Contenuto sponsorizzato

Un'intensa lettera alla lungimiranza

Per le "Storie di quarantena" , contest dell'Arci in collaborazione con Il Dolomiti, pubblichiamo una riflessione che partendo dall'emergenza Covid vira verso altri enormi e dimenticati problemi del nostro tempo, a partire dal cambiamento climatico. Ricette buone, meno buone, collegate e da collegare

Pubblicato il - 14 aprile 2020 - 14:18

TRENTO. Nell'ambito dell'iniziativa “Storie dalla quarantena-Lettere ai tempi del coronavirus” lanciata da Arci del Trentino e che conta Ildolomiti.it come media partner, riportiamo una nuova lettera giunte all'indirizzo trento@arci.it.. Il tutto verrà raccolto in un ebook.   Detto ciò, come si può partecipare? Per chi volesse basta inviare i file all'indirizzo trento@arci.it, specificando i proprio dati (nome, cognome, residenza, mail, telefono) oltre al titolo dell'opera. Per ulteriori info sono disponibili il numero di telefono di Arci del Trentino 0461231300 e l'indirizzo mail trento@arci.it.

 

RIFLESSIONE DI ELENA BERTINAZZI.

 

 Mai avrei pensato che i Governi potessero veramente far fermare interi paesi, città, regioni, stati, continenti. Invece ora vedo con i miei occhi che è possibile: in modo pratico, veloce, totalizzante.  Entrando nelle nostre case con messaggi chiari, “State a casa”, e imponendo cambiamenti immediati da un giorno all’altro, “chiudano le scuole”, “chiudano tutte le attività non essenziali”, “tutti stiano ad un metro di distanza”.

 

 Bene, è perciò sotto gli occhi di tutti che i governi possono imporre cambiamenti a tutti e in modo veloce per il bene comune.   Ora riflettiamo sul perché di queste azioni dei Governi così immediate. Esatto, per il famoso COVID19: un pericolo immediato perché comporta la morte immediata e nessuno vuole morire domani. Di conseguenza nel nostro e in moltissimi altri Paesi, stiamo assistendo per la prima volta a uno stop totale della società e dell’economia per salvare la salute. Stiamo assistendo ad azioni dei

Governi per salvare la comunità anche a discapito del famoso PIL. I Governi si trovano a scegliere tra la SALUTE delle persone e il PIL e stanno scegliendo giorno dopo giorno la salute. Bene, il virus è un pericolo immediato che intacca la vita di molti. Esiste un altro pericolo che intacca la vita di TUTTI, che intacca la sopravvivenza dell’intero genere umano: è il CAMBIAMENTO CLIMATICO.

 

 Ma a differenza del virus non è immediato, non comporta la morte in pochi giorni. Di conseguenza i nostri Governi, presi dalla politica del breve periodo, non se ne curano. Si limitano a lasciare brevi spazi in TV a qualche ambientalista, a Greta e a Papa Francesco. Nulla di più concreto. PERCHE’?   Perché proporre azioni più impattanti per salvaguardare l’ambiente vorrebbe dire RIDUZIONE DEL PIL. Ed il PIL ad oggi è considerato in tutti gli stati del mondo l’unico indicatore di benessere di un Paese. Ma il PIL indica davvero il grado di benessere di una nazione?

 

  Indica davvero quanto i suoi cittadini stanno bene o male? Ho scritto la mia tesi di laurea triennale sull’inadeguatezza del Pil come indicatore di benessere di un Paese e la mia risposta, supportata dalla letteratura, è NO, sopra una

certa soglia non lo è più. Perché il Pil contabilizza gli sprechi che non hanno alcuna utilità e generano danni, mentre non contabilizza il valore dei beni che non passano attraverso uno scambio commerciale.

 

 Il Pil cresce se crescono le spese in benzina, medicinali, armi. Ma se cala la vendita di benzina perché si usano di più i mezzi pubblici stiamo meglio o peggio? Se cala la vendita di medicinali perché la gente ne ha meno bisogno stiamo meglio o peggio? Se cala la vendita di armi perché c’è meno criminalità stiamo meglio o peggio? Ho scritto la mia tesi di laurea specialistica sulla Responsabilità Sociale di Impresa approfondendo tutte le azioni che ogni impresa, grande o piccola, può mettere in atto per essere più sostenibile, più attenta al benessere dei suoi dipendenti, e più attenta agli impatti sull’ambiente in termini di inquinamento.

 

 La conclusione, sempre supportata da molta letteratura, affermava che la Responsabilità Sociale d’Impresa non basta ma serve un intervento normativo concreto e immediato da parte dei Governi per promuovere i diritti umani ed ambientali e far sì che le imprese facciano lo stesso.

 

 Ecco, quello che sta succedendo oggi è il tassello mancante alle mie due tesi. La dimostrazione che i Governi hanno il potere di emanare leggi che impongano cambiamenti a tutti e molto veloci. Più di qualsiasi altra azione lasciata alle singole imprese o ai singoli cittadini. Ed allora io, come cittadina, come essere umano, vorrei con tutto il cuore che i Governi esercitassero lo stesso potere che stanno esercitando per salvarci da un virus immediato, anche per salvarci da un pericolo di medio

periodo ma che minaccia l’esistenza dell’umanità intera.

 

 Caro Governo, come hai messo in atto certe azioni per salvarci dal virus, io pretendo altrettante azioni per salvarci dal cambiamento climatico. Come sei entrato nelle nostre case con messaggi come “Lavate spesso le mani”, io mi aspetto messaggi come “Non prendete l’auto se potete andare in treno” e un miglioramento continuo dei

trasporti pubblici. Come multi chi si sposta senza giustificato motivo, io mi aspetto multe salatissime al cittadino che butta l’immondizia per terra ed all’impresa che inquina fiumi e mari. Come stai incoraggiando a comprare prodotti italiani, vieta l’importazione di frutti esotici e incoraggia la rilocalizzazione, un’autonomia alimentare di ciascuna regione nel rispetto delle stagioni. Il cibo fornito sarà più fresco e sano e l’impronta ecologica infinitamente più leggera.

 

 Come hai sostenuto intere aziende a riconvertirsi alla produzione di mascherine, io vorrei un incentivo allo sviluppo di aziende che costruiscono pale eoliche, cellule fotovoltaiche, all’industria delle biciclette, alla produzione dei motori ad idrogeno, alla costruzione di metropolitane leggere,

all’agricoltura biologica, alla riforestazione.

 

 Come hai imposto la chiusura delle aziende non essenziali in questa fase, io mi aspetto leggi che scoraggino il business di tutte quelle imprese inquinanti ed irresponsabili affinché sia possibile slittare progressivamente dalla produzione di oggetti destinati al consumismo più futile alla produzione di beni che rispondano a veri bisogni insoddisfatti. Come hai richiesto una riduzione dell’orario di lavoro a moltissime attività e imprese, io auspicherei una legge che riduca definitivamente le ore lavorative obbligatorie in vista di un minor consumo di energia e più tempo libero per tutti. Alla fine, il PIL calerà? SI. Ma tranquillo che il benessere dei tuoi cittadini e soprattutto dell’ambiente migliorerà. Ed in questo modo potremo dire di esserci salvati non solo da un virus, ma da un’estinzione di massa.

 

 

 

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 29 ottobre 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

31 ottobre - 19:34

Nella serata di ieri il Gattogordo di Trento è stato teatro di una discussione animata tra il proprietario Villotti e un gruppo di carabinieri, poliziotti e finanzieri. Secondo questi ultimi, dalle 20 il ristorante non può servire ai tavoli solamente bevande. L’oggetto del dibattito è la parola “attività” di ristorazione, che ha generato non poca confusione

31 ottobre - 18:56

In valore assoluto i dati più alti si registrano nei centri più popolosi (che è quello che sarebbe dovuto succedere anche nella prima ondata) e quindi dei 390 casi totali ben 208 sono concentrati tra Trento (127), Rovereto (56), Pergine (15) e Riva del Garda (10)

31 ottobre - 18:21

Il presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, ha firmato le nuove ordinanze per i Comuni-Cluster valide per 14 giorni. Ai Comuni di Laives, Malles, Sarentino, Campo di Trens e Racines si aggiungono oggi anche Sluderno, Glorenza, Tubre, Gargazzone, Val di Vizze e Rasun-Anterselva

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato