho pensato di utilizzare i nuovi media per raggiungere questi ragazzi. Questo è il primo punto, a cui si sono aggiunti i bisogni di chi, per svariati motivi come i 'bisogni educativi speciali' , la necessità di un ripasso, le assenze o le disattenzioni in classe, aveva difficoltà di apprendimento di alcuni temi. Le videolezioni servivano quindi a tamponare i buchi”.

 

“L'idea era di terminare quanto prima tutte le lezioni – prosegue – giungendo, una volta conclusi i programmi, a creare un sito a disposizione di chi ne avesse bisogno. Il progetto era ancora in lancio, visto che mi conoscono in pochi. Con il Coronavirus, però, si è reso urgente. Per questo ho deciso di scrivere ai presidi e agli uffici scolastici proponendo le videolezioni”.

 

Cestari, infatti, ha inviato il materiale anche all'epicentro del contagio. La missione era la stessa: non bloccare l'apprendimento dei ragazzi. “Ho scritto alla preside di Codogno, la quale mi ha risposto di essere molto contenta dei segnali dati dalla collettività, e che cose del genere la facevano sentire meno sola. Non so poi se il materiale sia stato utilizzato, probabilmente lo avrà inoltrato ai professori che sono liberi di utilizzarli o meno”.

 

Oltre ai luoghi del contagio, le videolezioni sono risultate utilissime anche per il lavoro dello stesso insegnante trentino. Nell'istituto in cui presta servizio, questi video hanno integrato la didattica a distanza attivata dalla scuola attraverso la piattaforma Nearpod, permettendo così di non interrompere ex abrupto l'insegnamento della materia e l'avanzamento dei programmi. “Nelle 3 classi in cui insegno – spiega Cestari – riesco a fare didattica, con lezioni che si tengono dalle 8.30 alle 12.30, per 4 ore al mattino. Attraverso questa piattaforma possiamo vedere se gli studenti rispondono e come, ottenendo un bel riscontro”.

 

Utilizzabile in questa fase di emergenza, lo strumento dei video su youtube, d'altronde, trova negli stessi ragazzi una risposta positiva. “Ho avuto un bellissimo riscontro – conclude – sia dai ragazzi che dai genitori. Questa è la ricompensa migliore, qualcuno mi scrive pure dicendo che grazie al mio video è riuscito finalmente a capire. Questo dà sicuramente piacere”.

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