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Dalla Sla alla Sma alle distrofie muscolari, è nato il centro ''NeMo'' per curare chi è affetto da malattie neuromuscolari e neurodegenerative

E' situato all’ospedale riabilitativo “Villa Rosa” di Pergine Valsugana e dispone di 14 posti letto, 1 palestra, 2 piscine, 1 laboratorio di analisi del movimento, 1 centro di valutazione domotica e addestramento ausili e 1 sezione dedicata alla riabilitazione robotica. Ecco in cosa consiste il centro e di cosa si occuperà

Di Francesca Faccini - 24 febbraio 2021 - 20:01

PERGINE. Una struttura specializzata per l’assistenza di persone con malattie neuromuscolari e neurodegenerative – come la sclerosi laterale amiotrofica (Sla), l’atrofia muscolare spinale (Sma) e le distrofie muscolari – senza alcun onere a carico delle famiglie. E' stato inaugurato oggi, mercoledì 24 febbraio, il Centro clinico NeMO (NeuroMuscular Omnicentre) la settima sede di questa rete di centri e l’unica del Nord-Est (le altre si trovano a Milano, Brescia, Genova, Roma, Napoli e Messina).

 

E' situata all’ospedale riabilitativo “Villa Rosa” di Pergine Valsugana e dispone di 1500 metri quadrati di superficie, 14 posti letto, 1 palestra, 2 piscine, 1 laboratorio di analisi del movimento, 1 centro di valutazione domotica e addestramento ausili e 1 sezione dedicata alla riabilitazione robotica. Come tutti i Centri NeMo, che si contraddistinguono per prendere in carico globalmente la e il paziente, anche la realtà di Pergine adotta un modello di cura che si sintetizza nei concetti di multidisciplinarietà, omniservice e piano riabilitativo individualizzato, erogando le prestazioni di degenza, day hospital, ambulatori e macro attività ambulatoriali complesse.

 

 

L’apertura di NeMO è il frutto di un accordo di sperimentazione gestionale pubblico-privato tra la Provincia di Trento, l’Azienda provinciale per i servizi sanitari e la Fondazione Serena Onlus, ente gestore dei centri clinici NeMo, un’intesa, quest’ultima, sottoscritta e presentata nell’ottobre 2019 ma che è stata frutto di un lungo e articolato lavoro della passata Giunta (quella di Rossi presidente e Zeni assessore alla salute) cominciato nel 2017, anche grazie all’iniziativa di Paolo Bordon (ex direttore generale dell’Azienda sanitaria).

 

Fugatti  ha spiegato che è un “risultato di eccellenza per il sistema sanitario trentino, frutto di un’alleanza fra la comunità medico-scientifica e le istituzioni” e Segnana ha aggiunto, almeno da comunicato stampa della Pat, che il tutto è stato realizzato in un “tempo relativamente breve”, anche se questo tempo dovrebbe essere allungato di qualche anno. A prescindere dai meriti, per Alberto Fontana, presidente dei Centri clinici NeMO, l’inaugurazione di Pergine è particolarmente significativa, perché avviene in un momento storico che ha visto molti progetti interrompersi.

 

 

Pier Paolo Benetollo, direttore dell’Azienda per i servizi sanitari, ricorda anche “la possibilità di progettare soluzioni individualizzate di ambienti di vita autonomi, grazie alla presenza a Villa Rosa di una casa totalmente accessibile, all’interno della quale sperimentarsi in un contesto di vita quotidiana, che miri a valorizzare le abilità funzionali residue”. La ristrettissima cerimonia avvenuta in diretta streaming, così da poter coinvolgere pazienti, operatori e cittadini, è stata animata dai commenti di chi è più direttamente coinvolto nel progetto e ha accolto parole di incoraggiamento da figure di spicco dello sport, come le campionesse di tuffo Tania Cagnotto e Francesca Dallapé e la ct della Nazionale femminile di calcio Milena Bertolini, dall’attrice Cristiana Capotondi e dalla brigata Julia dell’esercito.

 

 

Al Centro clinico ad alta specializzazione NeMO di Trento, il cui direttore clinico è Riccardo Zuccarino rientrato in Italia dopo un biennio trascorso negli Usa, sono presenti 11 infermieri, 8 oss, 6 fisioterapisti, 1 logopedista, 1 terapista occupazionale, 1 neuropsicomotricista e 1 coordinatore infermieristico dell’Azienda sanitaria, e 8 medici full time, 1 medico part time, 1 psicologo e 2 amministrativi della Fondazione Serena. Queste figure specializzate porteranno supporto clinico-assistenziale a una comunità di pazienti che accoglierà anche persone fuori regione.

 

In Trentino Alto Adige e in tutta l’area del Nord-Est sono circa 5000 le donne e gli uomini di qualsiasi fascia d’età a convivere con questo tipo di patologie definite ad alta complessità assistenziale (in tutto il Paese sono circa 40.000 le persone interessate da malattie neuromuscolari e neurodegenerative) che potranno usufruire dei seguenti servizi offerti dal Centro di Pergine: attività clinica e diagnosi, riabilitazione, ricovero ordinario e giornaliero, assistenza territoriale continuativa, supporto psicologico e sportello informativo.

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