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Trentino - Alto Adige regione d'Italia più interessata alla mobilità green. Dopo il Coronavirus "impennata" di biciclette e monopattini per le strade

La ricerca svolta da Weborama ha fotografato l'interessamento dei cittadini alla mobilità green in un'Italia post emergenza sanitaria. Sono stati presi in considerazione diversi fattori, tra cui la tendenza dei cittadini verso la transizione ecologica e l'interesse per bici, monopattini, bonus mobilità e vehicle sharing

Di Lucia Brunello - 22 luglio 2020 - 11:50

TRENTO. A partire da giugno, con la riapertura nazionale delle attività commerciali, dei luoghi di lavoro e con la possibilità di poter nuovamente circolare liberamente, gli italiani si sono chiesti quali mezzi di trasporto scegliere per spostarsi senza dover rinunciare alla sicurezza e al distanziamento.

 

Non c'è dubbio che l'emergenza Coronavirus abbia cambiato la mobilità pubblica e privata in tutto il mondo: il servizio di treni, autobus e metropolitane è stato radicalmente modificato, riducendo la capienza massima delle vetture, le amministrazioni hanno creato nuove piste ciclabili, la viabilità delle città è stata modificata per lasciare spazio alle attività di ristorazione all’aperto e molti cittadini hanno optato per un mezzo privato alternativo, il tutto per garantire il distanziamento sociale e il rispetto delle norme vigenti.

 

I risultati emersi da delle analisi svolte da Data Science Weborama, mostrano come la tendenza verso la transizione ecologica sia ormai radicata nella mente degli italiani e sia stata solo leggermente rallentata dall’emergenza sanitaria e dal confinamento. Infatti, la percentuale di popolazione che all’inizio dell’anno risultava interessata all’ecologia e alla mobilità a basso impatto era sensibilmente maggiore rispetto alla primavera 2019, salvo poi registrare una caduta in picchiata a partire dalla settimana del 24 febbraio, complici una conversazione pubblica monopolizzata dal tema della pandemia e dall’effetto psicologico di una minaccia nuova ed immediata che ha per qualche tempo spento l’interesse verso tutte le questioni non direttamente legate all’emergenza in corso.

 

Già dalla metà di marzo 2020, però, la tendenza si è invertita ed è iniziata una lenta ma decisa crescita che è culminata con le riaperture della cosiddetta Fase 3, a giugno, quando la percentuale di popolazione sensibile a questi temi è arrivata a raddoppiare rispetto ai primi mesi dell’anno.

 

Sempre secondo la ricerca condotta da Weborama, nel 2019 poco più del 5% della popolazione italiana risultava interessata al tema della mobilità dolce e a basso impatto. Nel maggio del 2020 la percentuale è salita al 15%, complici forse il bonus mobilità istituito dal Governo e l’arrivo della bella stagione.

 

Grazie agli strumenti della Data Science Company è stato possibile anche individuare le aree geografiche in cui si è registrata questa impennata in relazione a tre categorie: mobilità dolce, incentivi mobilità e vehicle sharing. Per quanto riguarda il Trentino - Alto Adige, infatti, la Provincia Autonoma di Trento registra un interesse per i mezzi di mobilità dolce del 4.3%, in merito al bonus mobilità il dato della popolazione interessata è dello 0.8% mentre per i servizi di sharing è pari allo 0.07%. Salgono i numeri per la Provincia Autonoma di Bolzano, con il 4.6% di interesse da parte dei cittadini per la mobilità dolce e l’1.1% per gli incentivi, lo sharing registra invece lo 0.2%.

 

Tenendo conto di una media nazionale dell’1,5%, la regione del Trentino-Alto Adige in merito al tema della mobilità dolce (biciclette a pedalata assistita e monopattini elettrici), supera largamente l’interesse nazionale e registra il 2% di abitanti della regione interessati all’argomento, conquistando il primo posto in classifica su venti regioni.

 

Per quanto riguarda il bonus mobilità, con un dato medio nazionale dello 0.5%, il Trentino-Alto Adige mostra un interesse leggermente più alto della media italiana attestandosi in classifica al quinto posto con lo 0.6%. Invece, per i servizi di vehicle sharing siano essi dedicati a auto, biciclette, monopattini e scooter, il dato mostra un interesse ancora molto basso in tutta la penisola, ad eccezione delle aree cittadine in cui i servizi di sharing sono già attivi e sono entrati nella quotidianità degli utenti. Nello specifico, la regione del Trentino-Alto Adige registra un altro primo posto con un tasso di interesse dello 0.17%.

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