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I vignaioli trentini incontrano quelli dell'Oltrepo': la vendemmia sulla condivisione, scambio d’esperienze vitivinicole, impegno e filosofia produttiva

Dopo lo stop a causa Covid ritorna con la terza edizione l'iniziativa #SiamoVignaioli, in programma sabato prossimo 6 novembre a Trento, nei saloni del fascinoso palazzo Roccabruna. I produttori trentini incontrano quelli dell’Oltrepò, terra di confine tra Lombardia, Liguria, Emilia Romagna e Piemonte, zona inserita nel cosiddetto "Quadrilatero delle bollicine"

Di Nereo Pederzolli - 04 novembre 2021 - 20:35

TRENTO. Senza confronto il vino diventa banale. In tutti i sensi. Specialmente quello prodotto da "artigiani del gusto", cultori della vite e interpreti di vinificazioni più disparate. Rispettare l’origine per distinguersi, ma condividendo esperienze enoiche che non hanno confini, piuttosto cerniere di saperi. Nasce anche da questo sprone la terza edizione di #SiamoVignaioli, in programma sabato prossimo 6 novembre a Trento, nei saloni del fascinoso palazzo Roccabruna.

 

Dopo lo stop imposto lo scorso autunno i Vignaioli del Trentino onorano il fine vendemmia con una festa enoica, basata sulla condivisione e scambio d’esperienze vitivinicole oltre che d’impegno e filosofia produttiva.

 

Decisi a "spalancare"le porte delle loro cantine e accogliere altri vigneron nel suggestivo palazzo di Trento. Quest’anno hanno coinvolto un gruppo di vignaioli dell’Oltrepò, terra di confine tra Lombardia, Liguria, Emilia Romagna e Piemonte, zona inserita nel cosiddetto "Quadrilatero delle bollicine", tra Trento, Franciacorta, l’emergente Alta Langa e appunto le bollicine dell’area oltre il Po.

 

Occasione per cimentarsi in dissertazioni enoiche, comparazioni vinarie, stimoli sensoriali tutti da scoprire. Pure per "educare alla degustazione", quella che non si basa semplicemente solo su quanto è nel bicchiere, ma che spinge a valutare il vino coltivando pure il dubbio, tralasciando certezze o banali note descrittive, tra i "soliti" sentori di frutta tropicale, in sintonia con le (immancabili) fragoline di bosco o definendo i vini (tutti) con la parola più abusata di questi anni: mineralità.

 

Un termine per una definizione che di fatto nessuno spiega. Proprio perché forse scaturita solo dalla moda di stupire, definendo un vino - bianco o rosso che sia - "d’impatto minerale", nel profumo come nel sapore.

 

Incontro per un simposio sincero, tra veraci cantinieri e altrettanto cultori della vigna. Uniti dalla medesima passione: proporre vino sempre più caratteristici. L’accesso sarà regolamentato, come s’addice alla precauzione del Covid.

 

Le aziende presenti

Vignaioli del Trentino 

Alto Garda e Giudicarie: Furletti GabrieleComaiCantina Cavic
Val di Cembra e Faedo: Fontana GrazianoBellaveder
Lavis e Pressano: Villa PersaniEredi di Cobelli AldoKlingerCesconiMaso Furli
Rotaliana: ForadoriCantina De VigiliZeni Roberto
Trento: Cantina ResomMoser
Vallagarina: Castel NoarnaLongarivaBorgo dei PosseriBongiovanni LorenzoBalterGrigolli BrunoDe Tarczal
Valle dei Laghi: Francesco PoliGiovanni Poli

 

Vignaioli dell’Oltrepò Pavese

Alessio BrandoliniLa PiottaTorrazzettaBrandolini PietroMontelioPietro TortiCalatroniPicchioniGrazioliMarchesi di MontaltoMR Il Molino di RovescalaBisiBuscagliaFrecciarossaGiorgi FrancoTorre degli AlberiTenuta Belvedere

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