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| 27 ott 2021 | 11:54

Il Ristorante El Molin di Cavalese tra i 50 migliori d'Italia e in classifica ci sono altre due realtà regionali: primi Bottura e Antonia Klugmann 

La guida i Migliori Ristoranti Italiani 2022, firmata da Lsdm, Congresso internazionale di cucina d’autore, e dalla testata giornalistica Luciano Pignataro Wine&Food Blog ha scelto i migliori ristoranti della Penisola suddividendoli, secondo tipologia di locale e fascia di prezzo, in due classifiche contenenti 50 nomi ciascuna: “Grandi Ristoranti” e “Cucina d’Autore”. Ecco chi sono i migliori e chi, del Trentino Alto Adige è riuscito a entrare in classifica

TRENTO. Al primo posto ci sono ''mostri sacri'' della cucina come Massimo Bottura con la sua Osteria Francescana, di Modena, e Antonia Klugmann e il suo L’Argine a Vencò, di Dolegna del Collio (Gorizia) il primo come Miglior Gran Ristorante 2022 e la seconda per la categoria Cucina d'Autore. In classifica sono entrati, però, tra i top 50 d'Italia anche tre realtà del Trentino Alto Adige: sono il Ristorante El Molin di Alessandro Gilmozzi a Cavalese che si aggiudica la 28a posizione della classifica "Grandi Ristoranti", la Gourmetstube Einhorn di Peter Girtler a Trens, in Alto Adige, 45esima nella stessa classifica mentre il Zum Löwen di Anna Matscher a Tresimo, sempre in Alto Adige, è al 50esimo posto nella categoria Cucina d'Autore. 

 

Sono questi i locali al vertice di 50 Top Italy – I Migliori Ristoranti Italiani 2022, l’affermata guida online consultabile gratuitamente, firmata da Lsdm, Congresso internazionale di cucina d’autore, e dalla testata giornalistica Luciano Pignataro Wine&Food Blog. Il responso al termine di una cerimonia di premiazione condotta da Federico Quaranta, andata in scena martedì 26 ottobre in diretta streaming. I migliori ristoranti della Penisola sono stati suddivisi, secondo tipologia di locale e fascia di prezzo, in due classifiche contenenti 50 nomi ciascuna: “Grandi Ristoranti” e “Cucina d’Autore”.

 

Nella prima categoria a trionfare come detto è stata l’iconica insegna dello chef Massimo Bottura, Osteria Francescana, di Modena; al secondo posto Uliassi, altro tempio della cucina italiana guidato da Mauro Uliassi in quel di Senigallia (AN); terza piazza per Enrico Bartolini MUDEC di Enrico Bartolini, a Milano; appena fuori dal podio Daní Maison, di Ischia (NA), e Duomo, di Ragusa.

 

Nel secondo ranking stacca tutti Antonia Klugmann, con il suo L’Argine a Vencò, di Dolegna del Collio (Gorizia); segue daGorini, dello chef Gianluca Gorini, di San Piero in Bagno (ForlìCesena); poi Dattilo, di Strongoli (Crotone), che vede in cabina di regia Caterina Ceraudo; quarto e quinto posto per Marotta Ristorante, di Squille (Caserta), e Lido 84, di Gardone Riviera (Brescia).

 

A essere rappresentate, nel computo totale delle due classifiche, sono ben 16 regioni dello Stivale. La più presente è la Lombardia, a quota 13 insegne, seguono la Campania (11), Lazio e Veneto (10), Piemonte (9), Toscana (8), Emilia Romagna (7), Marche (5), Abruzzo, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Puglia e Sicilia (4), Liguria e Trentino Alto Adige (3), Sardegna (1).

 

Questa la recensione per El Molin

 

Trascendente. La cucina di Alessandro Gilmozzi la si descrive al meglio usando proprio la parola "trascendente". E' oltre la naturale e umanissima necessità di cibarsi o di godere di un buon piatto. E' l'essenza della montagna, dello stile alpino e del Trentino in particolare. Lo studio maniacale del trasformare pressoché ogni cosa commestibile in un raffinatissimo piatto è alla base della proposta di El Molin. Troviamo la raccolta giornaliera di erbe, composta in un calice trasparente a narrare i sapori che dal lago di Garda s'inerpicano lungo le coste delle Dolomiti della val di Fiemme. Oppure in un semplice, per quanto strepitoso, pane fatto in casa accompagnato da olio del Garda e burro montato al momento.

 

Fino ad una della proposte di dessert che racchiude in una stupenda coppetta in legno intagliato, un semifreddo con gli aromi balsamici della resina; ricordo d'infanzia dello stesso Gilmozzi che veniva educato al nonno ad assaggiare la linfa degli alberi quando usciva dalle cortecce d'abete. Menzione speciale al servizio impeccabile, composto e garbato, oltre che particolarmente generoso nel raccontare i singoli piatti e le preparazioni degli stessi.

 

Questa la recensione di Gourmetstube Einhorn

 

Arrivare in questa antica stazione di posta, oggi una bell’esempio di accoglienza e ospitalità, trasporta nella favola. Sarà la cura del giardino, sarà la storia secolare del luogo, fatto sta ogni angola sembra magico. Per non parlare dell’antica stube tirolese. Piccola, rivestita in legno con stufa in maiolica, intarsi alle pareti e sedie antiche e comodi divanetti. Qui viene servita la cucina dello chef Peter Girtler, raffinata e colorata e curatissima dal punto di vista estetico. Ricerca il gusto pieno e autentico della materia con una buona dose di personalità, concentrazione sul territorio e su quanto di meglio offre, non disdegnando incursioni nel classico mediterraneo. 

 

Protagonisti i prodotti dell’orto aziendale ma anche carni allevate allo stato naturale. Un solo menù degustazione, varia in base alle stagioni, dal quale poter estrapolare dai 4 agli 8 piatti partendo da 130 euro.  Imperdibile il Filetto di vitello del maso con aglio nero e trifoglio. Servizio di livello, professionale e cortese senza appesantire.

 

 

Questa la recensione di Zum Löwen

 

Recarsi al ristorante Zum Löwen non significa semplicemente mangiare, ma è un vero e proprio viaggio culinario. Arrivarci non è facile, ma ne vale decisamente la pena. E' un ristorante unico in cui si viene avvolti in un'atmosfera tipicamente alto atesina forte di una collaudata gestione familiare. Ad accogliervi troverete il signor Luis o sua figlia Elisabeth che sono veramente gentili oltre che estremamente professionali e si viene accompagnati al tavolo dove troviamo una mise en place essenziale ma molto elegante. L'atmosfera è rilassante e la privacy è garantita dalla distanza adeguata da un tavolo all'altro. I menù degustazione sono tre ed è veramente difficile sceglierne uno, si potrebbe tranquillamente tirare a sorte tanto si ha la certezza di degustare delle vere e proprie opere d'arte culinaria. Ritornare è un dovere.

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