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Passeggiare con il cane o accudire gli animali nei rifugi. Enpa offre il suo vademecum per gli animali ai tempi del Coronavirus

Sono diverse le questioni che interessano i padroni di animali domestici e i volontari animalisti, a seguito delle disposizioni emesse dalla presidenza del Consiglio per evitare la trasmissione del contagio. Sì alle passeggiate con il cane e alle visite ai rifugi, a patto che si rispettino le norme

Di Davide Leveghi - 11 marzo 2020 - 11:20

TRENTO. Posso portare fuori il cane? Lavoro in un rifugio per gatti fuori dal mio Comune, posso andare ad accudirli? Anche nei rapporti con gli animali le nuove disposizioni per evitare il contagio impongono restrizioni per i comportamenti. Per questo Enpa, l'Ente nazionale per la protezione degli animali, ha pubblicato un vademecum, corredandolo con una serie di informazioni tese a “sconfessare” alcune false notizie rilanciate sui social.

 

L'associazione animalista si prodiga innanzitutto a smentire delle bufale diffuse. Tra queste quella dell'abbandono di numerosi animali domestici. “E' bene dirlo subito e con chiarezza – scrive perentorio il comunicato di Enpa – si tratta di fake news, bufale senza fondamento, che mirano solo a dare un po' di visibilità a novelli arruffapopoli, e che, purtroppo persone disinformate rilanciano sui social”.

 

Tra le fake “sconfessate categoricamente” dall'associazione c'è quella della trasmissione del virus attraverso gli animali. Come ribadito anche dal Ministero della Salute (vedi punto 9), “gli animali da compagnia non diffondono il nuovo coronavirus”. Anzi, in giornate come quelle che stiamo vivendo attualmente – spiega Enpa – gli animali possono darci un sostegno importante, per superare lo stress di una situazione inattesa e complicata, grazie alla loro presenza, ed anche perché gli impegni nei loro confronti ci permettono di non perdere di vista la normalità del vivere. Oltre ai più diffusi cani e gatti, parliamo di tutti gli animali: compresi ovviamente quelli che vivono liberi oppure stanno in un rifugio e centro di recupero, ai quali non bisogna far mancare la necessaria assistenza”.

 

 

L'associazione invita quindi a rispettare le regole per la tutela della salute, di umani e non, chiaramente. “Mantenere la distanza di sicurezza, provvedere alla pulizia accurata e continua delle mani, fare attenzione a non portarsi le mani alla bocca, al naso e agli occhi, evitare le strette di mano e gli abbracci tra le persone”, sono pertanto indicazioni ripetute anche dall'Enpa che poi, più nel dettaglio, arriva a rispondere a legittimi dubbi sul rapporto tra uomini e animali.

 

Tra le questioni che sollevano più interrogativi nella popolazione c'è sicuramente quella relativa al poter uscire o meno a portare il cane a fare i propri bisogni. La risposta a riguardo è positiva, a patto che si rimanga all'interno del proprio Comune di residenza. Attenzione a non travalicarlo, perché in tal caso, se fermati dalle forze dell'ordine, si rischia una sanzione, non essendo questa una delle tre motivazioni di comprovata esigenza stabilite dal Dpcm (esigenze mediche, lavorative o inderogabili necessità).

 

“Fare una passeggiata con il proprio cane è necessario per il suo benessere e fa bene anche a noi – scrive Enpa – sia a livello fisico che emotivo. È un'attenzione al 'bene salute' umano e animale. Sempre stando attenti alle prescrizioni mediche”.

 

“Sono una gattara e accudisco una colonia felina in un Comune diverso da quello di residenza. Posso continuare a farlo?”. La risposta di Enpa a riguardo è ancora positiva, essendo la “gattara” autorizzata a continuare ad occuparsi della sua colonia felina in quanto la circostanza è uno 'stato di necessità'. I gatti, infatti, sono tutelati dalla legge e non verrebbero adeguatamente accuditi e alimentati laddove non ci fosse l'assistenza. Nell'eventualità di abbandono si sposterebbero dalla colonia, creando un problema sanitario. L'autocertificazione diviene dunque necessaria per tutte quelle persone che si occupano delle colonie.

 

Attenzione! - aggiunge poi Enpa – alcune prefetture richiedono la dichiarazione dell'Ente o dell'associazione di appartenenza, oppure il modulo Asl di assegnazione diretta e nominativa della colonia felina”.

 

In generale il volontariato per gli animali risulta dunque sottoposto alle limitazioni di spostamento. Solo in caso di stretta necessità per le bestie, dunque, gli spostamenti saranno possibili a patto che si compili l'autocertificazione (dichiarazione dello stato di necessità).

 

Le adozioni di animali nei rifugi sono sospese? No, e a garantirlo, dice Enpa, è il Ministero della Salute “a proposito delle prestazioni differibili e indifferibili”. L'adozione in ogni caso rimane sottoposta ai vincoli di spostamento, ma non è né vietata né sospesa. Il tutto sempre nel rispetto delle precauzioni da osservare; telefonare alla struttura prima di recarvisi viene indicata come misura consigliabile.

 

Posso segnalare un animale vagante ferito o in difficoltà? “Si deve segnalare! - afferma Enpa – per il Ministero della Salute, il soccorso e il recupero di animali vaganti o feriti è una prestazione 'indifferibile'”. L'animale va quindi segnalato alla polizia municipale del luogo.

 

Ultima ma non meno importante questione è quella relativa al cibo per gli animali. Niente paura: essendo garantita la circolazione delle merci e la loro produzione, il pet food sarà disponibile nei negozi, rimasti aperti secondo i nuovi orari stabiliti dalle disposizioni del Dpcm.

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