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Storo, vandalizzate le opere realizzate dai giovani dell’oratorio contro le discriminazioni razziali

Gli autori delle opere: “Nonostante il nostro grande rammarico abbiamo comunque deciso di riesporre la medesima installazione perché crediamo fermamente nell’obiettivo di questo progetto, desideriamo eliminare sentimenti di divisione e giudizio, come può essere ogni discriminazione razziale”

Di Tiziano Grottolo - 03 gennaio 2020 - 13:14

STORO. “Arbeit macht frei” e “Non siamo responsabili di ciò che è accaduto ma di quello che potrebbe accadere” installazioni che fanno parte del progetto “Scolpire nel cuore-Passo dopo passo per un futuro più libero” e che sono realizzate dai ragazzi dell’oratorio di Storo.

 

Nei giorni scorsi però qualcuno ha deciso di celebrare la propria ignoranza impegnandosi per imbrattare le opere, in particolare sopra alla scritta “Arbeit macht frei”, che ricorda la frase tristemente famosa che troneggiava all’ingresso del campo di concentramento di Auschwitz, ne è stata aggiunta un’altra in vernice rossa “Gulag”.

 

Un modo, forse per voler rimarcare che anche l’Unione sovietica ha avuto i suoi campi di lavoro forzato, oppure un espediente per rimarcare una supposta vicinanza fra due regimi totalitari ma in fin dei conti una scelta del tutto fuori contesto. Perfino ironica in un certo senso, dal momento che furono proprio i sovietici a liberare il campo di concentramento di Auschwitz.

 

 

Ma probabilmente qui la storia non c’entra, azioni del genere ricordano piuttosto lo strisciante antisemitismo che ancora esiste in alcuni circoli culturali spesso legati all’estrema destra. “Altri atti vandalici erano avvenuti nei giorni precedenti e pertanto era stata aggiunta una descrizione esplicativa per chiarire il fine apolitico del cartello, volto a contrastare ogni forma di privazione delle libertà” spiegano dall’oratorio ma a quanto pare ciò non ha fermato i vandali.

 

Ad ogni modo la risposta migliore arriva dagli stessi ragazzi dell’oratorio: “Nonostante il nostro grande rammarico abbiamo comunque deciso di riesporre la medesima installazione perché crediamo fermamente nell’obiettivo di questo progetto, con l’appoggio del Piano giovani di zona e desideriamo eliminare sentimenti di divisione e giudizio, come può essere ogni discriminazione razziale”.

 

Pertanto nel paese sarà ancora possibile trovare i pannelli che raccolgono frasi e pensieri, rielaborati dopo la visita al capo di concentramento di Dachau, un modo alternativo di “fare memoria per non dimenticare”.

 

Sulla questione è intervenuta anche la sezione Anpi-Valli Giudicarie Adamello Collini stigmatizzando il continuo ripetersi di episodi che vogliono cancellare o comunque sminuire le più brutte pagine della nostra storia che hanno segnato di sangue e di violenza sopraffatrice il cosiddetto secolo breve.  A questo proposito richiama l’attenzione delle forze politiche democratiche, delle istituzioni e in generale di ogni cittadino che abbia a cuore il supremo valore della libertà e della democrazia, a vigilare e ad impegnarsi perché certe ideologie portatrici di violenza e di razzismo non abbiano a prosperare e contaminare la nostra cultura.

 

L'Anpi si rende anche disponibile ad incontrare il gruppo di giovani dell’oratorio per dialogare sui temi dell’antifascismo e dei valori espressi dalla nostra carta costituzionale, nata dalla Resistenza. “Non si devono sottovalutare segnali come questi, perché la libertà non ci è data una volta per sempre, ma va continuamente conquistata e difesa”, concludono i partigiani.

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