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| 14 apr 2021 | 19:21

"Limiti ed incongruenze sulle scelte della Pat per l'accoglienza ": anche le associazioni di Rovereto contro la giunta Fugatti

Sono 9 le realtà associative roveretane che dopo la lettera di Umanità Nuova hanno voluto esprimere la loro solidarietà nei confronti delle richieste della Fondazione Sant'Ignazio e di altri enti religiosi trentini in merito alla gestione della chiusura della residenza Fersina

"Limiti ed incongruenze sulle scelte della Pat per l'accoglienza "

ROVERETO. Accoglienza sul territorio, anche le associazioni di Rovereto contro le scelte della giunta provinciale sulla residenza Fersina: "Per gli ospiti della struttura erano state individuate soluzioni abitative alternative, ora la Provincia ha rimesso tutto in discussione e per quei cento 'dimenticati' tutto torna in alto mare". Continua sul territorio provinciale, dopo la lettera di Umanità Nuova, l'appoggio delle varie realtà religiose e civili all'appello lanciato poche settimane fa dalla Fondazione Sant'Ignazio e dall'Opera dei Gesuiti (assieme a diversi altri ordini trentini fra cui Dehoniani, Comboniani, Cappuccini e le suore Canossiane) per denunciare le modalità con cui la Pat sta gestendo la chiusura della residenza Fersina

 

Come sottolineano la Fondazione Sant'Ignazio e l'Opera dei Gesuiti, per le oltre cento persone ospitate nella struttura d'accoglienza erano stati organizzati "dopo una serie di confronti fra la Provincia e gli enti dell'accoglienza, tra i quali anche la diocesi di Trento" i primi trasferimenti per i migranti verso altre soluzioni abitative, un processo che avrebbe ridotto notevolmente il rischio di contagio e dato il via ad una serie di percorsi di integrazione individualizzati per l'inserimento dei migranti nella comunità. Secondo i religiosi però "senza alcun tipo di preavviso o forma di confronto" la giunta provinciale avrebbe prorogato per altri 6 mesi la situazione attuale, interrompendo così il lavoro delle varie realtà coinvolte, che puntavano ad un'idea di accoglienza diffusa sul territorio e non concentrata in grandi centri.

 

"Il 'fai e disfai' non giova a nessuno - scrivono in merito le associazioni roveretane - non ai migranti che hanno visto alcuni di loro lasciare la struttura e sono rimasti spettatori, non a una prospettiva di accoglienza diffusa di cui molti cittadini hanno sperimentato la validità. Non possiamo stare zitti di fronte a questo ennesimo esempio di improvvisazione"

 

Secondo le realtà associative roveretane infatti "le scelte adottate ormai più di due anni fa dall'Amministrazione provinciale rispetto all'accoglienza di migranti e richiedenti asilo hanno rivelato i limiti e le incongruenze che fin dal principio numerose realtà associative della società civile avevano segnalato. Molti avevano allora obiettato che allontanare quelle donne e quegli uomini (arrivati in Trentino da paesi disastrati) da soluzioni abitative distribuite sul territorio dove costruire condizioni di accoglienza e rispetto, per concentrarli in poche strutture, era una soluzione che si sarebbe ben presto rivelata inadeguata da ogni punto di vista. Da qualche tempo finalmente - scrivono ancora i firmatari della lettera - l'amministrazione provinciale ha riconosciuto l'opportunità di chiudere anche la residenza Fersina e di ricollocare in modo più decoroso il centinaio di persone che ancora vi alloggiano per le quali, con la collaborazione di realtà che operano nel campo dell'assistenza e dell'accoglienza, sono state individuate soluzioni abitative alternative".

 

La proroga di 6 mesi decisa dalla giunta provinciale si inserisce quindi in questo contesto: "la Provincia ora ha rimesso tutto in discussione e per quei cento 'dimenticati' tutto torna in alto mare".

 

Le associazioni della Città della quercia che hanno firmato la presa di posizione a sostegno dell'appello lanciato dalla Fondazione Sant'Ignazio sono "Ubalda Girella", "Noi Oratorio Borgo Sacco", "Noi Santa Caterina", "La macchia", "Lucicate", Movimento Laici America Latina, Forum Trentino per la pace e i diritti umani, Gente pace ecologia diritti umani Rovereto, Anpi Rovereto-Vallagarina, a cui vanno aggiunte alcune adesioni individuali tra le quali quella di don Sergio Nicolli

 

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