''Avete fischiato l'Inno di Mameli, sputato sulla bandiera, perso in casa vostra, guidate a sinistra, usate miglia e libbre. Gli Europei è giusto che li vincano gli europei''
Il post di Cristian De Sica è stato tra i più condivisi nel dopo partita di Italia-Inghilterra. Poche righe ma molto eloquenti perché tra scarso fair play e qualche fake news alla fine è parso chiaro che la ''casa del calcio'' non è a Londra

ROMA. ''Avete fischiato l'Inno di Mameli... Avete sputato sulla nostra bandiera... Avete giocato arroccati, a difesa di un fortunoso e misero vantaggio. Avete perso sul campo di casa vostra. Vi siete sfilati la medaglia del 2° posto dimostrando di non conoscere cosa sia la sportività... Siete usciti dallo stadio prima che l'Italia alzasse la coppa... Guidate a sinistra, usate miglia e libbre... Insomma, con l'Europa c'entrate pochino... Gli europei è giusto che li vincano gli europei''. Poche righe ben chiare ed eloquenti. Le ha scritte l'attore Cristian De Sica su Facebook e sono diventate una specie di manifesto di questa finale dei campionati europei di calcio, condivise oltre 40mila volte solo dalla sua pagina e poi chissà quante altre e quante altre ancora di rilancio in rilancio.
L'Europa ha tifato Italia, lo abbiamo raccontato ieri, dalla Francia alla Germania, passando per la Spagna e addirittura i vertici dell'Ue. Ma anche la Gran Bretagna ha tifato Italia, tutti, tolta la sola Inghilterra: Galles e Scozia hanno gli uni sventolato il Tricolore cambiandosi i nomi dei profili su Twitter italianizzandoli e gli altri trasformando Mancini nel loro eroe nazionale, William Wallace. L'Inghilterra ha peccato di arroganza, supponenza, dopo il gol ha smesso di giocare e tra un tuffo di Sterling e una capocciata di Maguire hanno dovuto ringraziare di essere arrivati fino ai calci di rigore dove, si sa, tutto può succedere. Poco sportivi sugli spalti per essere gli ''inventori del calcio'', poco performanti in campo perché ''It's coming home''.
Smentite, invece, le notizie riprese anche da qualche politico e da qualche giornale che soffia sul nazionalismo ed è sempre pronto a cavalcare l'odio, di risse e cacce agli italiani da parte dei supporter inglesi. Come chiaro anche dai video diffusi da chi, per un pugno di like sfida gaffe e figuracce, le immagini sono state girate prima del match e riguardano solo tifosi inglesi (qui l'approfondimento di Open). Restano, però, i fischi all'Inno di Mameli, restano il dileggio alla bandiera, la sconfitta in casa, la medaglia di secondi classificati sfilata subito (lo fanno tutti, va detto, tanto che Guardiola alla fine dell'ultima Champions League persa aveva fatto notizia proprio perché non se l'era sfilata) e restano le differenze con un'Europa dalla quale hanno deciso di andarsene con una dolorosissima Brexit. ''Insomma con l'Europa c'entra pochino'' l'Inghilterra, come scrive De Sica e a quanto pare anche con il calcio e l'Europeo che è di casa in Europa e non a Londra.














