Camminare a piedi nudi nella neve, un progetto in val Brenta per promuovere il benessere nella natura
Il benessere che non t’aspetti. Basta aver voglia solo di assecondare una dose intrigante di curiosità. Momenti che trasformano in calore l’impatto con la soffice consistenza della neve ghiacciata. Da affrontare con giocosa ilarità e altrettanta convinzione. Con qualche doveroso e semplice accorgimento

MADONNA DI CAMPIGLIO. Definirla emozione è forse troppo riduttivo. Sicuramente è una stilettata sensoriale difficilmente trascurabile per coloro che decidono di camminare nella neve a piedi nudi. Scalzi e decisi a superare l’impatto del gelo, per riappropriarsi di una sensorialità sedimentata nella nostra mente e probabilmente rifiutata a prescindere. Ma nella neve, senza alcuna calzatura, il nostro corpo - e ancor prima il cervello - viene stimolato a trasformare l’impatto col freddo in una sensazione di piacevolezza decisamente inaspettata.
Lo confermano le prime escursioni sulla neve di dicembre proposte nei dintorni di Madonna di Campiglio dalla locale Azienda per il turismo. Il benessere che non t’aspetti. Basta aver voglia solo di assecondare una dose intrigante di curiosità. Momenti che trasformano in calore - proprio così - l’impatto con la soffice consistenza della neve ghiacciata. Da affrontare con giocosa ilarità e altrettanta convinzione. Con qualche doveroso e semplice accorgimento.
Una "preparazione" che prevede una mini sessione di training per stimolare mente e corpo ad accettare l’insolita esperienza. Qualche decina di minuti per rilassare muscoli e la respirazione stessa, coordinati da Andrea Bianchi, uno dei più importanti specialisti di Natural Wellness, autore di libri e promotore di tante "scalze escursioni" su ogni tipologia di terreno, rocce dolomitiche comprese.
L’anteprima della "Hot mind" promossa da Madonna di Campiglio è andata in scena - è proprio il caso di ribadirlo - nel fascinoso scenario della Val Brenta, nel cuore del Parco naturale Adamello Brenta, sfruttando l’altrettanta suggestione di una struttura in legno, Pra de la Casa, archetipo di una plurisecolare custodia forestale orgogliosamente accudita dalla Comunità delle Regole Spinale e Manez.
Così davanti la suggestiva baita, sulla neve immacolata, un gruppo di giornalisti s’è fatto fotografare mentre tracciano a piedi nudi la loro camminata. Per momenti di gioiosa convivialità. Andrea Bianchi è da anni autorevole esperto di tecniche per rendere il più possibile sostenibile l’alpinismo. Rispettando equilibri naturali che partono proprio dai nostri piedi, su dove e come camminare intraprendendo l’escursione o la gita con gli amici. Autore di alcuni libri sulla filosofia e i benefici del camminare a piedi nudi in Natura - Terra sotto i piedi / il silenzio dei passi - e La via del freddo alla felicità, di recente pubblicazione. Tra stimoli e altrettante raccomandazioni.
Perché non bisogna "strafare". La presa di confidenza con la neve, la stimolante esperienza della camminata scalza, deve considerare le possibili variabili, perché giocare con il freddo è come giocare col fuoco e la situazione potrebbe sfuggirvi velocemente di controllo. Facendo attenzione alle condizioni meteo e - soprattutto - avendo a … portata di piede calzature comode e riscaldanti!
Non a caso l’anteprima della camminata in Val Brenta aveva predisposto alcune vasche d’acqua tiepida, per immergere i piedi, in attesa di calzare idonee scarpe da neve. Non bisogna comunque improvvisarsi "Yeti delle nevi". Andrea Bianchi suggerisce un preventivo esercizio di alternanza tra caldo e freddo - immergendo i piedi in bacinelle d’acqua tiepida e poi nella neve - ma soprattutto avere a portata di mano un piccolo panno di microfibra per asciugare bene i piedi prima di indossare nuovamente le scarpe. Lasciando libera la fantasia. Specialmente da "blocchi mentali", che impediscono di recuperare naturali pratiche del corpo.












