I vignaioli trentini incontrano quelli dell'Oltrepo': la vendemmia sulla condivisione, scambio d’esperienze vitivinicole, impegno e filosofia produttiva
Dopo lo stop a causa Covid ritorna con la terza edizione l'iniziativa #SiamoVignaioli, in programma sabato prossimo 6 novembre a Trento, nei saloni del fascinoso palazzo Roccabruna. I produttori trentini incontrano quelli dell’Oltrepò, terra di confine tra Lombardia, Liguria, Emilia Romagna e Piemonte, zona inserita nel cosiddetto "Quadrilatero delle bollicine"

TRENTO. Senza confronto il vino diventa banale. In tutti i sensi. Specialmente quello prodotto da "artigiani del gusto", cultori della vite e interpreti di vinificazioni più disparate. Rispettare l’origine per distinguersi, ma condividendo esperienze enoiche che non hanno confini, piuttosto cerniere di saperi. Nasce anche da questo sprone la terza edizione di #SiamoVignaioli, in programma sabato prossimo 6 novembre a Trento, nei saloni del fascinoso palazzo Roccabruna.
Dopo lo stop imposto lo scorso autunno i Vignaioli del Trentino onorano il fine vendemmia con una festa enoica, basata sulla condivisione e scambio d’esperienze vitivinicole oltre che d’impegno e filosofia produttiva.
Decisi a "spalancare"le porte delle loro cantine e accogliere altri vigneron nel suggestivo palazzo di Trento. Quest’anno hanno coinvolto un gruppo di vignaioli dell’Oltrepò, terra di confine tra Lombardia, Liguria, Emilia Romagna e Piemonte, zona inserita nel cosiddetto "Quadrilatero delle bollicine", tra Trento, Franciacorta, l’emergente Alta Langa e appunto le bollicine dell’area oltre il Po.
Occasione per cimentarsi in dissertazioni enoiche, comparazioni vinarie, stimoli sensoriali tutti da scoprire. Pure per "educare alla degustazione", quella che non si basa semplicemente solo su quanto è nel bicchiere, ma che spinge a valutare il vino coltivando pure il dubbio, tralasciando certezze o banali note descrittive, tra i "soliti" sentori di frutta tropicale, in sintonia con le (immancabili) fragoline di bosco o definendo i vini (tutti) con la parola più abusata di questi anni: mineralità.
Un termine per una definizione che di fatto nessuno spiega. Proprio perché forse scaturita solo dalla moda di stupire, definendo un vino - bianco o rosso che sia - "d’impatto minerale", nel profumo come nel sapore.
Incontro per un simposio sincero, tra veraci cantinieri e altrettanto cultori della vigna. Uniti dalla medesima passione: proporre vino sempre più caratteristici. L’accesso sarà regolamentato, come s’addice alla precauzione del Covid.
Le aziende presenti:
Vignaioli del Trentino
Alto Garda e Giudicarie: Furletti Gabriele, Comai, Cantina Cavic
Val di Cembra e Faedo: Fontana Graziano, Bellaveder
Lavis e Pressano: Villa Persani, Eredi di Cobelli Aldo, Klinger, Cesconi, Maso Furli
Rotaliana: Foradori, Cantina De Vigili, Zeni Roberto
Trento: Cantina Resom, Moser
Vallagarina: Castel Noarna, Longariva, Borgo dei Posseri, Bongiovanni Lorenzo, Balter, Grigolli Bruno, De Tarczal
Valle dei Laghi: Francesco Poli, Giovanni Poli
Vignaioli dell’Oltrepò Pavese
Alessio Brandolini, La Piotta, Torrazzetta, Brandolini Pietro, Montelio, Pietro Torti, Calatroni, Picchioni, Grazioli, Marchesi di Montalto, MR Il Molino di Rovescala, Bisi, Buscaglia, Frecciarossa, Giorgi Franco, Torre degli Alberi, Tenuta Belvedere












