Coperte e sacchi a pelo ma anche smartphone usati e tende: la raccolta di beni che potrebbero salvare la vita ai migranti della Rotta Balcanica
I volontari che raccolgono beni essenziali per i migranti: “Ci muove la voglia di mobilitarci in prima persona per coinvolgere il nostro territorio a favore delle persone che subiscono la violenza delle nostre frontiere”

ROVERETO. Nonostante la propaganda la Rotta balcanica non si è mai fermata. Migliaia di persone in fuga da guerre, fame e cambiamenti climatici continuano ad attraversarla. Questo nonostante le violenze quotidiane perpetrate ai confini dell’Europa (e talvolta persino al suo interno) contro i migranti.
Anche se i riflettori si sono in parte abbassati le persone che provano a entrare nella “fortezza Europa” continuano a essere respinte. In molti vengono bloccati ai confini con la Serbia dove sono sottoposti a vessazioni e devono affrontare le dure condizioni di vita in fatiscenti campi d’accoglienza o in accampamenti di fortuna.
Per questo una rete di associazioni e varie realtà, comprese singole persone, ha deciso di attivarsi per provare a rispondere ai bisogni più impellenti dei migranti bloccati in Serbia. “Grazie alla sinergia di diverse realtà – ricordano i volontari – nel 2020 siamo riusciti a coinvolgere il territorio della Vallagarina, che generosamente ha donato tanto materiale e tanto calore”. Quest’anno si cercherà di replicare la raccolta fatta due anni fa che aveva permesso di riempire tre furgoni di vestiti invernali, poi distribuiti fra i migranti in attesa lungo i confini dell’Ue.
“Abbiamo raccolto l’appello di No Name Kitchen, una delle poche realtà che agisce realmente per sostenere i migranti e permettere la loro sopravvivenza”, sottolineano i volontari. Gli aiuti saranno portati direttamente a Sid in Serbia, nei luoghi in cui sono presenti i volontari e le volontarie di No Name Kitchen. “Ci muove la voglia di mobilitarci in prima persona – dicono i volontari lagarini – per coinvolgere il nostro territorio a favore delle persone che subiscono la violenza delle nostre frontiere”.
Si raccolgono:
- coperte, sacchi a pelo per il freddo;
- smartphone vecchi ma funzionanti (ogni volta che un migrante viene preso dalla polizia di frontiera, oltre alle varie umiliazioni, viene privato del telefono, unico mezzo di orientamento);
- tende da campeggio;
- trattamenti anti-scabbia (negli accampamenti informali di Sid e Velika Kladusa , è uno dei principali problemi a causa del sovraffollamento e le precarie condizioni igieniche) o donazioni.
Saranno attivi 3 punti di raccolta ai seguenti orari e giorni:
- Social Catena (piazzetta Scrinzi 3, Villa Lagarina) tutti i giovedì dalle 19 alle 23;
- Circolo Culturale Cabana (via Campagnole 22, Rovereto) tutti i martedì dalle 19;
- Smart Lab (viale Trento 47/49, Rovereto) tutti i venerdì dalle 9 alle 13.
Infine per chi non riuscisse a portare il materiale nei vari punti di raccolta, si svolgerà una raccolta porta a porta durante la giornata di sabato 22 ottobre (per il ritiro contattare Giovanni 3470316935).


















