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La Bandabardò rende omaggio a Rakesh Zucchelli, scomparso a soli 34 anni: “Continueremo a camminare per te”

Il giovane arcense è stato colpito da un malore mentre si trovava a Cork in Irlanda, ora una delle sue band preferite, la Bandabardò, ha omaggiato il 34enne: “Non potremo accompagnarti nel tuo ultimo viaggio, ma potremo indossare calzini spaiati e continuare a camminare per te”

A sinistra Enrico Greppi frontman della Bandabardò a destra Rakesh Zucchelli
Pubblicato il - 21 giugno 2020 - 16:17

ARCO. La notizia della scomparsa di Rakesh Zucchelli ha gettato la comunità arcense nello sgomento. Il giovane, che da diversi anni si trovava in Irlanda e lavorava a Cork, nei giorni scorsi è stato colpito da un malore, ricoverato d’urgenza si è spento al Mercy Hospital di Cork lo scorso 17 giugno (QUI articolo).

 

In poco tempo la triste notizia ha fatto il giro del Trentino, superando anche i confini regionali a conferma della capacità di Rakesh di farsi amici ovunque si trovasse. È così che la comunità che riunisce i fan della Bandabardò, gruppo folk-rock fiorentino fra i preferiti di Rakesh, si è mobilitata coinvolgendo pure il frontman Enrico Greppi che ha postato sui social una foto per ricordare il giovane arcense.

 

Fan e musicisti hanno pubblicato una foto con i calzini spaiati, come usava lo stesso Rakesh. In breve tempo l’iniziativa partita dal fan club ha riscosso grande successo e sulle pagine social sono state pubblicate centinaia di foto dello stesso tipo.

 

“Oggi abbiamo perso il nostro sorriso più bello – ha scritto un’amica– il nostro abbraccio più caldo. Nessuno saprà mai dove ti sei perso quella notte a Firenze, e mille altre notti prima di quella. E ogni volta lo ricordo con un sorriso, il tuo, incancellabile nella memoria. Non voglio salutarti, voglio ringraziarti: per la vitalità che ci hai donato, per l'amore, gli abbracci stretti-stretti, la gioia. Non potremo essere con te domani ad accompagnarti nel tuo ultimo viaggio, ma potremo indossare calzini spaiati e continuare a camminare per te”.

 

Un altro utente ha ricordato: “Ti ho conosciuto sotto i palchi. Al fuori orario qualcuno ci aveva lanciato due bicchieri di birra, letteralmente. Eravamo fradici e sudati e per 5 minuti abbiamo riso senza fermarci. Poi ci siamo allontanati in direzioni diverse. Però quando qualcuno se ne va su per le scale dell’infinito è sempre triste, soprattutto perché oggi, il sole, è un po’ meno arancione. Il mio umile omaggio, e di mia figlia con le sue calzine arancioni, vola da te”.

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