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Ospedale di Cavalese, le Acli val di Fiemme: ''Siamo per la ristrutturazione e ampliamento dell'esistente, si evitano di buttare via soldi pubblici''

Le Acli sostengono la ristrutturazione dell'attuale polo perché più economico, più veloce e sostenibile dal punto di vista ambientale. "C'è un progetto già approvato e soldi già stanziati in bilancio e poi tolti dalla Giunta Fugatti. Se si vuole che non rischi più di chiudere il reparto di ginecologia e ostetricia è necessario progettare e investire in politiche per la natalità e per la famiglia"

Pubblicato il - 05 October 2021 - 21:44

CAVALESE. "Il dibattito pubblico stenta a decollare ma sono due gli aspetti in particolare da tenere in considerazione, un punto tecnico relativo all'edificio e quello che ci si vuole mettere dentro". Così le Acli della val di Fiemme intervengono sulla vicenda che riguarda l'ospedale di Cavalese. "Siamo d’accordo con tutti gli amministratori comunali che appoggiano la ristrutturazione e l’ampliamento dell’esistente, progetto già approvato e soldi già stanziati in bilancio e poi tolti dalla Giunta Fugatti".

 

Le Acli sostengono la ristrutturazione dell'attuale polo perché più economico, più veloce e sostenibile dal punto di vista ambientale. "Con l’adeguamento e il potenziamento dell’attuale edificio - viene spiegato - si evita letteralmente di buttare via soldi pubblici, cioè nostri, in una struttura nuova che non va bene per molti aspetti, come ha evidenziato il documento presentato a fine agosto scorso dal Nucleo di analisi e valutazione degli investimenti pubblici. Tale rapporto, in sintesi, ha messo in luce problemi rilevanti sui terreni dove dovrebbe essere costruito il nuovo edificio, su aspetti finanziari legati al costo e al funzionamento dell’opera e su questioni di piano regolatore, sia comunale che provinciale". 

 

Altri punti forti sono la posizione e il servizio di trasporto pubblico. L’altro aspetto che viene analizzato è relativo a quali servizi incrementare, introdurre o togliere riorganizzando l’ospedale di Cavalese anche in base al fatto che sarà costruito il nuovo ospedale di Trento.

 

Cinque i punti messi in luce: sicuramente le visite specialistiche più varie e più frequenti per non dover andare in altri ospedali che in media distano da almeno 60 chilometri e non dover aspettare mesi per avere un appuntamento; un pronto soccorso adeguato ed efficiente che deve sopportare, in estate e in primavera, anche i molti infortuni e malori dei turisti; l’ortopedia va conservata, pensando anche di aumentare il numero di fisioterapisti proponendo a quelli privati una convenzione; altri reparti da adeguare innanzitutto al fatto che la popolazione è sempre più vecchia. 

 

"E in merito al reparto di ginecologia e ostetricia, se si vuole che non rischi più di chiudere, è necessario progettare e investire in politiche per la natalità e per la famiglia, assieme ad un cambio di mentalità che consideri i figli e le figlie una risorsa per l’intera società, per guardare con ottimismo alla vita futura delle nostre valli. Crediamo fermamente che non interessi alla popolazione avere un ospedale con reparti di alta specializzazione. Interessa, sicuramente, trovare medici di famiglia, specialisti, infermiere e infermieri, operatori sanitari in grado di accompagnare chiunque abbia bisogno di cure sanitarie e supporto sociale".

 

Il destino, quindi, per l'ospedale di Cavalese deve essere un altro. "Riteniamo che la Provincia debba attivarsi subito per incrementare queste figure professionali essenziali per il funzionamento dei reparti e la cura della persona rivolgendosi soprattutto ai giovani che desiderano scegliere per il loro futuro questo percorso con adeguate iniziative di presentazione e promozione dei rispettivi itinerari formativi", concludono le Acli della val di Fiemme.

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