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L’Istituto Don Milani è la prima scuola “bulli free” del Trentino

La scuola superiore di Rovereto ha ottenuto la certificazione relativa alla prevenzione e contrasto del bullismo nell’ambito dell’istruzione secondaria superiore. E’ la prima scuola superiore del Trentino e del Nord Italia ad acquisire una simile certificazione, la quarta nazionale e tra i primi casi a livello mondiale

Di Laura Gaggioli - 18 novembre 2020 - 12:21

ROVERETO.  Negli scorsi giorni, gli ispettori del Csqa, ente terzo accreditato per la certificazione anti bullismo, dopo tre intense giornate di lavoro presso l’Istituto Don Milani, tra colloqui con il personale e verifica delle procedure, hanno riconosciuto alla scuola la certificazione UNI/PrD 42:2018: una novità assoluta nel panorama italiano e internazionale. Il Don Milani è così la prima scuola superiore del Trentino e del Nord Italia ad aver acquisito un simile attestato, la quarta nazionale e tra i primi casi a livello mondiale.

 

All’Istituto Don Milani c’è infatti una forte attenzione per il tema che da sempre scalda il dibattito scolastico: il bullismo e, dall’avvento della tecnologia, anche il cyberbullismo. Oggi poi, con la nuova didattica online, la Dad, a cui migliaia di ragazzi sono chiamati a confrontarsi e formarsi ogni giorno, la variante tecnologica del bullismo rende la gestione di questa tematica ancora più difficile, spostando il rischio da un luogo fisico ad un luogo virtuale, dove non può esserci nemmeno una figura di vigilanza.

 

Dovevamo fare qualcosa - racconta la Professoressa Monica Conzatti, referente d’istituto per il bullismo e cyberbullismo - dovevamo dare ai ragazzi un contesto di riferimento chiaro al quale attenersi per potersi muovere in sicurezza e sapere cosa fare in queste situazioni. Abbiamo deciso così di creare uno spazio dove tutto questo potesse trovare forma e condivisone”. L’Istituto Don Milani ha quindi pensato di seguire la strada della certificazione delle azioni di sensibilizzazione e informazione rivolte a ragazzi e genitori sul tema, al fine di dargli un organico punto di riferimento: la UNI/PrD 42:2018 ossia la “certificazione antibullismo” dal valore internazionale e legale.

 

“L’intento della scuola, e della certificazione, è quello di contenere le possibilità che si verifichino casi di bullismo, agendo soprattutto tramite la prevenzione: caposaldo di qualsiasi approccio”, commenta Conzatti. L’adozione della prassi di riferimento è infatti importante per individuare i rischi ai quali i minori sono esposti ed assicurare una gestione operativa in grado di eliminarli o ridurli, con l’obiettivo ultimo di intercettare e vigilare soprattutto in quelle zone d’ombra, come i bagni, gli spogliatoi o lo stesso internet.

 

Il regolamento posto così in essere risulta comprensivo di una serie di strumenti utili alla lotta al bullismo fisico e virtuale, come il piano della formazione destinata a insegnanti, studenti e genitori, la scheda di segnalazione attraverso la quale i ragazzi possono denunciare l’evento in forma anonima e l’istituzione di una commissione antibullismo, composta da studenti, genitori, docenti così come da rappresentanti legali, psiocologi e animatori digitali, chiamata a decidere le linee d’azione che poi saranno rese operative da un altro gruppo scolastico, l'Omsillub.

 

Non ci aspettavamo un risultato del genere - sottolinea ancora la referente antibullismo - avevamo lavorato bene, ma senza poter attingere ad alcun esempio pratico, ci aspettavamo qualche difformità. Questo risultato invece ci riempie di orgoglio, sperando possa essere presto una premessa per future scuole che decideranno di intraprendere questa strada, affinché si possa ancor condividere nuove possibilità”.

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