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Mattarella ricorda Chiara Lubich (VIDEO): “Si può essere molto forti pur essendo miti e aperti alle buone ragioni degli altri”

Trento abbraccia il presidente della Repubblica, oltre 20mila persone collegate per ascoltare l’intervento del capo dello stato: “Il carisma dell’unità si traduce in fraternità verso tutti, senza pregiudizi né barriere, fraternità come valore universale”

Di Tiziano Grottolo - 25 gennaio 2020 - 20:22

TRENTO. La vita di Chiara Lubich narrata dalle testimonianze di chi l’ha conosciuta o da chi ne ha apprezzato gli insegnamenti, un po’ come se ognuno aggiungesse un pezzo di legno per alimentare il grande focolare. Così sul palco del centro Mariapoli dedicato proprio alla fondatrice del movimento dei focolari si sono alternate varie personalità, avvocati musicisti, imprenditori e politici passando per quello che forse è stato l’intervento più atteso, benché non fosse scontato, quello del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

 

“Il radicalismo del dialogo, l’infaticabilità del confronto con l’altro, senza pregiudizi e senza barriere, alla ricerca di una verità che sembra lontana: sono questi i grandi insegnamenti di Chiara Lubich che possono ispirare il nostro agire politico”, ha detto il vicepresidente del Consiglio Alessandro Olivi.

 

La giornata si è aperta con l’esibizione del coro della Sat a tirare le fila l’attore di origini cubane Arnaldo Galbàn Rivero, sotto la regia di Fernando Muraca si sono alternati gli interventi del sindaco di Trento Alessandro Andreatta: “Nell'immediato dopoguerra, quando i cittadini d'Europa non avevano ancora smesso di chiamarsi nemici l'un l'altro, Chiara Lubich seppe guardare oltre i confini, le barriere politiche e linguistiche, le macerie della violenza e della vendetta, dei torti e dei risentimenti”, ha ricordato il primo cittadino.  

 

 

Subito dopo il sindaco è intervenuto il presidente della Pat Maurizio Fugatti: “Chiara Lubich esprime al meglio i valori della comunità trentina, la forza di volontà della gente di montagna, l’impegno verso i più deboli, alla base del movimento cooperativo fondato da Don Guetti e la ricerca costante del dialogo, tipico di una terra di confine, queste le caratteristiche che hanno segnato la vita di Chiara Lubich, frutto di un patrimonio di esperienze che vivono e sono parte integrante della nostra comunità”.

 

Sono seguite le testimonianze dell’avvocatessa americana Amy Uelmen con la sorella musicista Nancy, dell’imprenditore slovacco Stanislav Lencz, dell’imprenditore di Singapore Lawrence Chang, dei medici congolesi Arthur Ngoi e Florence Mwanabute, dell’insegnante trentina Stella Bozzarelli. Quest’ultima, accompagnata da due suoi alunni, ha raccontato la nascita, quasi 20 anni fa, all’indomani dell’attentato alle torri gemelle, di un progetto di pace. Con la collaborazione dell’ex sindaco di Trento Alberto Pacher, presente all'evento di oggi, che allora rispose alla richiesta di dialogo di un bambino di otto anni, fu avviato un percorso di ricerca che diede il via a Trento a tantissime iniziative di impegno, di riflessione e di festa, all’insegna della pace.

 

Il vescovo di Trento monsignor Lauro Tisi ha evidenziato il messaggio di attualità della Lubich, che sta nella percezione dell’altro come regalo, come promessa e come opportunità: “Se oggi il carisma di Chiara abbraccia l’umanità intera – ha notato – lo dobbiamo al vescovo di Trento che seppe proteggerla e riconoscere in lei la mano di Dio”.

 

In conclusione ha preso parola Maria Voce la Presidente del Movimento dei Focolari: “Il mio compito di presidente è stato mettermi al servizio di questa realtà. Una unità che in questi anni è cresciuta e che è fonte di una grande gioia. Chiara aveva previsto questo tempo e ci aveva da sempre rassicurati che tutto sarebbe andato bene”. La presidente del Movimento dei Focolari, rispondendo a una domanda ha aggiunto: “Avverto, spesso, impellente il desiderio di rimettere a fuoco il nostro unico obiettivo, unico per tutti: vivere e agire per costruire un mondo diverso da quello in cui siamo, un mondo unito. Chiara l’ha fatto giorno per giorno, tessendo relazioni con tutte le persone che ha incontrato, senza lasciarsi fermare da alcuna differenza di cultura, religione, sesso, etnia, età, perché era convinta che Dio è Padre di tutti e che quindi tutti gli uomini e tutte le donne sono fratelli e sorelle”.

 

 

Infine, dulcis in fundo verrebbe da dire, è stato lo stesso capo dello stato ad intervenire richiamando il carisma dell’unità, uno dei tratti fondamentali della personalità di Chiara Lubich, che seppe trasmettere il segno inconfondibile della fede riverberato nei comportamenti quotidiani e sociali: “Unità che si traduce in fraternità verso tutti, senza pregiudizi né barriere, fraternità come valore universale”.

 

Il presidente si è reso protagonista di un appassionato intervento che ha scaldato gli oltre 400 presenti in sala e i circa 20mila utenti collegati in streaming: “Orgoglio trentino, Lubich ebbe la capacità di trasmettere il proprio carisma e l’efficacia dei suoi insegnamenti: si può essere forti pur essendo miti e in verità soltanto così si è veramente forti”, questo l’insegnamento di Chiara Lubich nelle parole di Mattarella, che coglie l’invito di Maria Voce “all’estremismo del dialogo”.

 

Dopo aver partecipato alle celebrazioni per il centenario della nascita di Chiara Lubich a Mariapolis, il presidente ha voluto rendere omaggio alla memoria dello statista trentino accompagnato dalla figlia di De Gasperi, Maria Romana, dal sindaco Alessandro Andreatta e dal commissario di Governo Sandro Lombardi. Al termine della visita all’esposizione dedicata ad Alcide Degasperi, il Sindaco ha consegnato al Presidente l’Aquila di San Venceslao. Ad attendere, all’esterno di Palazzo Thun, una piccola folla di persone che ha applaudito con affetto il Presidente facendogli sentire il caloroso abbraccio del capoluogo trentino.

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