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Accoglienza in Trentino, anche Umanità Nuova contro la politica Pat: ''Serve riconoscere la dignità delle persone''

Attraverso una lettera Umanità Nuova, un'importante realtà del Movimento dei Focolari, condivide l’appello della Fondazione Sant’Ignazio e delle altre congregazioni impegnate nell’accoglienza abitativa e non solo dei migranti. "Serve una soluzione che guardi a tutti  soprattutto i più fragili riconoscendo loro la dignità cosa non realizzabile se le persone rimangono 'parcheggiate' in un luogo senza possibilità di far realmente parte della comunità”

Pubblicato il - 28 marzo 2021 - 10:48

TRENTO. Serve “una soluzione istituzionale e civile adeguata” che guardi “a tutte le persone soprattutto le più fragili riconoscendo loro la dignità”. Sono queste alcune delle parole che vengono usate da Umanità Nuova, un'importante realtà del Movimento dei Focolari, che attraverso una lettera ha deciso di sostenere l'appello lanciato nei giorni scorsi dalla Fondazione sant’Ignazio e Opera dei Gesuiti assieme a diversi ordini religiosi trentini, fra cui Gesuiti, Dehoniani, Comboniani, Cappuccini e le suore Canossiane. (QUI L'ARTICOLO)

 

L'appello è un grido di allarme e di denuncia sulle modalità con le quali la Provincia sta gestendo la chiusura della residenza Fersina, grande struttura di accoglienza a Trento.

 

Ad oggi all’interno della residenza Fersina sono ospitate circa 120 persone, per le quali, ricordano Fondazione sant’Ignazio e l’Opera dei Gesuiti, era stato previsto e concordato da mesi, “dopo una serie di confronti fra la Provincia e gli enti dell’accoglienza, tra i quali anche la Diocesi di Trento”, l’avvio dei primi trasferimenti in vista di una continua e graduale fuoriuscita dei migranti verso alloggi già in gran parte approntati. “Questa soluzione stava permettendo non solo di ridurre il rischio di contagio e le conseguenti difficoltà di gestione della convivenza in struttura, ma anche di avviare finalmente percorsi individualizzati di integrazione a tutela dei diritti dei migranti e della comunità che li accoglie”.

 

Stando a quanto riportato dai religiosi però, Piazza Dante è riuscita a disattendere persino la delibera che aveva firmato “senza alcun tipo di preavviso o forma di confronto, la Provincia ha firmato un accordo con la Croce Rossa, attuale ente gestore della struttura, il quale proroga di 6 mesi lo status quo".

 

Più volte infatti, i religiosi hanno chiesto di avere un confronto su questa materia senza però avere delle risposte. L'appello, come già detto, è stato ora condiviso anche dalla realtà dei Focolarini che chiedono “una soluzione istituzionale e civile adeguata” e che “che guardi a tutte le persone soprattutto le più fragili riconoscendo loro la dignità (cosa non realizzabile se le persone rimangono 'parcheggiate' in un luogo senza possibilità di far realmente parte della comunità)”.

 

QUI LA LETTERA COMPLETA

 

 

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