Risse e paura nelle vie del centro, Bozen Solidale contro la "narrazione" degli episodi recenti: "Dai media solo speculazioni, propaganda e pochezza informativa"
"Utilizzare singoli episodi, riportando a livello pubblico versioni non appurate e consapevolmente manipolate, abbassa il livello informativo a gossip per il politico di turno in un circolo vizioso pericoloso e fautore di una vera e propria guerra tra poveri", spiega l'associazione "Bozen Solidale". "Sono state due risse di fatto identiche alle tante che vedono coinvolti giovani altoatesini spesso ubriachi"

BOLZANO. L'associazione Bozen Solidale, suo malgrado, torna a parlare delle due risse avvenute venerdì e sabato notte in centro a Bolzano. "Ci sentiamo in dovere, dopo proclami e titoloni, di mettere in ordine le cose", spiegano i rappresentanti dell'associazione, scagliandosi in sostanza contro il modo in cui alcuni media locali hanno gestito la notizia.
"Le risse ci sono state, sono in corso delle indagini e non è nostra intenzione sminuire quanto accaduto - spiega Bozen Solidale - Ma quanto successo è stato amplificato e distorto dalla maggior parte dei mass media locali che hanno di fatto servito un assist, inconsapevolmente o consapevolmente, ai soliti urlatori xenofobi che continuano a spacciare false informazioni via social. Informazioni che alimentano odio e intolleranza".
"Utilizzare singoli episodi, riportando a livello pubblico versioni non appurate e consapevolmente manipolate, abbassa il livello informativo a gossip per il politico di turno in un circolo vizioso pericoloso e fautore di una vera e propria guerra tra poveri", spiega ancora l'associazione che aggiunge "sono state due risse di fatto identiche alle tante che vedono coinvolti giovani altoatesini spesso ubriachi".
"Partiamo dal primo punto: le persone coinvolte nelle risse non sono ospiti dei centri di accoglienza. Bisognerebbe verificare prima di rilanciare informazioni false", spiegano puntando il dito contro l'assessora Ulli Mair. La notizia, in realtà, era stata diffusa direttamente dalla questura di Bolzano (QUI L'ARTICOLO), ma era stata smentita il giorno dopo da Andrea Tremolada, responsabile dell’area sociale della Croce rossa e operativo nel centro emergenza freddo di via Pacinotti. (L'ARTICOLO QUI).
Poi vi è la questione "guasto in procura", altro elemento emerso nelle ultime ore, ma smentito dalla Procura stessa (QUI L'ARTICOLO): "Gli arrestati non sono stati rilasciati per colpa di un bug informativo, come detto da alcuni media - prosegue Bozen Solidale - ma perché esiste uno stato di diritto e sulla base dello stesso chi ha commesso un reato verrà giudicato sulla base di leggi che non variano in base all'etnia o al colore della pelle".
"Capitolo armi - conclude Boze Solidale - Per giorni i quotidiani locali hanno rilanciato video e immagini di "armi" parlando di "sciabole" e "machete". Solo oggi è uscita la notizia che si tratta di "repliche fatte con alluminio morbido e non affilato, non in grado di provocare lesioni significative alle persone". Lo ripetiamo, per evitare le solite speculazioni, la violenza va sempre condannata, a prescindere dalla nazionalità di chi la compie, ma non si possono riportare informazioni false e manipolate".


















