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Un post su degli asini maltrattati scatena l'ira sul web ma erano solo malati. Dorigatti (Oipa): "Cose così possono rovinare la vita alle persone"

A seguito di un post su facebook in cui si denunciava il supposto maltrattamento di due asini in un terreno vicino a Rovereto, il tam tam del web ha riversato sul padrone della fattoria odio e insulti. Peccato che le ferite di cui soffrivano gli animali non fossero altro che un tumore che può essere curato solo in autunno, quando le temperature sono inferiori. Ornella Dorigatti (Oipa): "Tenuti molto bene. I nostri volontari fanno la verifica e solo dopo, in caso, denunciano"

Di Davide Leveghi - 26 agosto 2020 - 17:28

ROVERETO. Le foto degli asini con gli occhi insanguinati e una descrizione del recinto come un luogo da film horror avevano fatto il giro del web, scatenando le ire di animalisti e gente comune. Eppure, nel terreno in zona San Giorgio, a Rovereto, nulla di ciò che appariva, terribile e degradante, era vero. C'è voluta una visita dell'Oipa di Trento, l'Organizzazione internazionale per la protezione degli animali, infatti, per rendersi conto che la situazione era ben diversa.

 

Nessun maltrattamento, dunque, bensì alcuni asini malati di un calcinoma all'occhio che a causa del grande caldo non possono essere operati. Eppure, quella denuncia rimbalzata da un gruppo facebook in tutto il web aveva scatenato una vera e propria campagna di odio nei confronti del padrone della fattoria in questione.

 

Scrivo questo post in quanto dopo giorni e giorni di passaggi continui dove sono stati avvisati i vigili urbani della situazione da orecchi cittadini di passaggio per una passeggiata e associazione Animali di Rovereto nessuno si è mosso per poter risolvere una situazione veramente degradante... - si legge nel post – ci sono degli asinelli nelle campagne verso San Giorgio che versano in condizioni pessime, senza acqua e senza mangiare. Un asinello peraltro ha un occhio pieno di sangue che ieri proprio mentre passavo a passeggio con il mio cagnolino gli è scoppiato ed era pieno di sangue. La situazione oggi è la stessa... speriamo che qualcheduno sul territorio si muova”.

 

 

La denuncia aveva ottenuto l'effetto di una bomba. Telefonate arrabbiate erano arrivate alla fattoria, accompagnate da un'ondata di insulti. Nel web, come spesso accade, si era riversata tutta la bile contro quel supposto orrore nei confronti di poveri animali innocenti. “Gli sono arrivate perfino chiamate dalla Lombardia e dal Veneto, a me sono arrivate mille telefonate. Il padrone della fattoria era molto abbattuto”, spiega la responsabile trentina di Oipa Ornella Dorigatti.

 

“Questo perché il post ha fatto il giro del mondo – continua – e tutto questo senza che prima ci si fosse informati. Chi non ha competenza non dovrebbe parlare, men che meno sfogarsi su qualcuno che è appassionato di animali e li tiene bene. Così si possono rovinare anche delle vite. È pericoloso fare denunce del genere mettendole sul web. Per questo noi andiamo a controllare sul posto che le tante segnalazioni che ci giungono siano effettivamente vere. Prima bisogna accertarsi, approcciarsi ai padroni degli animali e poi eventualmente fare la denuncia. Una denuncia alle autorità”.

 

Da una segnalazione scorretta, perché non informata, si è arrivati così ad una tempesta di insulti rovesciati su chi non aveva alcuna colpa. Il padrone degli asini, d'altra parte, si prende cura dei suoi animali. Le ferite sugli occhi, impressionanti alla vista, sono conseguenza di un tumore. Curate con pomate e medicinali, guariranno solo dopo l'intervento, che in virtù delle sfavorevoli condizioni climatiche (con il gran caldo, infatti, si riempirebbero di mosche), dovrà attendere l'autunno per essere svolto.

 

 

Il luogo dove sono tenuti questi animali è bellissimo e molto grande, circa un ettaro – prosegue Dorigatti – gli asini sono vaccinati, hanno il cip, non sono macellabili. Questa è altra questione importante. Il padrone infatti non avrebbe molto vantaggio a trattarlo male se è vero che lo smaltimento di un asino non macellabile morto costa davvero tanto, almeno 800 euro. Se la pavimentazione, nondimeno, appare trascurata è perché in questo momento il padrone della fattoria sta compiendo altre opere ed è oberato di lavoro. Gli animali comunque hanno cibo, acqua, erba fresca e fieno. Sono tenuti bene e ciò si vede dal fatto che un asino, quando è maltrattato, ha paura e sta lontano dall'uomo. Questi invece sono esemplari molto socievoli”.

 

 

La fattoria, tra l'altro, è aperta ai bambini, luogo dove aiutare i giovani in difficoltà o con problemi facendoli stare a contatto con gli animali. È una fattoria didattica, insomma, un luogo dove le situazioni che vivono gli animali sono ben diverse da quelle che, spesso lontano da occhi indiscreti perché in terreni privati, avvengono anche in molte parti del Trentino.

 

Sul nostro territorio si trovano tante situazioni che rientrano in forme di maltrattamento – spiega la responsabile Oipa – nelle valli, in particolare, è più difficile verificare. Noi, dopo le segnalazioni, cerchiamo di recarci sul posto prima di denunciare la situazione, approcciandoci ai padroni e cercando di vedere se hanno bisogno d'aiuto. Ci capita anche di essere inseguiti col badile, per questo ci muoviamo in squadra”.

 

Ne vediamo di tutti i colori, tra cani chiusi in gabbiotti in mezzo alla campagna a vitelli o pecore legati alla catena, cosa vietata tra l'altro, che se venissero o l'orso o il lupo non potrebbero nemmeno difendersi. Se dopo aver verificato i maltrattamenti non avviene alcun cambio, solo allora denunciamo la situazione all'Asl o alla Procura”.

 

E la normativa sul tema, cosa dice?In Trentino è molto blanda – conclude Dorigatti – vecchia e da rivedere. Quella legge che c'è, poi, viene meno con i pochi controlli. Sul territorio in alcuni casi c'è ancora una mentalità vecchia, come nel caso del gabbiotto in legno in mezzo alla campagna dove tenere il cane. Noi dai turisti riceviamo tantissime segnalazioni, ma solo qualche volta le denunce vanno a buon fine”.

 

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