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Emergenza alluvione in Nepal, Federica Riccadonna (trentina, nepalese di adozione) lancia una raccolta fondi per la comunità di Melamchi

Per il momento, Federica e Rabindra, che dall’aprile del 2020 sono bloccati in Trentino, a Brentonico, hanno inviato in Nepal 10 mila euro, per far fronte all’emergenza. “Mio marito ha costituito un gruppo di giovani volontari. Le persone adesso hanno bisogno di veri e propri shelter, dei rifugi permanenti”. Anche la Sat e il Comune di Rovereto si sono uniti alla raccolta fondi

Di Marianna Malpaga - 27 giugno 2021 - 17:56

MELAMCHI (NEPAL). Il monsone è arrivato in anticipo rispetto al solito e, tra il 14 e il 15 giugno, le piogge hanno travolto e allagato scuole, edifici e abitazioni di tre comuni del distretto di Sindhupalchowk, a nord di Katmandu: Melamchi, Panchpokahri e Helambu. Sono migliaia gli sfollati, accolti all’interno della scuola di Melamchi e in alcuni punti situati a nord della cittadina, 300 le case distrutte e parecchie decine i dispersi.

 

“Si vive ancora in una situazione emergenziale. La pioggia è incessante, e il fiume, che non ha gli argini in cemento, è straripato. Proprio ieri, il 26 giugno, è caduto un edificio intero”, racconta Federica Riccadonna, roveretana che dal 2012 vive e lavora in Nepal ed è sposata con un nepalese, Rabindra Aryal. Federica e Rabindra, che nel 2016 hanno fondato un’agenzia di turismo sostenibile, “Garima Voyage”, hanno lanciato una raccolta fondi su Go Fund Me per aiutare la popolazione nepalese a far fronte all’emergenza. Finora sono stati raccolti quasi 12 mila euro, ma l’obiettivo è raggiungere quota 25 mila. I soldi saranno usati per comprare il materiale di prima necessità, come cibo a lunga conservazione, tende, materiale di costruzione, coperte, vestiti, utensili per la cucina, gas, gel igienizzante e mascherine.

 

Come spiega Riccadonna, quello che sta succedendo nel distretto di Sindhupalchowk è “una catastrofe naturale amplificata dall’intervento umano”. I monsoni, infatti, arrivano ogni anno verso fine giugno. “Ogni volta – dice Riccadonna – è sempre la stessa storia. L’anno scorso, il monsone non era troppo forte, ma ha causato comunque qualche frana e centinaia di morti. Quest’anno, invece, l’hanno preventivato come estremamente disastroso, anche perché la stagione secca è stata la peggiore in assoluto in Nepal: un sacco di ettari di terreno sono stati bruciati da incendi”.

 

I sistemi di allerta che i nepalesi hanno organizzato per fronteggiare la situazione funzionano. Il problema rimangono le strade costruite senza un piano preciso e un utilizzo delle risorse non oculato. Per il momento, Federica e Rabindra, che dall’aprile del 2020 sono bloccati in Trentino, a Brentonico, hanno inviato in Nepal 10 mila euro, per far fronte all’emergenza. “Mio marito ha costituito un gruppo di giovani volontari – racconta Riccadonna -. Le persone adesso hanno bisogno di veri e propri shelter, dei rifugi permanenti”.

 

Federica Riccadonna, roveretana classe 1986, è arrivata in Nepal nel 2012 per portare avanti una ricerca sul conflitto civile che ha sconvolto il Paese tra il 1996 e il 2006, per conto del Galtung Institut. Dopo aver lavorato per un anno e mezzo per due organizzazioni non governative, è diventata manager delle pubbliche relazioni per una compagnia italiana che si occupa di grandi progetti infrastrutturali. Ha conosciuto così Rabindra, rappresentante delle comunità locali del Melamchi, che a 14, nel corso della guerra civile, era scappato di casa per unirsi alla causa maoista.

 

Nel 2016 è nata infine l’agenzia di viaggi “Garima Voyage”. “Garima” in nepalese vuol dire dignità. “Abbiamo pensato che il turismo potesse essere un modo per aiutare la comunità, anche con l’aiuto del Trentino – spiega Riccadonna -. Nel 2018, infatti, abbiamo progettato alcuni sentieri escursionistici, che fortunatamente non sono stati distrutti dai monsoni, con la Sat di Trento”. Anche la Sat si è unita alla raccolta fondi per aiutare le comunità colpite dai monsoni, scrivendo, sulla propria pagina Facebook, che “il Nepal è nel cuore della Sat”. Sostiene Melamchi anche il Comune di Rovereto, che ha rilanciato la raccolta fondi e che ha stretto con la cittadina un patto di amicizia, che dovrebbe sfociare in un gemellaggio.

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