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Bonus bici: a Trento esaurito in 2 giorni il budget di 600 mila euro messo a disposizione dalla Provincia mentre in Emilia-Romagna si parla di 50 euro al mese per chi va al lavoro in bicicletta

E' esaurito in poco più di 24 ore il budget di 1 milione per tutto il territorio messo a disposizione dalla Provincia di Trento per l'acquisto agevolato di una bicicletta. Un successo inaspettato che ora fa i conti con la grandissima richiesta e che mette in luce l'interesse dei cittadini nel rendere la città più green. Intanto in Emilia-Romagna, oltre al bonus bicicletta, si parla di incentivi fino a un massimo di 50 euro al mese, destinati ai lavoratori che scelgono le due ruote per andare al lavoro 

Di Lucia Brunello - 28 maggio 2020 - 19:55

TRENTO. Con la fase-2 si riparte e con questa anche uno spirito green rinnovato. O almeno questo è l'intento, vista l'attenzione che in queste settimane si sta ponendo in ottica di mobilità sostenibile. Del resto i mesi di lockdown sono stati l'esempio concreto di quanto una riduzione significativa della circolazione di automobili, moto, navi e aerei possa avere un effetto chiave sulla diminuzione dell'inquinamento e sul benessere del pianeta, che in molte immagini abbiamo visto quasi tornare a "respirare".

 

Rimanendo però con i piedi sulla terra ferma, una delle proposte più diffuse (e discusse) del momento riguarda il Bonus Bicicletta. Si tratta di un contributo pari al 60% della spesa sostenuta (ma comunque in misura non superiore a 500 euro) fruibile da tutti i cittadini maggiorenni che risiedono in un capoluogo di Provincia o comunque in città con una popolazione superiore ai 50 mila abitanti, valido già dal 4 maggio e disponibile fino al 31 dicembre 2020.

 

Un provvedimento che di certo suona come un buon punto di partenza che punta sulla prospettiva di incentivare la mobilità alternativa, e che ha visto luce anche in Trentino. Il bonus in Italia è stato ben accolto, tanto che per il corrente mese di maggio sono attese vendite record con una crescita stimata del 60% (come riporta il sito gazzetta.it).

 

Anche nella città di Trento l'entusiasmo dei cittadini è stato molto, tanto che nel primo giorno utile per richiedere il bonus sono stati oltre 700 a farlo. Una corsa che ha premiato i più svelti, ma che ha danneggiato tutti gli altri, considerato che, nel giro di due giorni, il budget messo a disposizione dalla Provincia è esaurito. Il giorno 18 maggio, infatti, il sistema online di richiesta era stato chiuso alle ore 12 e negli altri comuni interessati dal contributo (Pergine, Rovereto, Riva del Garda ed Arco), il budget assegnato è andato esaurito in poche ore. 1 milione di euro "polverizzato" dalla grandissima richiesta dei cittadini, di cui 600 mila euro destinati Trento, 200 mila a Rovereto, 80 mila euro a Pergine Valsugana, 60 mila euro a Riva del Garda e 60 mila euro ad Arco.

 

Fatto, questo, subito criticato dai Verdi del Trentino, che inoltre hanno giudicato il provvedimento come mero "aperitivo", frutto di un momento di emergenza e non di una scelta politica strutturata e lungimirante. “Il Bonus bici si è esaurito nel giro di poche ore - scrivono in comunicato stampa - rendendo evidente a tutti come le risorse messe a disposizione siano state insufficienti. I cittadini hanno risposto in tanti, dimostrando di essere pronti al cambiamento, ma la giunta, il motore politico del nostro territorio, ha messo i freni. Tali risorse dovrebbero esser riconosciute non solo una tantum, ma costantemente, e non solo a lavoratori, ma anche agli studenti delle scuole superiori e ai pensionati”.

 

Un esempio concreto di proposta efficace, invece, ci arriva proprio queste ore dall'Emilia-Romagna. La Regione sta infatti lavorando per mettere a disposizione, dal via della fase-3, 3,3 milioni di euro di risorse per incentivare, con interventi strutturali, l'uso della bicicletta nelle città, oltre ad allargare (compresi i comuni con meno di 50 mila abitanti) la platea dei beneficiari di contributi statali per le due ruote, indicati nel Decreto Rilancio del Governo.

 

Si tratta questa di una serie di finanziamenti a favore della mobilità alternativa, che trovano il loro culmine nel progetto “Bike to work”: i dipendenti delle aziende emiliane e romagnole avranno infatti la possibilità di ottenere un bonus per ogni chilometro percorso in bicicletta nel tragitto casa-lavoro. Essi otterranno 20 centesimi a chilometro, fino ad un massimo di 50 mensili a persona. Inoltre, verranno disposti fino a 300 euro agli abbonati ferroviari da spendere nell'acquisto di biciclette pieghevoli.

 

“La proposta del Bonus bici è certo un inizio importante e merita un apprezzamento per le buone intenzioni - continuano i Verdi nella loro nota - ma da sole queste non bastano a risolvere le criticità delle nostre città, assediate dal traffico, dalle polveri sottili, dalla carenza  di parcheggi di attestamento, dagli esercenti che dai centri vorrebbero fuggire e dai cittadini delle valli che avrebbero pieno diritto di avere pari opportunità nel muoversi utilizzando la mobilità alternativa, e dunque la bicicletta, per raggiungere i posti di lavoro in loco e spostarsi senza ricorrere necessariamente al mezzo privato. Il bonus, a ben guardare, si rivela essere un provvedimento apprezzabile ma ancora inadeguato e carente”.

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