Coronavirus, con le piscine chiuse, un gestore sfida le acque gelide del torrente per un tuffo propiziatorio. "Speriamo di riprendere a febbraio"
Angelo Paganin gestisce con la sua cooperativa le piscine di Pedavena e Santa Giustina, entrambe chiuse per le limitazioni anti-Covid imposte dal governo. Per una promessa fatta a Pasqua, ha deciso di sfidare le acque gelide del torrente Veses, nel tentativo di propiziare un 2021 migliore. "Speriamo di riaprire, anche per i benefici che dà alle persone"
SAN GREGORIO NELLE ALPI. Un tuffo per augurarsi un 2021 migliore. È questo ciò che ha fatto Angelo Paganin, gestore di due piscine nel Bellunese (a Santa Giustina e a Pedavena), costretto a tenere per mesi chiuso a causa delle restrizioni anti-Coronavirus. A capo della cooperativa Onda Blu, ha sfidato la corrente del torrente Veses e il freddo del primo giorni dell'anno per lanciare un messaggio di speranza.
“Mi sono tuffato nel torrente Veses, in un terreno di mia proprietà – racconta – là dove faccio il bagno normalmente d'estate. A Pasqua dell'anno scorso, quando c'era la chiusura totale, lo avevo fatto e avevo promesso che avrei fatto il bagno il primo dell'anno se la situazione non fosse cambiata. Un bagno benaugurante e propiziatorio. Mi sembrava giusto affrontare la sfida e lanciare un messaggio di speranza”.
Nelle gelide acque del Veses, che attraversa il Comune di San Gregorio prima e poi quello di Santa Giustina, tuffandosi poi nel Piave, Paganin ha affrontato il freddo, gettando il cuore oltre l'ostacolo. Ma questa sfida non è nulla di fronte a quella che sta affrontando in questo periodo, in cui il virus ha costretto chi come lui gestisce delle piscine pubbliche a tenere chiuso.
“Nel 2020 abbiamo tenuto chiuso 26 settimane, pari a quasi metà dell'anno – spiega al nostro giornale – si spera che a fine mese, o all'inizio di febbraio, si possa riprendere con tutte le condizioni e le limitazioni del caso. Vogliamo ripartire in tranquillità, perché non conta solo l'aspetto sportivo ma anche il beneficio che questi luoghi danno alle persone. I più anziani in acqua possono fare dei movimenti che non riescono a svolgere fuori dall'acqua, perché questa ti avvolge”.
“Molti hanno uno o più appuntamenti settimanali in piscina a cui non potevano mancare, e ora sono invece chiusi in casa. Anche i ragazzi e i giovani trovano nelle piscine sicurezza e salute”. A preoccupare Paganin, oltre alla sorte della sua cooperativa che gestisce le strutture di proprietà dei Comuni di Santa Giustina e Pedavena, c'è anche quella di chi nelle piscine ci lavora.
“Abbiamo 12 dipendenti e più di 60 collaboratori sportivi – prosegue – alcuni di loro vivono di questo, altri integrano le proprie entrate. Oltre a marzo e aprile, siamo chiusi dal 23 ottobre. E questa chiusura proseguirà fino a gennaio”.
Gli aiuti erogati dal pubblico, d'altronde, non sono proprio sufficienti. “Gli aiuti statali ci sono ma sono irrisori rispetto alle necessità – conclude Paganin – ci hanno dato finora, nel 2020, 30mila euro. Le amministrazioni comunali di Pedavena e Santa Giustina stanno cercando a loro volta di venirci incontro. La prima ci ha erogato 5000 euro, mentre la seconda sta ancora cercando di capire quanto può darci”.
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