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| 16 apr 2021 | 18:37

L'appello dei più fragili: "Vaccinatevi: per chi soffre di malattie autoimmuni rare o è immunodepresso la fine della pandemia arriverà solo con l'immunità di gregge"

La lettera di una lettrice: "Mentre la discussione in Italia si focalizza sulla riapertura dei ristoranti, sulla ripresa degli spostamenti e del turismo, di noi sembra non occuparsi nessuno: siamo malati fantasmi"

TRENTO. Nel bel mezzo delle discussioni sulle riaperture e sul possibile ritorno alla normalità che da settimane animano il paese, le voci dei "malati fantasmi" faticano a farsi sentire: per gli immunodepressi e per chi soffre di rare patologie autoimmuni, la fine dell'incubo Coronavirus è un orizzonte in continuo movimento, legato a doppio filo all'arrivo dell'agognata immunità di gregge.

 

Si sta parlando infatti di persone il cui sistema immunitario è compromesso per diverse ragioni e che, non potendo ricevere la protezione diretta del vaccino, devono per forza di cose affidarsi alla protezione 'di gruppo' che può garantire solo un'adesione capillare alla campagna vaccinale.

 

"Ne passerà di acqua sotto i ponti prima che tutti 'gli altri' siano vaccinati - ha scritto a il Dolomiti una lettrice affetta da una rara malattia autoimmune - a causa della mia patologia sono allo stesso tempo un soggetto ad alto rischio ed una delle persone che non può ricevere il vaccino: per tutti quelli che si trovano nella mia condizione è fondamentale che chiunque si possa vaccinare lo faccia e che le regole anti-contagio siano rispettate. Tutti ora parlano di riaperture di ristoranti, di turismo, ma nessuno sembra occuparsi di noi 'malati fantasmi', contemporaneamente 'ad alto rischio' ed impossibilitati a vaccinarci".

 

A permettere un graduale ritorno alla vita pre-pandemia per i più fragili potranno essere solo gli sforzi condivisi della popolazione, di chi può contribuire a creare un ambiente sicuro in cui, tra immunità di gregge e rispetto delle norme anti-contagio, anche chi non può proteggersi autonomamente sia difeso dalla comunità intera.

 

"Io sono una persona ottimista di natura - conclude la donna - nonostante abbia avuto una vita non facile, ma dopo più di un anno ora faccio fatica a vedere un futuro per me e per chi ha i miei stessi problemi". 

 

 

 

 

 

 

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