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Un crowfunding per mettere in mare una nave che soccorre i migranti. "Siamo stanchi di vedere persone morire"

Nella giornata dedicata alla memoria delle vittime in mare, la Fondazione Demarchi ospiterà la presentazione di un'iniziativa per raccogliere fondi a favore dell'acquisto di una nave per soccorrere i migranti. Lanciata dall'associazione ResQ-People Saving People, la campagna di crowfunding verrà presentata in un appuntamento moderato dal direttore dell'Atlante delle guerre Raffaele Crocco

Di Marianna Malpaga - 03 ottobre 2020 - 16:49

TRENTO. Il 3 ottobre del 2013, 368 persone persero la vita nelle acque del Mediterraneo. Erano donne, uomini e bambini che cercavano un futuro migliore in Europa. Quel che accadde scosse la coscienza dell’Italia, tanto che dal 2016 il 3 ottobre è diventata la Giornata nazionale in memoria delle vittime d’immigrazione.

 

Da quel 3 ottobre, però, non è cambiato poi molto: in mare si continua a morire. Unhcr Italia riporta che dal 3 ottobre del 2013 a oggi 20.390 persone hanno perso la vita mentre cercavano di attraversare il Mediterraneo. Solo quest’anno sono morte finora 546 persone. C’è chi non riesce a stare con le mani in mano in situazioni come questa: a fine luglio è nata ResQ – People Saving People, un’associazione milanese che ha come obiettivo quello di acquistare una nave per praticare azioni di salvataggio nel Mediterraneo. “Il progetto – spiegano i membri di ResQ sul loro sito – è stato creato da un piccolo gruppo di amici, professionisti di varia natura che, stanchi di vedere migliaia di migranti morire nel disperato tentativo di attraversare il Mediterraneo cercando per sé e per i propri figli un domani migliore, hanno deciso di rompere il muro dell’indifferenza e provare a mettersi in gioco, con un solo obiettivo chiaro: restare umani”.

 

Questa sera alle 20.45, ResQ presenterà il suo progetto alla Fondazione Franco Demarchi di Trento e lancerà la campagna di crowdfunding per l’acquisto della nave. Saranno presenti il vicepresidente di ResQ Alberto Guariso, l’avvocato Emiliano  Giovine e Paola Covini. Modererà il dibattito il giornalista Rai Raffaele Crocco, direttore dell’Atlante delle Guerre e dei Conflitti del Mondo, che aderisce alla campagna di raccolta fondi di ResQ: parte dei soldi raccolti dalla vendita della nona edizione dell’Atlante, che esce proprio oggi, saranno devoluti al progetto dell’associazione milanese.

 

Salvare la vita di chi è in mare perché sta fuggendo dalla propria miseria, da una guerra, dalle più varie ingiustizie – scrive Crocco in un articolo pubblicato oggi sull’Atlante - non significa essere a favore o contro le migrazioni. Significa semplicemente essere dalla parte di chi ritiene che la vita di un essere umano, di qualsiasi essere umano, valga più di ogni cosa”.

 

La nave che ResQ vuole acquistare con i soldi del crowdfunding è un’imbarcazione lunga 40 metri, con un equipaggio di 10 persone e 9 esponenti della società tra medici, infermieri, soccorritori, mediatori, giornalisti e fotografi. La nave disporrà di due gommoni per assicurare gli avvicinamenti alle imbarcazioni in difficoltà e il salvataggio dei loro passeggeri. È stato scelto il crowdfunding come strumento per finanziare l’imbarcazione perché i promotori dell’iniziativa vogliono “mettere in mare una nave della società civile, una nave di tutti”. L’obiettivo è di raccogliere 600 mila euro.

 

La nave risponderà unicamente alle “leggi del mare e al diritto internazionale, secondo i principi imprescindibili e non negoziabili di umanità, imparzialità, indipendenza e neutralità”. “Vogliamo che diventi un esempio per i popoli di altre nazioni – scrivono i membri di ResQ - sogniamo che ogni Stato europeo segua il nostro esempio e metta in mare altre navi di speranza. Ai nostri Governi, alla nostra Europa, spetta il compito di far salpare progetti concreti di gestione e accoglienza. Sì, vogliamo che sia una nave che salva vite umane. Se lo vuoi anche tu, benvenuto a bordo”.


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