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L'Enaip durante il coronavirus: ''Difficoltà maggiori perché nostre lezioni sono anche pratiche. Ma studenti e docenti non hanno mollato'' (IL VIDEO)

I ragazzi dell'istituto di Villazzano hanno inoltre realizzato un video per gli alunni delle classi prime. Tomasin: "In classe il progetto sarebbe stato più ambizioso e avremmo potuto filmare sorrisi e mani al lavoro, ma c'è grande soddisfazione. Molti alunni sono migliorati. Un'esperienza formativa: il momento è difficile ma non può essere una scusa per non affrontare i problemi"

Di Luca Andreazza - 27 maggio 2020 - 21:55

TRENTO. "I nostri ragazzi hanno scelto gli istituti professionali perché amano mettere le mani in quello che studiano", queste le parole di Maurizio Tomasininsegnante dell'Enaip di Villazzano, che aggiunge: "Componenti da realizzare con il tornio e motori da aggiustare, mattoni da posare intorno ai fili elettrici e tablet per programmare un robot. Ma nessuno si è fermato per trovare soluzioni e spiegare ai giovani che le scuse non servono per affrontare momenti complicati".

 

Lezioni e discipline che richiedono molta manualità e docenti che si sono dovuti ulteriormente mettere alla prova per riuscire a gestire la didattica a distanza ai tempi del coronavirus. "Abbiamo dovuto inventarci nuovi metodi per coinvolgere gli alunni. Il programma - prosegue Tomasin - prevede naturalmente materie umanistiche e prettamente teoriche, ma la pratica ricopre un ruolo fondamentale".

 

Ogni professore ha provato i pro e i contro di una didattica non in presenza, ma soprattutto senza la possibilità di accedere ai laboratori a causa di chiusura e restrizioni per fronteggiare l'epidemia. "Non è stato facile e non sempre, purtroppo, si è raggiunto l'obiettivo. Ma non abbiamo mai abbandonato i ragazzi - aggiunge il professore - ci siamo fatti vedere e sentire, e in via telematica siamo riusciti a ricreare la classe, seppur naturalmente a distanza".

 

Un periodo difficile e complicato, ma non sono mancate le sorprese. "Qualche alunno si è sentito più a suo agio dietro a un monitor - continua Tomasin - alcuni si sono migliorati. In particolare i ragazzi più timidi oppure quelli affetti da Disturbi specifici dell'apprendimento, studenti che sono riusciti a dimostrare qualcosa in più. In questi casi abbiamo potuto dedicare più tempo per restare online oltre l'orario di 'chiusura della scuola', collegati per un ulteriore supporto didattico. Gli insegnanti si sono messi a disposizioni per attività extra-scolastiche e abbiamo visto una grande partecipazione degli alunni".

 

Un'altra difficoltà è stata quella di dover rimodulare i lavori di gruppo. "Una questione fondamentale - dice il professore - è stata quella di mantenere uno spirito positivo nelle classi tra quelli comunque attivi perché mossi dalla curiosità e i ragazzi che puntano sulla simpatia".

E così sono stati sviluppati diversi progetti per mostrare come la didattica è cambiata. "Abbiamo coinvolto i ragazzi nella realizzazione di file multimediali sul laboratorio che frequentavano quotidianamente - spiega Tomasin - per spiegare ai compagni delle prime il funzionamento di meccatronica Una forma di orientamento in quanto il percorso poi inizia in seconda. I risultati di questo impegno sono stati proposti durante maggio, un video ironico sulla base di una nota pubblicità".

 

Un lavoro portato avanti in autonomia dai ragazzi dell'istituto. "Gli alunni hanno sviluppato idea e testo - evidenzia il professore - un altro gruppo ha girato degli spezzoni di video in casa, quindi la registrazione dell'audio e il montaggio del prodotto finale. Gli studenti poi hanno scelto il progetto più convincente. Tutto è stato naturalmente supervisionato e corretto dagli insegnanti".

 

"Il risultato - conclude Tomasin - è davvero buono se pensiamo che sia stato interamente assemblato da 16enni, soprattutto molto simpatico. Un video che viene guardato e condiviso a ripetizione in quanto si sono sentiti protagonisti di questi progetto. E' vero che se fossimo stati a scuola, il progetto sarebbe stato più ambizioso e avremmo potuto filmare i sorrisi e le mani intente a lavorare, però c'è soddisfazione in generale. Soprattutto con i 'se' e i 'ma' la didattica non va avanti. E' comunque formativo in quanto non si può far credere che bastano le scuse di un momento difficile per svicolare dai problemi".

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