Divieto dei botti di capodanno? Fernandez: “Trento dovrebbe adottare questa misura di civiltà”. L’esperto Margheri: “Per molti animali un vero e proprio incubo”
Fa discutere ancora il tema sull’utilizzo dei botti nella notte dell’ultimo dell’anno. Europa Verde propone che anche Trento imponga il divieto, come ha già fatto Mori. L’assessora Berti del comune in Vallagarina: “Difendendo la natura proteggiamo noi stessi”

TRENTO. Con l’avvicinarsi del Capodanno torna a far discutere il tema sull’utilizzo dei botti. Sono in aumento infatti il numero delle amministrazioni da nord a sud che scelgono di vietarli, “perché attente al benessere degli animali sia domestici, sia selvatici”. Tra questi anche Mori ha emesso l’ordinanza che pone il divieto assoluto dei botti su tutto il territorio comunale.
Sarebbe “un segnale importante che Trento figurasse tra le città che adottano questa misura di civiltà – propone Andreas Fernandez, co-portavoce di Europa Verde del Trentino e consigliere del capoluogo – il Comune è responsabile anche della protezione degli animali sul proprio territorio. Infatti, oltre a mettere a rischio l’incolumità delle persone, soprattutto con riferimento ai neonati, ai bambini e agli anziani, i botti fanno soffrire gli animali che abbiamo in casa e che amiamo”.
Fernandez sostiene quindi che “è risaputo l’impatto drammatico che petardi, mortaretti, razzi e fuochi d’artificio – prosegue – hanno sulla fauna selvatica. Tra gli animali più minacciati ci sono gli uccelli, che terrorizzati volano per chilometri per poi schiantarsi al suolo, ma anche gli animali da allevamento possono essere gravemente traumatizzati. Purtroppo, però, quando parlano i Verdi può succedere che si animi un certo retropensiero ignorante che dice: ‘i soliti guastafeste’. Anche se per fortuna è sempre più sbugiardato da quel galantuomo che è il tempo”.
Si esprime a riguardo anche l’istruttore cinofilo trentino Stefano Margheri, noto a livello nazionale, specializzato nei disturbi comportamentali del cane e grande conoscitore del mondo animale, che ha collaborato per numerosi anni con la scuola provinciale per cani da ricerca e catastrofe della provincia di Trento: “I botti di Capodanno – racconta – diventano per molti cani un vero e proprio incubo. E non solo per loro, essendo numerose le specie animali, domestiche e selvatiche, che percepiscono questi improvvisi rumori come una sorta di spavento sonoro; l'acutezza del loro udito, unita a una predisposizione genetica assai diffusa, provoca risposte emozionali di profonda paura, con conseguenze di estrema gravità non solo per gli stessi animali, ma per l'intera comunità”.
Spinti da una condizione di panico, secondo Margheri, “molti animali fuggono da dove si trovano – spiega – arrecando danno alla propria incolumità e a quella degli altri. Numerosi studi scientifici hanno dimostrato come queste ‘fobie ontogenetiche’ verso petardi e simili siano seconde soltanto alle fobie da temporale. I danni psicologici ricevuti possono produrre effetti a lungo termine, agendo direttamente sul sistema nervoso centrale e periferico. Un problema, quindi, di etica animale e sociale”.
Mori, in Trentino, è fra le amministrazioni che hanno emesso l’ordinanza che pone il divieto assoluto dei botti su tutto il territorio comunale. In una nota dell’assessora all’ambiente Elena Berti si legge: “Diversi studi scientifici – scrive – dimostrano gli impatti negativi prodotti dai botti a livello di inquinamento ambientale, di pubblica sicurezza e di tutela della biodiversità: è l’ennesima dimostrazione di come, difendendo la natura, si protegga conseguentemente anche noi stessi”.














