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I bambini passano sempre più tempo davanti a pc e smartphone, le scuole si uniscono contro bullismo e cyberbullismo

Nell'ultimo anno è aumentato considerevolmente il tempo trascorso da bambini e ragazzi davanti a computer e cellulari, così come il rischio che si verifichino comportamenti violenti come bullismo e la sua variante tecnologica, il cyber bullismo. Bisesti: "Le scuole e le istituzioni devono attivarsi tutte insieme per promuovere la presa di coscienza e l'assunzione di responsabilità"

Di Laura Gaggioli - 07 February 2021 - 18:53

TRENTO. A seguito di un anno in cui i bambini e i giovani, a causa della pandemia, hanno trascorso online un numero elevato di ore per continuare a studiare e socializzare, sono molte le notizie di cronaca che hanno riportato le sofferenze indotte da questa nuova dimensione, alcune fatali. Il cyber bullismo, la parte ancora più infida del bullismo, rischia così di diventare il protagonista della vita di adolescenti e bambini. Il 7 febbraio, nella Giornata nazionale dedicata alla lotta contro questi comportamenti violenti, sono molte le iniziative rivolte ai giovani, un lavoro per coinvolgere contemporaneamente vittime, carnefici, famiglie, scuola e pari.

 

I dati dei sondaggi sono allarmanti: un ragazzo su quattro, in Italia, tra gli 11 e i 17 anni è stato coinvolto almeno una volta in un episodio di bullismo. Ma a preoccupare è soprattutto l’abbassamento dell’età media del bullo: prima aveva dai 14 ai 16 anni, ora si inizia già tra i 7 e gli 8 anni

 

“Le scuole di ogni ordine e grado e istituzioni devono attivarsi tutte insieme per promuovere attività di sensibilizzazione che favoriscano la presa di coscienza e l'assunzione di responsabilità da parte di tutte le componenti scolastiche - commenta l'assessore provinciale all'istruzione, università e cultura, Mirko Bisesti - solo così possiamo essere incisivi nella prevenzione di bullismo e cyberbullismo. Intervenire tempestivamente è molto importante - spiega poi l'assessore - agendo contemporaneamente sia sulla vittima sia sul bullo perché sono entrambi espressioni di un profondo disagio affettivo e relazionale, tenendo presente anche i testimoni, coloro che sono a conoscenza e non intervengono, incentivando i ragazzi a non lasciare soli i loro compagni vittime di questa violenza”. 

 

Nessun adolescente può infatti affrontare e risolvere il problema del cyberbullismo da solo, per questo il ruolo della scuola, dove sono diffuse competenze e sensibilità idonee, è cruciale per la lotta a un fenomeno così pervasivo e nascosto. Ne è un esempio il Don Milani di Rovereto, primo Istituto in Trentino e tra i primi a livello nazionale ad aver conseguito la certificazione antibullismo (Qui articolo).

 

“Quest’anno è il primo anno in cui il Nodo Blu contro il Bullismo si intreccia con la nostra certificazione - commenta Monica Conzatti, referente dell’Istituto - il gruppo di lavoro prevenzione e contrasto al bullismo e al cyberbullismo si è attivato nei giorni scorsi disseminando formazione e coinvolgendo tutti gli studenti nella realizzazione di video, pubblicità progresso, laboratori dedicati alla tematica del bullismo. Tanti anche i ragazzi che hanno indossato braccialetti e coccarde create da loro stessi con il simbolo della lotta nazionale delle scuole italiane contro il bullismo, il Nodo Blu appunto. E perché l’impegno della scuola non si esaurisca in una sola giornata di sensibilizzazione, l’Istituto ha poi in calendario altri incontri formativi con esperti in cyberbullismo e dipendenze tecnologiche, trattando anche il mondo dei nuovi lavori offerti dal web come l’influencer".

 

"Il nodo blu, simbolo di questa campagna nazionale - prosegue infine l'assessore - vuole rappresentare proprio la responsabilità condivisa e l’alleanza tra le varie agenzie educative nella lotta contro il fenomeno del bullismo".

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