Contenuto sponsorizzato

San Valentino di riflessione e mobilitazione, tra flash mob in piazza e un convegno sulla conflittualità in famiglia

Diverse le iniziative in occasione del Giorno degli innamorati. In piazza Duomo il collettivo V-Day organizza per l'ottavo anno di seguito un flash mob per protestare contro la violenza di genere. Comincia nell'Aula Kessler a sociologia, invece, il seminario sulla genitorialità aperto agli assistenti sociali

Pubblicato il - 12 febbraio 2020 - 13:31

TRENTO. In vista della giornata degli innamorati, Trento e le sue istituzioni ospiteranno diverse iniziative ad hoc. Tra le feste e gli eventi – che sicuramente non mancheranno – ci saranno però anche momenti di riflessione. La violenza di genere, infatti, continua a rappresentare anche nella nostra piccola realtà provinciale un problema decisivo. A poco meno di un mese dalla Giornata della donna, conflittualità in famiglia e femminismo saranno al centro di due iniziative di diverso segno ma dalla finalità analoga: costruire un futuro di rispetto e uguaglianza tra i generi.

 

In piazza Duomo, venerdì 14 febbraio, la Rete V-Day Trento organizza per l'ottavo anno consecutivo un flash mob in concomitanza con la mobilitazione globale One Billion Rising. Alle ore 17.30 la cittadinanza è invitata a riunirsi per dire assieme ad oltre 200 Paesi nel mondo “Basta a ogni violenza contro le donne e le bambine”.

 

“Un comportamento che è violento – affermano le organizzatrici – criminale, possessivo e umiliante non può essere spacciato per sentimento, perché è un impulso dell'animo che amore non può essere, mai”. Per le donne che ogni anno subiscono violenza o che sono vittime almeno una volta nella vita di atteggiamenti violenti, la mobilitazione globale punta a riunire un miliardo di persone.

 

Non a caso l'evento è chiamato “One Billion Rising”. “OBR è un'unica voce – continuano nel comunicato che richiama alla partecipazione alla manifestazione di piazza Duomo – di un miliardo di corpi che nella settimana di san Valentino sono insieme nelle piazze, nelle strade, nelle scuole, ovunque in tutto il mondo a manifestare contro ogni violenza sulle donne e le bambine. È la più grande azione mondiale di massa nella storia umana: una forza creativa e artistica, pacifica ma determinata per far sentire il proprio enorme e imperituro rifiuto alle discriminazioni”.

 

“Le parole possono rendere migliore il mondo, ma i numeri sono una drammatica esistenza. E nella violenza maschile contro le donne, la cosiddetta 'violenza domestica' ha dimensioni inquietanti, sia per i numeri sia per gli effetti. La 'violenza domestica' è una violenza di fiducia, a sottolineare la relazione in essere tra la donna che la subisce e l’uomo maltrattante, un uomo che ha le chiavi di casa: è una violenza fisica, sessuale, psicologica o economica all'interno dell'unità domestica, in un

clima di tensione e di paura che si sviluppa gradualmente e che, dopo la nascita di figlie e figli, comprende anche la cosiddetta 'violenza assistita' da costoro che sono testimoni di un rapporto di dominio e di controllo. La 'violenza domestica' non va confusa con una lite familiare: le parole sono importanti e devono mostrare lo squilibrio tra i generi. Una cultura crea, mantiene e trasmette i propri stereotipi attraverso il linguaggio e le immagini, con cui fa una costruzione sociale della realtà.”

 

Partendo dal linguaggio, dunque, V-Day propone per quest’anno la parola “solidarietà”, per “sensibilizzare le persone e le istituzioni sull’importanza e la professionalità dei Centri Antiviolenza, che accolgono e possono restituire una vita alle donne vittime di violenza, spazi e tempi indispensabili da sostenere e garantire nella loro continuità”. Accanto a questa parola, il motto sarà: “Se io non ci sto, tu non prendertela”.

 

Accanto a questa iniziativa, l'Università di Trento organizzerà invece nella sede di sociologia un seminario dal titolo “Mamme e papà in conflitto. Costruzioni di genitorialità su terreni incerti”, progetto di collaborazione tra l'ateneo trentino e dei gruppi di ricerca delle università di Bolzano, Calabria e Trieste. Nato dal progetto di ricerca COPInG, il seminario punta ad aiutare gli/le assistenti sociali a confrontarsi con modelli familiari sempre più precari e fluidi, messi alla prova in un contesto sociale instabile e in rapido cambiamento.

 

Per questo l'evento sarà sostenuto dal Consiglio nazionale dell'Ordine degli assistenti sociali e dalla Fondazione nazionale assistenti sociali. Situazioni di povertà, precarietà lavorativa, pressioni sociali, e così via possono infatti sfociare in rapporti ad alta conflittualità. Gli assistenti necessitano per questo nuovi strumenti di lettura della realtà, con percorsi formativi aggiornati che partano da un principio preciso: dare voce a tutti, anche ai genitori.

 

Di questo si occupa il progetto COPInG (Constructions of parenting on insecure grounds), che nella sede dell'Aula Kessler del Palazzo di Sociologia, in via Verdi 26, comincerà venerdì 14 febbraio alle 9 un suo percorso di formazione dedicato agli specialisti.

 

“Viviamo in un’epoca in cui si assiste all’affermazione di un modello di genitorialità estremamente performante - spiega Silvia Fargion, professoressa ordinaria al Dipartimento di psicologia e scienze cognitive di UniTrento - i genitori sono sottoposti a un continuo confronto con modelli di virtù, pazienza, costante disponibilità al dialogo, positività, che sono davvero difficili da fare corrispondere alla realtà. Questa sistematica drammatizzazione delle mancanze genitoriali è evidente ogni giorno nella 'società della perfezione', nella comunicazione che arriva ancora più aggressiva attraverso internet e i social network. Un’idea astratta che finisce per essere molto giudicante e che crea frustrazione nelle mamme e nei papà. E che in caso di conflittualità diventa ancora più evidente”.

 

L'ascolto dei genitori è pertanto il punto di partenza del progetto COPInG. La consulenza su misura e la personalizzazione la risposta specifica. I dati saranno raccolti così attraverso interviste narrative a circa 200 genitori e a 50 assistenti sociali coinvolti negli interventi con le famiglie. Le prime rilevazioni verranno discusse nel seminario a Sociologia.

 

Lo studio propone un'analisi del contesto, del quadro politico e culturale in cui queste dinamiche destabilizzanti hanno luogo. Da qui si parlerà di “professionalizzazione della genitorialità” e di “intensive parenting”. “L’‘intensive parenting’ – spiega Fargion – è fortemente radicato nella cultura e nelle risorse delle classi medie e la ricerca ha spesso ignorato la prospettiva dei genitori, in particolare in relazione a situazioni di vulnerabilità e/o di sfida. Con il nostro progetto vogliamo aiutare i genitori attraverso gli/le assistenti sociali a superare il senso di inadeguatezza e a trovare soluzioni originali e personali ai propri problemi di conflittualità”.

 

Al progetto collabora un gruppo di ricerca interdisciplinare e interateneo con competenze specifiche e diversificate. L'unità di ricerca dell’Università di Trento, coordinata dalla professoressa Silvia Fargion affronta i temi legati all’alta conflittualità. Di migrazioni forzate si occupa il gruppo di ricerca dell’Università della Calabria del professor Alessandro Sicora, di genitorialità LGBTQ il professor Urban Nothdurfter della Libera Università di Bolzano e di povertà il gruppo di ricerca dell’Università di Trieste con il professor Luigi Gui.

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 20 febbraio 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

23 febbraio - 18:00

Gli aggiornamenti dopo una giornata di incontri e confronti. Fugatti spiega che ci sono stati i primi tre casi in provincia. Ora stanno rientrando in Lombardia

23 febbraio - 18:58

Solo tre settimane fa in quel punto Emanuele Rastelli era scivolato in un canalone per circa 300 metri. Questa volta è successo a un'altro escursionista. A dare l'allarme altri turisti che non hanno visto rientrare l'uomo al pullman 

23 febbraio - 15:55

Da lunedì 24 febbraio, per una settimana, tutti gli uffici e le sedi produttive di Lombardia, Emilia, Veneto, Trentino e Piemonte saranno chiuse per consentire gli interventi di disinfestazione. I sindacati: “Bene il riguardo per la salute, ma decisione senza preavviso, molti lavoratori non sanno nulla”

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato