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La Apple Blood Cider è pronta a conquistare il Trentino con il suo sidro "da Oscar"

Nata da una passione di famiglia, questa azienda di Nave San Rocco sta portando l'antica bevanda nata dal succo di mela fermentato in Italia con varie tipologie di sidro

Di Rebecca Franzin - 15 August 2020 - 14:59

TERRE D'ADIGE. Partito come hobby e modo per passare del tempo insieme, la passione per il sidro è diventata per la famiglia Piazzera una professione, che è sfociata nella creazione della "Apple Blood Cider". Vincitrice dell'Oscar Green della Coldiretti per la categoria "creatività", incentrata sulle innovazioni di prodotto e processo, l'azienda di Federico Pedrolli, Francesco Piazzera e Davide Malfatti dopo solo un mese e mezzo di attività ha cominciato a raccogliere i frutti del proprio lavoro e pensa già all'espansione all'estero. 

 

"Il tutto è cominciato nell'orto di campagna di famiglia a Nave San Rocco. Io sono cresciuto lì e fare il sidro per la mia famiglia era un modo per ritrovarsi e stare insieme - racconta Federico -. Eravamo amanti dello spumante, fare il sidro per noi era un modo per sperimentare. Poi io ho cominciato a lavorare come birraio a Mattarello nel birrificio 5+, ho viaggiato e mi sono reso conto delle potenzialità di questa bevanda poco conosciuta in Italia". 

 

Il sidro infatti è molto più diffuso all'estero: si tratta di una bevanda molto antica a bassa gradazione alcolica, solitamente 4-5%, anche se può arrivare anche al 12%, estratta dalla fermentazione del succo di mela. "Attualmente stiamo cercando di diffondere la conoscenza del sidro soprattutto in Trentino, perché in grandi città come Padova, Milano o Roma un po' si conosce già. I giovani sono molto curiosi, ma per questo ci vuole anche un'etichetta accattivante" aggiunge, riferendosi alla grafica sgargiante. 

 

"Il frutteto è nostro, mio zio (Francesco Piazzera ndr) lo coltiva da decenni. Le mele utilizzate per il sidro sono biologiche e a km zero" ci dice Federico. Il sidro si può acquistare direttamente nell'antico Maso Quadrifoglio, nel comune di Terre d'Adige, a Nave San Rocco, recentemente restaurato, o in alcuni negozi specializzati, ma a breve sarà pronto anche per l'e-commerce. "Spero che potremo affermarci in Trentino e poi magari cominciare ad espanderci all'estero, per far conoscere il sidro italiano." 

 

"Come le birre artigianali, il sidro è molto versatile e lascia spazio alla creatività e a svariate combinazioni, senza rischiare ovviamente di produrre intrugli - aggiunge Federico -. Si possono aggiungere agrumi, frutta, spezie e perché no, anche il luppolo. E' possibile anche la produzione del sidro spumantizzato. Ci sono molte idee in cantiere e molte possibilità, anche a seconda della varietà di mele utilizzata". 

 

"Non è stato facile perché non sai mai cosa aspettarti, diciamo che è stato un salto nel vuoto - conclude Pedrolli - ma siamo un azienda piccola e riusciamo a gestirla fra di noi. Dobbiamo fare un ringraziamento a Lucia Maria Melchiori, l'unico altro produttore di sidro in Trentino, che ci ha aiutati e appoggiati".  Un'azienda appena avviata quindi, ma che promette di diffondere l'eccellenza trentina in tutta Italia in modo sicuramente originale

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