Nuovo ospedale di Fiemme, Mountain Wilderness lapidaria: "Si decida in tempi brevi: ma del resto un ospedale a chi serve? Molto più importanti le opere olimpiche..."
L’appello di Mountain Wilderness è chiaro: "Serve una decisione rapida ma ponderata, che tenga conto delle esigenze delle comunità locali e della tutela del paesaggio alpino, senza cedere alla logica del consumo indiscriminato di suolo"

CAVALESE. La discussione sulla localizzazione del nuovo ospedale di Fiemme continua a far discutere, con Mountain Wilderness Italia che tramite le parole del suo presidente Luigi Casanova solleva critiche sul percorso partecipativo adottato e sulla possibilità di costruire la struttura in una nuova area, con il conseguente consumo di suolo.
"Si è provato a analizzare una situazione molto complessa - racconta Casanova - anche in modo alquanto provocatorio. Importante si decida in tempi più che brevi, ma penso sarà diverso: aspetteremo anni. Del resto un ospedale a chi serve? A quattro gatti che hanno perfino il coraggio di ammalarsi. Molto più importanti le opere olimpiche...".
L’associazione ambientalista evidenzia come il confronto pubblico si sia svolto esclusivamente in Val di Fiemme, escludendo le comunità della Val di Fassa e della Val di Cembra, che pure fanno riferimento alla struttura sanitaria. Il dibattito ha inoltre rivelato la complessità del tema, con posizioni a tratti contraddittorie e un ritardo che rischia di compromettere l’obiettivo iniziale: avere un nuovo ospedale pronto per le Olimpiadi invernali del 2026.
L’attuale ospedale di Cavalese, costruito nel 1955 e sottoposto a ristrutturazioni parziali nel 2004, non è più adeguato agli standard sanitari moderni. La necessità di una nuova struttura è ormai chiara, ma secondo Mountain Wilderness è fondamentale che il progetto segua alcuni principi chiave, a partire dall’evitare il consumo di suolo. L’ipotesi di costruire il nuovo ospedale in zone agricole o naturali, come Predazzo, Porina o Dossi di Cavalese, viene fortemente criticata. Per l’associazione ambientalista la scelta più logica sarebbe realizzare la nuova struttura "nella stessa area dell’attuale ospedale, evitando ulteriore cementificazione e salvaguardando il paesaggio".
Altro aspetto fondamentale riguarda il destino dell’attuale edificio: secondo Mountain Wilderness il complesso non deve essere abbandonato o lasciato inutilizzato, ma riconvertito per nuove funzioni, come spazi abitativi o un centro di riabilitazione d’eccellenza.
L’organizzazione sottolinea poi l’importanza di una progettazione efficiente e sostenibile ed esprime perplessità sulla proposta di creare una "cittadella degli studi" sanitaria in una sede periferica.
Il comunicato completo:












